Cronaca

Come regolarizzare la colf in dieci mosse

C'è tempo dal 15 settembre al 15 ottobre e si paga un forfait di 1.000 euro. Ecco il vademecum dell'Assindatcolf

Immigrati in coda per la regolarizzazione (Ansa)

Via libera all’emersione dal nero per i lavoratori immigrati, tra cui anche colf, badanti e baby sitter. La regolarizzazione è contenuta nella norma transitoria (nell’articolo 5 del decreto legislativo 109/2012) che attua la direttiva europea 2009/52 che inasprisce le multe e le pene per chi assume gli extracomunitari in maniera irregolare.

Il decreto, in particolare, concede ai datori di lavoro di "ravvedersi" pagando un forfait di 1.000 euro, cioè di mettere in regola il rapporto di lavoro irregolare con lo straniero, evitando così di incorrere in sanzioni più severe (la reclusione da sei mesi a tre anni e una multa di 5.000 euro per ogni lavoratore irregolare impiegato). La pubblicazione delle istruzioni dettagliate per il ravvedimento è attesa entro fine agosto.

Per ora si sa che poter accedere alla regolarizzazione, i lavoratori stranieri dovranno provare di essere residenti in Italia almeno da fine dicembre 2011, che le domande di emersione vanno presentate dal 15 settembre al 15 ottobre e che non è previsto un tetto massimo: inutile, quindi, correre per accaparrarsi i posti disponibili. Secondo le previsioni recenti del ministro per la Cooperazione internazionale, Andrea Riccardi, i beneficiari saranno oltre 150.000 anche si stima che gli irregolari in Italia siano 500.000

Le dieci mosse
Ecco un vademecum , stilato da Assindatcolf, l'associazione nazionale dei datori di lavoro domestico, per i cittadini che vogliono sanare il rapporto di lavoro con la propria collaboratrice familiare.

1)      Avere alle dipendenze da almeno 3 mesi il lavoratore

2)      Aver portato a buon fine precedenti regolarizzazioni, se effettutate

3)      Non aver riportato condanne negli ultimi 5 anni per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina o intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro

4)      Richiedere al lavoratore un documento valido

5)      Richiedere al lavoratore documenti attestanti la sua presenza in Italia almeno dal 31 dicembre 2011

6)      Accertarsi che il lavoratore non si trovi in uno dei casi di inammissibilità alla procedura

7)      Pagare il contributo forfettario di 1.000 euro (ndr, il pagamento sarà effettuato con un F24 modificato per indicare gli estremi dell’immigrato)

8)      Dal 15 settembre al 15 ottobre inviare la domanda di emersione

9)      Al momento della convocazione allo Sportello Unico esibire tutta la documentazione

10)   Effettuare la denuncia di assunzione all’Inps contestualmente alla stipula del contratto di soggiorno

I costi della regolarizzazione
In realtà non basta pagare il forfait di 1.000 euro per l’emersione della colf, baby sitter o badante assunta in nero. A questo contributo straordinario, infatti, occorre aggiungere il pagamento delle somme dovute a titolo retributivo e contributivo pari ad almeno sei mesi e da dimostrare in sede di sottoscrizione del contratto. Di queste, quasi sicuramente andranno versati i contributi pensionistici, unico obbligo contributivo per un datore di lavoro domestico che per legge non può assumere le vesti di sostituto d’imposta.

Considerando uno stipendio minimo mensile pari all’assegno sociale di 429 euro, si tratterebbe di 121 euro, per un totale di 550 euro al mese. Quindi, per i sei mesi pregressi, risulterebbero ulteriori 726 euro da versare all’Inps che farebbero aumentare il costo reale della regolarizzazione a un minimo di 1.726 euro.

Cifra che in teoria sale a 4.300 euro, se si sommano anche gli stipendi al netto dei contributi pensionistici versati nello stesso periodo, anche se ancora non è chiaro quali saranno le modalità per dimostrare il pagamento di tali somme (2.574 nel caso della retribuzione minima). Un punto, quest’ultimo, ancora controverso e per cui si attendono a fine agosto i chiarimenti del ministero con la pubblicazione delle istruzioni dettagliate per il ravvedimento.

Ma quanto costerà alla fine la colf, la baby sitter o la badante una volta regolarizzata? Si va da un minimo di 4,33 euro all’ora a un massimo di 7,68 euro (nel caso di assistenti di persone non autosufficienti), stando alle tabelle stabilite dall'ultimo contratto nazionale, a cui aggiungere il contributo Inps a carico del datore di lavoro, che va da 1,06 a 1,47 euro all’ora per contratti fino a 24 ore settimanali, e che scende a 0,78 euro all’ora per i contratti sopra le 25 ore (qui le tabelle contributive di Assindatcolf e qui quelle sulle retribuzioni orarie) .

Per ulteriori informazioni ed assistenza, si possono contattare le sedi di Assindatcolf, i cui indirizzi si possono reperire sul sito www.assindatcolf.it o richiedere al numero verde 800.162.261.

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