Ansa
Cronaca

L'Associazione verità su Ustica: «La Rai vuole depistare?»

Uno speciale annunciato per i 40 anni della strage rivelerebbe l'ultima frase del copilota: «Guarda, cos'è?». Ma l'organizzazione lancia molti dubbi

È polemica tra l'Associazione per la verità su Ustica e la Rai. In vista dello speciale per il quarantesimo anniversario della strage di Ustica, preannunciato dalla Rai per il 27 giugno, l'Associazione ha inviato una lettera al presidente Marcello Foa, al direttore generale dell'azienda Fabrizio Salini e al direttore di Rainews Antonio Di Bella.

Nella lettera, l'Associazione sottolinea che il 10 e il 15 giugno Rai News ha anticipato «presunte novità sul disastro di Ustica risultanti da un non meglio specificato riesame» del registratore delle voci nella cabina di pilotaggio del Dc9», indicando che le novità dovrebbero andare in onda il 27 giugno. Nelle anticipazioni, la Rai fa capire di aver ascoltato la famosa ultima registrazione della cabina di pilotaggio, fin qui nota per aver bloccato le ultime parole del comandante del Dc9 Itavia: la sillaba «Gua», interpretta come «Guarda!», su cui sono state costruite le tesi più varie. L'esclamazione, soprattutto, è stata strumentalizzata per accreditare la tesi del missile, avallata dalla giurisprudenza civile ma contraddetta con forza dalla Prima sezione penale della Cassazione nella sentenza definitiva del 10 gennaio 2007.

La Rai avrebbe ascoltato il resto della frase, e la voce del comandante direbbe: «Guarda, così'è?»

«Nel procedimento penale», continua la lettera, «la registrazione cui si fa riferimento fu vagliata con grande attenzione dai periti, le cui conclusioni non riuscirono ad andare oltre le sillabe "Gua". La nuova lettura, le cui effettive modalità e circostanze non sono verificate, è presentata dunque come elemento a favore della tesi della battaglia aerea e del missile, esclusa in ogni grado di giudizio penale».

L'Associazione per la verità su Ustica continua segnalando polemicamente sei dati di fatto:

1. «Il nastro originale, con registrazione analogica, fa parte degli atti dell'inchiesta penale ed è stato ascoltato e trascritto decine, se non centinaia, di volte da decine di periti e magistrati. Esso termina con "Gua". Dopo il "Gua" i diagrammi mostravano due impulsi a distanza di circa 250 millisecondi l'uno dall'altro, seguiti solo un rumore di fondo a 400Hz come in tutti gli altri tratti di registrazione in assenza di parlato. Su questo, tra l'altro, fu ascoltato nell'udienza di primo grado del 17 febbraio 2002 il collegio peritale fonico Ibba-Paoloni. Non è pertanto chiaro come avrebbero fatto a comparire i fonemi «rda, cos'è?».

2. «Il fonema "gua", dopo accurati esami, era stato attribuito al 98,5%, al comandante, seduto a sinistra; nella presunta nuova lettura, è attribuito al secondo pilota, seduto a destra. Non essendo noto quali nuovi elementi supportino tale cambiamento, ci si chiede se ciò sia stato fatto perché il secondo pilota a destra avrebbe dovuto vedere il presunto attacco proveniente da destra più facilmente del comandante a sinistra».

3. «Stando a notizie di stampa, l'audio utilizzato per il servizio di Rai News sarebbe l'originale conservato sul sito Stragi80.it. È lecito dubitare fortemente che tale audio originale, agli atti del processo penale, sia oggi in possesso del sito».

4. «Non è chiaro come sia stato possibile, sotto il profilo tecnico, "ripulire" un nastro digitale copia di un originale analogico e far comparire qualcosa che sull'originale non c'era».

5. «Peraltro, sul sito Stragi80.it si può ascoltare l'audio «Ultimo contatto radio del Dc9 IH-870 con Ciampino (20.56)», di cui è disponibile la trascrizione in perizia: inizia alle 20:56:54, la durata è di 36 secondi e termina alle 20:57:30, 2 minuti e mezzo prima dell'incidente. Esso non contiene nulla che riguardi l'ultima conversazione in cabina con il famoso "gua"».

6. «Sempre sul sito Stragi80.it è comparsa di recente un'ulteriore registrazione audio intitolata «L'ultima comunicazione del pilota e la parola "Guarda…"». I 24 secondi di tale registrazione iniziano alle 20:50:45, ben 9 minuti prima dell'incidente. Essi appartengono quindi a una conversazione addirittura antecedente all'«Ultimo contatto radio del Dc9 IH-870 con Ciampino (20.56)». Della parola "guarda" non vi è comunque traccia».

7. «Nel video presentato, la voce del commentatore copre le comunicazioni che si sentono in sottofondo, che, peraltro, risultano incomprensibili inclusa la presunta frase "guarda, cos'è?". Riguardo la sua effettiva audibilità, è pertanto necessario fidarsi dell'affermazione categorica del giornalista».

8. «Nell'audio anticipato, pochi secondi prima che il giornalista annunci "questi gli ultimi secondi del voice recorder" si sente una comunicazione sottostante in cui il pilota comunica al controllo di Ciampino che si stimava di atterrare a Palermo "fra circa mezz'ora"; da ciò si evince che erano circa le 20:40 e che al disastro non mancavano "pochi secondi" ma 20 minuti».

9. «Sempre nel video presentato, si fa riferimento a comunicazioni tra l'aereo e il centro di controllo del traffico aereo avvenute in zona Firenze tra le 20:22 e le 20:26, cioè 38 e 34 minuti prima dell'incidente (20:59). Poiché il CVR era a loop chiuso, con un'autonomia di 30' prima che le nuove comunicazioni coprissero quelle precedenti, le comunicazioni di Firenze non potevano trovarsi negli ultimi 30 minuti di registrazione. Si ritiene che queste comunicazioni provengano non dal CVR ma dalla sala controllo traffico aereo a terra».

10. «In tali registrazioni manca la certezza della fonte: sono registrazioni sul CVR o prese alla console dell'operatore a terra? Poiché non compaiono le normali conversazioni tra i piloti ma solo comunicazioni radio, si è indotti a propendere per la seconda».

Nella lettera, la presidente dell'Associazione verità su Ustica, Giuliana Cavazza (che nel disastro ha perduto la madre, ricorda che «senza risposte ineccepibili a tali domande, la trasmissione rischia di incorrere nelle ipotesi di depistaggio previste e punite dall'art. 375 per i pubblici ufficiali e quanti sono incaricati di pubblico servizio».

Ti potrebbe piacere anche

I più letti