Kasindi bombardata
(GettyImages)
Kasindi bombardata
Dal Mondo

Quelle stragi silenziose  di cristiani in Africa

I video e le foto dell'attacco visti dall'Associated Press hanno mostrato cadaveri che giacevano a terra fuori dalla chiesa, incluso quello che sembrava essere di un bambino, mentre i feriti venivano estratti dal luogo di culto circondati da altre persone che urlavano.

Domenica di sangue ieri nella città di Kasindi, nella provincia del Nord Kivu che si trova al confine con l’Uganda, dove una bomba è esplosa in una chiesa pentecostale. Secondo le prime stime i morti sarebbero almeno 10 e 39 i feriti.

Sopravvissuti e testimoni hanno detto che l'esplosione ha reciso gli arti di alcune persone dai loro corpi. La violenza devasta il Congo da decenni con più di 120 gruppi armati e di milizie di autodifesa che combattono per la terra e per il potere. Secondo le Nazioni Unite quasi sei milioni di persone sono sfollate e centinaia di migliaia si trovano ad affrontare un'estrema insicurezza alimentare.

Chi è stato? Qualche ora dopo è arrivata puntuale la rivendicazione dell’Isis attraverso l’agenzia stampa Amaqnella quale i jihadisti hanno riferito «di aver piazzato e fatto esplodere un ordigno, provocando decine di morti e feriti tra i cristiani» e nel promettere nuovi attacchi hanno sottolineato «che l'esplosione qualitativa dimostra il fallimento delle recenti campagne militari delle forze congolesi e dei loro alleatinel raggiungere la sicurezza per i loro sudditi cristiani».

I combattenti delle Forze democratiche alleate (Adf), organizzazione ribelle affiliata allo Stato islamico, ha effettuato diversi attacchi a Kasindi, che si trova al confine con l'Uganda e recentemente hanno esteso la loro area di operazioni a Goma e nella vicina provincia di Ituri. Truppe dell'esercito ugandese si sono schierate nel Congo orientale per cercare di arginare la violenza, ma gli attacchi sono costantemente aumentati tanto che da aprile 2022 sono morti almeno 370 civili oltre al rapimento di diverse centinaia di altri, secondo un rapporto delle Nazioni Unite pubblicato nel dicembre 2022. La Repubblica Democratica del Congo è il Paese chesarà visitato dal prossimo 31 gennaio, prima di recarsi in Sud Sudan, da Papa Francesco, che però nel nuovo programma del viaggio non ha più inserito la tappa a Goma, capoluogo del Nord Kivu, proprio a causa dell'avanzare della guerriglia.

L’area interessata dalle violenze è quella dove il 22 febbraio 2021vennero uccisi l’ambasciatore italiano Luca Attanasio, il carabiniere che gli faceva da scorta, VittorioIacovacci, e l’autista del World food programme Mustapha Milambo. All’Associated Press Trupti Agrawal, analista senior dell'Africa orientale per l'Economist Intelligence Unit, un dipartimento di ricerca dell'Economist Group, un media globale e di informazioni, ha dichiarato che «il complesso problema delle milizie in Congo ha prodotto a lungo attacchi di matrice etnica e fluide alleanze tra più milizie con interessi diversi e l'attacco alla chiesa servirà a promuovere la narrativa del conflitto orientale (Congo) che assume una svolta religiosa. È probabile che si approfondisca il sentimento anti-islamico nel Paese a maggioranza cristiana, in particolare nelle province orientali dove i ribelli islamistisono più attivi».

Secondo Matteo Giusti, giornalista e africanista, «le Adf ugandesi nate per rovesciareil regime di Kampala si sono affiliate all’Isis nel 2019 e da allora hanno moltiplicato gli attacchi. Ilgoverno del Congo ha chiesto aiuto all’Uganda che ha inviato oltre frontiera le sue forze armate, ma aparte costringere migliaia di persone a fuggire dalle proprie case, i risultati sono stati deludenti.

Chiesa, missioni e scuole gestite da religiosi sono diventati il principale obiettivo dei miliziani islamistiche ormai colpiscono sempre più frequentemente. La situazione nella regione orientale del Congo èda molti anni fuori controllo con città e villaggi saldamente nelle mani di gruppi ribelli. Uno dei più pericolosi insieme alle Adf sono gli M23 che da giugno sono riusciti a prendere il controllo di un’ampia fascia di territorio lungo il confine fra Congo e Ruanda, lo Stato che li ha creati, armati e organizzati.Dopo una lunga fase di guerra durante la quale gli M23 si sono macchiati di crimini terribili come il massacro di più di 200 persone nel villaggio di Kishishe, da meno di un mese è scattato un cessate il fuoco ed i ribelli si sono ritirati da parte delle aree conquistate, ma la situazione resta esplosiva».

Nemmeno il tempo di registrare l’ennesima strage nella Repubblica Democratica del Congo che dalla Nigeria è arrivata la notizia dell’assalto di un gruppo di banditi alla residenza parrocchiale della chiesa cattolica di San Pietro e Paolo, a Kafin-Koro, nella regione di Paikoro. Qui Padre Isaac Achi è statobruciato vivo mentre Padre Collins che tentava di scappare è rimasto ferito. Secondo Vatican News «all'accorrere delle forze di sicurezza, gli aggressori hanno lasciato l'abitazione dandola alle fiamme e provocando così la morte di Padre Achi». Nel confermare il tragico attacco, avvenuto intorno alle 3del mattino di domenica, il responsabile delle relazioni pubbliche della polizia nello Stato, Wasiu Abiodun, come riferito dall’Agi ha dichiarato: «I banditi hanno tentato di entrare nella residenza, ma non ci sono riusciti, e hanno dato fuoco alla casa, mentre il reverendo padre è morto carbonizzato».

Le squadre tattiche della polizia di Kafin-Koro, ha riferito Abiodun, «sono state immediatamenteinviate sul posto, ma i teppisti sono fuggiti prima del loro arrivo. Il corpo senza vita di padre Isaac è stato recuperato, mentre padre Collins è stato portato in ospedale per essere curato». Secondo quanto riferito il commissario di Polizia del Comando dello Stato, Ogundele Ayodeji, ha inviato una squadra di rinforzo nella zona e «sono in corso gli sforzi per arrestare gli assalitori, mentre sono iniziate le indagini sul tragico attacco». L'aggressione è stata condannata da Antonio Tajani, ministrodegli Esteri e vicepresidente del Consiglio, che ha parlato di «un attacco codardo e disumano». Tajaniha anche espresso le sue condoglianze ai fedeli, «apprezzando la pronta risposta delle forzedell'ordine. Auspico che le istituzioni consegnino quanto prima i responsabili alla giustizia, affrontinole cause profonde di questo gesto criminale e rafforzino le misure per la protezione dei cristianinigeriani». Tajani ha lanciato un appello «a tutti i governi a proteggere le minoranze cristiane» e haannunciato: «Presto nominerò un inviato speciale per tutelare i diritti dei cristiani nel mondo».

I più letti