Cronaca

Terremoto, le casette sono invivibili

I moduli (costo di 1.200 euro al metro quadro) hanno problemi continui. E la gente beffata manda lettere di fuoco

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Amatrice: Militari delle forze armate al lavoro per le urbanizzazioni delle 25 casette dell'area di Amatrice zero – Credits: Roberto Caccuri

Il riscaldamento funziona male. Porte e finestre lasciano passare l'aria gelida di montagna (e non siamo neppure in inverno). Peggio ancora, dagli allacci sotto i sanitari sbucano i topi. Consegnate dopo un anno, le poche casette sostitutive arrivate nelle zone terremotate del Centro Italia mostrano già i difetti di un assemblaggio d'emergenza. E sono pure costate molto, "ben 1.200 euro al metro quadro, a cui si aggiungono le opere di urbanizzazione, circa 650 euro al metro quadro", spiega Giuliano Pazzaglini, il sindaco di Visso (Macerata).

C'è chi è esasperato. Fabio Ianni di Arquata del Tronto (Ascoli Piceno) è stato costretto a portar via dal modulo la madre perché, scrive in una lettera al sindaco e ai carabinieri, "dal giorno della consegna, l'unità immobiliare è ancora priva dei requisiti fondamentali per la sopravvivenza giornaliera. Nonostante solleciti telefonici e sopralluoghi, la caldaia non ha mai funzionato ed è ancora parzialmente smontata". Il sindaco, Aleandro Petrucci, dice di aver cercato più volte, ma invano, il responsabile dei lavori.

La Regione lo ha quindi autorizzato a intervenire con proprie ditte. Rita D'Annibale, di Amatrice (Rieti), è un altro caso. "Nella casa di mia madre il pavimento si è gonfiato e lo sciacquone si è rotto". Sempre ad Amatrice, Simona Paoletti, parla dei topi che "escono dai buchi lasciati attorno ai sanitari e alle caldaie". Roberta Paoloni vive ad Accumoli, sempre nel Rietino: "Subito dopo la consegna il piano della cucina si è spaccato. Porte e finestre non chiudono bene. Le grondaie non raccolgono l'acqua".

Insomma, questa è la situazione. E pensare chei pochi che hanno finora ottenuto la casetta vengono considerati dei fortunati. Figurarsi il resto... Intanto qualcuno, disperato, ha fatto da solo. Ma adesso rischia il reato di abuso edilizio. Cinzia Blanchi, di Castelsantangelo sul Nera (Macerata), è una di queste persone: "Ho comprato un prefabbricato e l'ho sistemato sul mio terreno. Ora mi accusano di abuso edilizio: la zona è protetta da vincoli ambientali". Già, e i vincoli minimi di civiltà?

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