Il bestiario delle sanzioni
Il bestiario delle sanzioni
Cronaca

Il bestiario delle sanzioni

Una mamma, separata, è stata multata per aver abbracciato e baciato il figlio che non vedeva da mesi a causa della quarantena

La gestione del Covid ha fatto emergere situazioni 'limite' caratterizzate da cortocircuiti fra l'applicazione delle leggi vigenti e la logica, l'umanità, la normale tolleranza, anche se la legge stessa prevede la possibilità di opposizione, attraverso una doppia impugnazione.

Il 'bestiario' delle sanzioni comminate in questo drammatico periodo che ha gettato nell'oscurantismo e nella soppressione delle libertà milioni di persone, ha dimostrato fatalmente l'incertezza interpretativa di normative d'urgenza emanate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Norme che, a prescindere dagli intenti, hanno talvolta esposto il fianco al rigorismo più becero di taluni 'sceriffi', fortunatamente in casi più unici che rari.

L'ultima vicenda emersa dalle cronache appare surreale, per non dire sconcertante, con una madre costretta a vedere il figlio in spazio protetto sotto la supervisione dei Servizi Sociali, visite poi sospese per mesi a causa dell'emergenza sanitaria.

E se dopo tutto questo tempo la mamma ha finalmente l'occasione, secondo le medesime modalità di incontri 'osservati', di riabbracciare il figlio e, travolta da un fisiologico slancio affettivo, stampa un sonoro bacio – o più d'uno – sulla guancia del suo pargolo, con quale cuore e ratio si può multare questa donna?

Spietato ed insensibile l'agente che ha compilato il verbale e altrettanto l'operatrice del Servizio Sociale che ha chiamato la Polizia, entrambi "ultras" del rispetto delle distanze a prescindere dai legami d'amore che hanno travolto, umanamente, i soggetti sanzionati.

E proprio sull'onda dello sdegno che mi ha colta leggendo questa storia, ho ricollegato altri episodi di questo passato presente, tratti dalla cronaca dei quotidiani.

Che dire, dunque, di un uomo multato perché sorpreso davanti a casa, ma ancora sulla pubblica via, a fumare una sigaretta con la mascherina abbassata (suggerirei di non provare ad espirare il fumo con la mascherina sul viso, ragionamento che evidentemente non è stato approfondito dall'agente), o di un verbale di 400 euro a carico di un ragazzo perché – carta topografica alla mano – nel tragitto farmacia/casa non avrebbe scelto l'itinerario più breve in un piccolo paese di provincia, deviando di un paio di vie con la sua bicicletta per prolungare quell'anelito di libertà, anche solo di pochi minuti?

O di due conviventi multati per essersi abbracciati nel centro-città e della medesima sorte riservata a due anziani coniugi in Sardegna, sopresi in coppia al supermercato e rei di aver violato la prescrizione che imponeva solo ad un membro della famiglia di uscire? L'uomo si era difeso spiegando che la moglie, disabile al 100%, non avrebbe potuto essere lasciata da sola a casa, ma non c'è stato verso.

E' verosimile che queste fantasiose sanzioni verranno 'archiviate' dall'autorità amministrativa (confido nel buon senso del Prefetto) essendo previsto che il cittadino multato possa presentare note difensive entro i successivi trenta giorni, perché questa è la procedura ammessa ai sensi dell'art. 18 della legge 689/1981.

E qualora le sanzioni venissero convalidate, i soggetti interessati avranno ulteriori trenta giorni per presentare ricorso avanti al Giudice di Pace.

Ma, al netto delle impugnazioni possibili, è un dato di fatto che questi "poveri cittadini" siano rimasti schiacciati dal sistema emergenziale che li ha prima messi in trincea e poi li ha costretti ad attivarsi in meandri a loro incomprensibili, come se fossero rimasti intrappolati in una terrificante foresta di piante carnivore.

E allora non ci resta che confidare nella Giustizia e pensare che chi rivedrà questi casi particolari sotto la minuziosa lente della legge interpretata secondo logica e buon senso, tolga dall'impaccio sanzionatorio chi, invece, si meriterebbe un premio per avere fatto prevalere sui rigorismi interpretativi, i sentimenti umani e familiari alla base di ogni convivenza civile, anche in epoca di urgenza sanitaria.

Il famoso filoso Henri Fréderic Amiel sosteneva, quasi due secoli fa, che "il buonsenso è la misura del possibile; è composto di esperiemza e previsione; è calcolo applicato alla vita.

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