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In battaglia il nuovo cannone Nato

In battaglia il nuovo cannone Nato

Si chiama Rch-155, è telecomandato e in futuro anche dotato di funzioni autonome. Entrato in servizio per la prima volta in Ucraina, può sparare rapidamente e in movimento. Ed è stato ordinato anche da Regno Unito e Svizzera.

Mentre il fronte della guerra russo-ucraina si sposta molto lentamente a favore di Mosca, nel tentativo di disporre di nuove risorse continuano le sperimentazioni di nuovi armamenti. Lanciata da Francia e Stati Uniti nel gennaio 2024, la coalizione “Artiglieria per l’Ucraina” al momento non fa più notizia, e lo stesso vale per le altre otto coalizioni contattate dall’Ukraine defense contact group, che riunisce 54 paesi partner di Kiev. Tuttavia, le consegne di nuovi cannoni all’esercito ucraino continuano e tra queste è particolarmente importante quanto accaduto alla brigata “Anna di Kiev” schierata in Donbass che ha ricevuto diciotto obici semoventi Rch-155 Caesar aggiuntivi rispetto ai cinquantaquattro previsti per Kiev fino al 2030, con altri sei obici da consegnare nel 2025. Tale fornitura era stata annunciata nel dicembre 2022 dalla Germania che non li aveva mai esportati prima, e si aggiunge ai 25 esemplari di Pzh-2000 precedentemente prelevati dall’inventario della Bundeswehr. Successivamente era stato effettuato un ordine per altre trentasei unità presso Knds Deutschland, in totale quanto era sufficiente per equipaggiare tre battaglioni d’artiglieria. Il 13 gennaio scorso, due anni dopo l’annuncio iniziale di Berlino, il primo Rch-155 è stato ufficialmente consegnato a Boris Pistorius, ministro della Difesa tedesco, che lo ha passato a Oleksii Makeiev, ambasciatore ucraino in Germania. L’Rch-155 è in realtà uno sviluppo del PzH2000 (ha lo stesso computer di controllo del fuoco balistico), ma è più leggero, flessibile e costituisce un’arma d’artiglieria a lungo raggio per tutti gli ambiti di utilizzo, fornendo anche un elevato livello di protezione per l’equipaggio in termini di capacità di sopravvivenza e una protezione superiore da mine e minacce balistiche, soprattutto ai due mitraglieri necessari per azionarlo. Ha una gittata compresa tra 40 e 54 km a seconda del tipo di proiettile da 155 mm utilizzato e una cadenza di 9 colpi al minuto; infine, può sparare in movimento riducendo la sua vulnerabilità al fuoco di reazione.

Ora tale sistema è stato collaudato anche senza pilota per poter raggiungere la completa autonomia del sistema complessivo in comando, navigazione e controllo del fuoco, e questo apre nuove opzioni di missione come sparare su bersagli in movimento, poter intraprendere azioni di difesa della postazione. Grazie alla sua architettura di sistema basata sulla rete, in futuro l’Rch-155 potrà anche implementare la guida e l’azione autonoma. Il sistema di controllo del fuoco e la matrice delle munizioni possono supportare sia i tipi di munizioni Nato già introdotti sia quelli futuri. L’Ucraina è il primo utente a ricevere il nuovo obice su ruote RCH 155.Pistorius ha dichiarato: “La consegna del primo nuovo obice all’Ucraina è la prova di ciò che è possibile quando l’eccellenza tecnologica e la volontà comune vanno di pari passo”, aggiungendo che tale consegna “conferma l’incrollabile sostegno tedesco a Kiev nella sua lotta per l’indipendenza e dimostra che la Germania è pronta ad assumersi la responsabilità della sicurezza in Europa”. A dicembre 2022 fu ipotizzato che Knds Deutschland avrebbe impiegato 30 mesi per produrre i primi Rch-155 per l’esercito ucraino. Secondo la testata Die Welt, il produttore stava aspettando un segnale dal governo tedesco prima di iniziare la produzione. Da allora, la Bundeswehr ha annunciato la sua intenzione di ordinare ottanta unità entro il 2025 e l’esercito britannico ha scelto questo sistema di artiglieria come parte del suo programma Mobile Fires Platform. Infine, lo Rch-155 è stato selezionato anche dalla Svizzera. Tutto questo non sarà decisivo per ribaltare la situazione bellica, ma certo colma parte di un divario tecnologico al quale la Nato sembrava ormai destinata.

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