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Cronaca

«Il nuovo Reddito di Cittadinanza non ci difenderà dai furbetti», parola di navigator

Una delle persone che, sul campo, da due anni è impegnato in questo progetto, ci spiega come mai anche le modifiche più severe previste nella Manovra sul RdC non fermeranno gli sprechi

I dati emersi in queste settimane sul Reddito di Cittadinanza hanno dimostrato l'inefficacia della misura che ha premiato l'illegalità e lasciato nell'indigenza migliaia di famiglie italiane. Il cavallo di battaglia del Movimento 5 stelle approvato in fretta e furia senza che si provvedesse ad una riforma delle politiche del lavoro è stato un flop. A causa di questo insuccesso che anima il dibattito politico e l'opinione pubblica, il governo Draghi, il ministro Brunetta ed il ministro Orlando, stanno studiando una riforma che già dalle prime battute sembrerebbe addirittura facilitarne l'assegnazione.

«Paradossalmente hanno criticato il reddito come forma di assistenzialismo ma lo stanno trasformando in questo, ossia un provvedimento assistenzialistico facilitandone la fruizione e aumentando il quantum». - ci spiega un Navigator.

Quali sono le misure che dovrebbe adottare il Governo contro le truffe del Reddito di Cittadinanza?

«Se il Governo ha intenzione di introdurre delle misure per scoraggiare o disincentivare fin dall'inizio i cosiddetti furbetti, lo deve fare nel momento in cui si pone la domanda per ottenere il Reddito di Cittadinanza. In quel momento si deve essere più fiscali. Le persone che ne fanno richiesta devono portare delle certificazioni opportune. È all'origine della domanda del beneficiario che devono essere posti tutti i controlli. Ben venga quello che sta facendo la Guardia di Finanza, ma vengono scovati dopo quando è impossibile andare a rifarsi su tutti i soldi che queste persone hanno ottenuto illecitamente a discapito di chi ne aveva realmente bisogno».

Perché non viene fatto?

«Perché non è previsto. Le spiego, il Navigator non si occupa della ricezione delle domande. I luoghi dove si può fare domanda per il reddito di cittadinanza sono un Caf Patronato, le Poste Italiane o l'INPS. Noi subentriamo molto dopo. Il Navigator entra in campo dopo che il personale per il centro dell'impiego prende le liste e comincia a convocare le persone per fargli firmare il cosiddetto patto per il lavoro che è tra il lavoratore e lo Stato. Nel patto quest'ultimo si impegna ad aderire a quel percorso che lo riporti più in fretta possibile nel mondo del lavoro che avviene immediatamente o attraverso corsi di formazione. Fatta questa premessa è chiaro che il problema è all'inizio, cioè all'acquisizione dei dati della domanda. Perché solo dopo si scopre che uno ha il Ferrari o il conto in banca? significa che all'inizio nessuno glielo ha chiesto perché la legge non prevede che vengano fatti determinati controlli. In back office non viene fatta nessuno ricerca di cosa si sia intestatari. Si viene a sapere solo dopo tanto tempo, quando ormai è tardi. I controlli devono essere preventivi ma non ci sono e da quello che leggo non sono nemmeno previsti nella riforma».

Che ne pensa della riforma sul reddito?

«Paradossalmente stanno criticando il reddito come forma di assistenzialismo ma lo stanno trasformando in questo ossia un provvedimento assistenzialistico facilitandone la fruizione e aumentando il quantum. Quando vengono presentate le domande si procede con una divisione. Ossia vengono create due liste. Una dove queste persone devono essere riportate nel mondo del lavoro dai centri per l'impiego e l'altra per essere affidate ai servizi sociali. Io personalmente ho redatto una lista di 50 persone per i servizi sociali perché erano inadatte per essere inserite nel mondo del lavoro per varie problematiche. Parliamo di soggetti con problemi fisici, senza patente, che non ha conseguito la licenza media, tra cui persone che non conoscevano l'italiano e venivano accompagnate da un interprete ne sapevano usare un pc. Di queste ne hanno accettate solo 4 perché i servizi sociali dispongono di poco personale e non possono prendersene carico».

Cosa ne pensa della decisione di Brunetta di togliere i Navigator?

«Il ministro Brunetta non sa cosa sta succedendo sul campo come la maggior parte dei politici. Lui dice che dovranno essere seguiti dai centri per l'impiego con la nostra assenza oppure dalle agenzie del lavoro ma le sedi sono molto distanti dal luogo di abitazione di queste persone. In più molto spesso questi soggetti non hanno mezzi economici ne tantomeno auto e patente, per raggiungere gli uffici dove è previsto il reinserimento nel mondo del lavoro. I colleghi dei centri per l'impiego che ci hanno visti lavorare si stanno gia mettendo le mani nei capelli, sia per la mole di lavoro che toccherà a loro sia per l'organizzazione che vogliono implementare che è al di fuori della realtà di tutti i giorni».

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