Mamme arrabbiate, nonne in marcia
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Mamme arrabbiate, nonne in marcia
Cronaca

Mamme arrabbiate, nonne in marcia

Il 5 settembre a Roma raduno del Popolo delle Mamme, gruppo spontaneo da decine di migliaia di iscritti contro la "dittatura sanitaria"

«Salviamo i bambini dalla dittatura sanitaria: il 5 settembre tutti a ROMA» è lo slogan del Popolo delle Mamme, ampiamente sostenute dai papà, dai nonni e da tanti parenti e amici. Questo movimento spontaneo è nato il 6 giugno 2020 da un gruppo Facebook che in pochissimi giorni ha radunato più di 25.000 persone. Ad esso hanno poi aderito associazioni e comitati di cittadini sinceramente preoccupati per i bambini, che sono le principali vittime di quella "dittatura sanitaria" che si è andata instaurando anche prima della pandemia e che in occasione del Covid19 ha cominciato a palesarsi in modo inequivocabile.

In attesa del raduno del 5 settembre a Roma, un gruppo di nonne agguerritissime, capeggiate da Nonna Maura, è partito da Genova, il 15 agosto, e sta attraversando l'Italia per consegnare - con tanto di protocollo ufficiale - un'istanza a tutti i Sindaci che sono sulla loro via: chiedono solidarietà e appoggio nella loro protesta.

Nonna Maura ha già raggiunto i Comuni di Sori, Recco, La Spezia, Sarzana, Massa Carrara, Reggio Emilia, Pisa e passerà da Livorno, Follonica, Castiglione, Marina di Grosseto, Civitavecchia, Ladispoli e Fiumicino. Ma già si prevedono diverse deviazioni, perché da tutta Italia si registra un notevole fermento per questa iniziativa.

Il Popolo delle mamme chiede principalmente l'abrogazione delle norme dettate dal ministro Azzolina e l'abolizione dell'obbligo vaccinale decretato dalla legge Lorenzin. Ci tengono a precisare che non sono estremisti "no vax", ma rivendicano il diritto dei genitori di decidere autonomamente quali vaccini somministrare ai propri figli.

Il gruppo, inoltre, mantiene una perfetta neutralità rispetto ai partiti politici e a breve si trasformerà in associazione, con l'obiettivo di «elaborare, promuovere e realizzare progetti di solidarietà sociale, promuovere iniziative per la libertà di scelta terapeutica e, per la prevenzione in campo sanitario, a tutela della salute e del benessere dell'individuo, promuovere ogni attività possibile per educare, in maniera protetta, i minori soggetti all'obbligo di istruzione, come quella della scuola parentale, praticata da soggetti privati».

Senza entrare strettamente nel merito delle loro richieste, a noi sembra molto significativo questo movimento di popolo, di gente comune: persone che hanno accettato e subìto finora con disciplina e pazienza le ingiustizie del fisco e della burocrazia, le inefficienze del Sistema sanitario, il disastro psicofisico ed economico conseguito al lockdown, ma che davvero pare siano giunte al limite della sopportazione.

Il Popolo delle mamme è espressione di un Paese martoriato dal lutto per decine di migliaia morti che si potevano evitare, a cui sono stati negati per lungo tempo anche i funerali; martoriato dal punto di vista economico per la sciagurata gestione del lockdown e della crisi che ne è derivata. Un Paese che però dice che la misura è colma. Soprattutto quando ci sono di mezzo i bambini.

I minori hanno sofferto abbastanza - soprattutto dal punto di vista psicologico - per tutta questa situazione. Eppure, di giorno in giorno, dal Ministero dell'Istruzione arrivano note, ordinanze e dichiarazioni incerte e contraddittorie che - alla fine - scaricano tutte le responsabilità su presidi e insegnanti cui non sono stati forniti i mezzi per riaprire le scuole in sicurezza e in una condizione di normalità (l'unica cosa da fare era dimezzare le classi e raddoppiare il personale). Una delle ultime sortite, invece, è stata che non è più necessario il distanziamento nelle classi, purché ci siano le mascherine (bambini e ragazzi 6 -7 ore al giorno con le mascherine? E con i banchi a rotelle. Come interagiranno con gli insegnanti? Ma questa gente, ha mai messo piede in una qualsiasi classe di una qualsiasi scuola?).

Comprendiamo perfettamente, quindi, la rabbia del Popolo delle mamme. È anche la nostra indignazione, che da anni denunciamo la "puerofobia" di un potere politico e mediatico che tenta sistematicamente di demolire la famiglia, composta da un padre e una madre uniti stabilmente dalla pubblica promessa di curare la crescita dei figli, per il loro armonico sviluppo integrale ed armonico.

È "puerofobia" permettere il divorzio facile e breve, la soppressione dei figli indesiderati con l'aborto a richiesta, l'assemblaggio in "fabbrica" con la fecondazione artificiale di quelli che sono oggetto di pretesa: pretesa da assecondare sino al punto di tollerarne di fatto il commercio, umiliando con l'utero in affitto anche la maternità e la dignità delle donne. I genitori sono i primi responsabili dei loro bambini. Hanno loro il diritto primario e inalienabile all'educazione. Lo Stato, deve tutelare la famiglia e rispettare questo loro diritto, anche nell'ambito terapeutico, come chiede il Popolo delle mamme. Ma a nostro avviso non è solo e non è tanto una questione di vaccini.

Le indebite ingerenze statali nell'educazione delle nuove generazioni tendono a destabilizzare giovani e giovanissimi con la propaganda dell'ideologia gender, perversa e folle, con una (dis)educazione sessuale che si sostanzia in una sessualizzazione precoce dei minori. Con la gestione della pandemia Covid, ancora una volta si sta facendo strada l'idea che i figli siano proprietà dello Stato, il che è tipico delle dittature e ripugna ad ogni essere umano, perché contrasta con la legge naturale. E ogni volta che lo Stato infrange la legge eterna e immutabile scritta nella natura di ogni persona, la sua autorità viene meno, e i cittadini devono rifiutarsi di obbedirgli: l'obiezione di coscienza non è solo un diritto, ma anche un dovere. Il distanziamento sociale, l'uso di mascherine e le altre forme di presunta prevenzione del contagio a scuola di cui fin qui si è parlato, la minaccia di isolamento (si è persino ventilata l'ipotesi che i bambini malati debbano essere tenuti lontano anche dalle famiglie!) compromettono la salute psicofisica dei bambini e dei ragazzi, le relazioni con gli insegnanti, le loro capacità di apprendimento e di socializzazione.

Il Popolo delle mamme ha tutto il diritto di essere davvero arrabbiato.

info: www.provitaefamiglia.it

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