Simona Santoni

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Mattina di guerriglia a Roma, iniziata alle prime luci dell'alba in piazza Indipendenza e terminata verso le 14 davanti alla stazione Termini. La polizia ha dato luogo a uno sgombero di rifugiati e richiedenti asilo eritrei, con un lungo strascico di tensioni e colluttazioni, tra manganellate, getti d'acqua e urla.

Dopo che i migranti sono stati allontanati da piazza Indipendenza, un gruppo si è nuovamente radunato e ha tentato di bloccare il traffico in piazza dei Cinquecento. Sono stati lanciati oggetti e sassi contro gli agenti in tenuta antisommossa, che li hanno poi dispersi. 

Le testimonianze di alcune donne rifugiate

"Siamo stati svegliati con l'acqua degli idranti. Hanno preso alcune di noi per i capelli colpendole anche con i manganelli. È assurdo: siamo rifugiati politici, abbiamo i documenti in regola", ha detto una delle donne sgomberate all'alba da piazza Indipendenza. "Ci hanno preso per i capelli", racconta un'altra, "quella donna con il braccio fasciato è stata colpita con un manganello e ora sta andando in ospedale. Anche io ho i segni sul fianco. Non è giusto. Abbiamo dormito per strada per cinque notti. Vogliamo solo una casa".

Una donna con la voce spezzata dal pianto: "Questo è uno stato accogliente? No, è un paese fascista, disumano".

Polizia accusata di violenza

"Devono sparire, se tirano qualcosa spaccategli un braccio": questa la frase pronunciata, in un video pubblicato su Fanpage.it, da un funzionario della polizia mentre rincorreva i migranti sgomberati da piazza Indipendenza a Roma.

Medici Senza Frontiere, presente da lunedì 21 agosto a piazza Indipendenza per fornire supporto medico e psicologico ai migranti eritrei, ha puntato il dito contro la violenza esercitata dalle forze dell'ordine: "Il violento sgombero attuato dalla polizia questa mattina nel centro di Roma ha provocato molti feriti tra un gruppo di 100 rifugiati, tra cui molte donne, anziani e disabili. L'équipe di Msf sul posto ha trattato in poche ore 13 persone, la maggior parte donne".

"Abbiamo chiamato le ambulanze per cinque persone ferite", racconta Francesco Di Donna di Msf. "Altri avevano fratture e lacerazioni causate dai metodi coercitivi utilizzati dalle forze dell'ordine. Non vi erano ambulanze sul posto al momento dei disordini". Gli operatori di Msf sono intervenuti dopo che una donna è stata colpita dal getto d'acqua di un idrante, è caduta e svenuta.

"È una vergogna che la mancanza di soluzioni abitative abbia portato a una situazione di violenza", aggiunge Tommaso Fabbri, capo progetti Msf in Italia. "Urge garantire alle persone sgomberate un'alternativa dignitosa, a partire dai casi più vulnerabili". 

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