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Cronaca

Strage di Ustica: convegno controcorrente salta all’ultimo minuto. Accuse di sabotaggio

I relatori avrebbero contestato la tesi del missile. La Regione aveva concesso uno spazio il 5 maggio, per poi revocarlo il 16

La Regione Emilia Romagna avrebbe «sabotato» un convegno sgradito. È quanto sostengono gli organizzatori di una giornata di studi, promossa dall’Associazione per la verità su Ustica, che avrebbe dovuto tenersi venerdì 20 maggio a Bologna in una sala messa a disposizione dalla Regione. Il titolo del convegno, che puntava a contraddire la tesi propagandata da anni dell’abbattimento dovuto a un missile, era «Battaglia aerea, un castello di falsità»: l’obiettivo degli organizzatori era illustrare i risultati delle indagini e delle perizie scientifiche che anni fa in sede penale portarono all’assoluzione di tutti i militari indagati per la distruzione del DC-9 Itavia nella quale il 27 giugno 1980 persero la vita 81 persone.

La sala era stata richiesta ufficialmente il 12 aprile a nome dell’Associazione verità su Ustica dal consigliere regionale Marco Mastacchi, capogruppo del movimento Rete Civica. La sala era stata regolarmente concessa via email il 5 maggio. La revoca in extremis è arrivata sempre via email nella mattina del 16 maggio: nella comunicazione si fa riferimento a un «supplemento di istruttoria» e a regolamenti regionali. Alcuni degli organizzatori sostengono sia stata ventilata come scusa anche il fatto che il 20 maggio a Bologna sarebbe stato in visita il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Resta il fatto che all’ultimo momento il convegno è stato annullato – ufficialmente - per l’improvvisa indisponibilità della sala, e questo è stato reso nota agli organizzatori quando ormai erano già stati spediti gli inviti, diffuse le locandine e i relatori erano pronti ad arrivare dall’Italia e dall’estero.

«L’improvviso dietrofront pone domande ineludibili», dicono le due presidenti dell’associazione, Giuliana Cavazza e Flavia Bartolucci, «e cioè: a chi appartengono le istituzioni di Bologna? Chi decide di cosa è consentito parlare? Ci sono liste di persone non gradite?»

Gli organizzatori avevano invitato un folto parterre di relatori: da Aurelio Misiti, già presidente della commissione dei periti nel processo penale, che accertò l'esplosione di una bomba in una toilette del DC-9 Itavia, a Paolo Guzzanti ed Eugenio Baresi, che furono segretario e presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sulle stragi; dall'ex ministro Carlo Giovanardi ai periti internazionali Frank Taylor e Göran Lilja, membri della commissione Misiti, fino ad alcuni autori di saggi sul caso, come Franco Bonazzi, Francesco Farinelli, Antonio Bordoni, Leonardo Tricarico, Gregory Alegi e Gabriele Paradisi.

Cavazza e Bartolucci sostengono oggi che «il convegno voleva far conoscere i risultati dei processi penali e il lavoro di magistrati coraggiosi, che seppero ricostruire l’andamento dei fatti nonostante l’enorme pressione mediatica che spingeva in direzione opposta. Questo coraggio a Bologna evidentemente manca, se è vero che pur di non far conoscere quelle sentenze si è giunti a ritirare la concessione della sala».

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