Assirm e il Coronavirus: dati e ricerche per conoscere e affrontare la crisi
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Assirm e il Coronavirus: dati e ricerche per conoscere e affrontare la crisi

Sondaggi e ricerche ci raccontano come gli italiani stanno vivendo questo momento di emergenza sanitaria ed economica

Il coronavirus è ormai entrato nella quotidianità di ognuno di noi, coinvolgendo tutti gli aspetti della vita degli italiani e non solo. Per dare un a chiave di lettura completa e utile a cittadini e imprese, Assirm si è offerta di divulgare dati rilevati da parte di istituiti associati e di rendersi disponibile all'approfondimento delle principali tematiche.

"Il mondo della ricerca si rivela fondamentale in questo momento – commentaMatteo Lucchi, Presidente di Assirm. Analisi affidabili e ricerche accurate offrono un contributo significativo nella conoscenza di quanto sta accadendo e nel definire un quadro di analisi veritiero. Assirm e le aziende che rappresenta sostengono le imprese in questa fase difficile supportandole nel comprendere al meglio il contesto in cui operano e reagire adeguatamente con azioni mirate ed efficaci".



Matteo Lucchi, Presidente di Assirm


Un contesto che si evolve di giorno in giorno. Di qui la difficoltà della politica di comprendere appieno il fenomeno e di gestirlo e, da parte delle aziende, di rispondere efficacemente al cambiamento dei bisogni e dei comportamenti del consumatore e prevedere le conseguenze di tali cambiamenti nel tempo.

Sul piano politico e amministrativo, il 32% degli italiani ritiene che si stiano prendendo le misure necessarie per fronteggiare la diffusione dell'epidemia, contro il 29% che crede si possa fare di più, il 22% ritiene che le misure siano eccessive e il 17% pensa che non si stiano prendendo le misure opportune. Quando l'analisi diventa più specifica e vengono interrogati sulle istituzioni, gli italiani approvano i comportamenti della sanità locale (il 76% per medici e infermieri, il 57% per gli ospedali) e quelli dei sindaci delle zone di contagio (il 56%) nell'azione di contenimento del virus, mentre ritengono che non siano state adottate le giuste misure dal Governo che passa da una larga approvazione pari al 70% nelle settimane precedenti al 45% della scorsa settimana.

Sul piano economico, secondo un'analisi condotta sulla popolazione italiana a fine febbraio, in quattro giorni raddoppia la quota di pessimisti sul futuro dell'economia del Paese: si passa dal 29% delle rilevazioni del 18-20 febbraio al 52% in quelle del 22-24 febbraio. La paura per l'economia prende il sopravvento sulla paura per il contagio (dal 62% di fine gennaio al 48% di fine febbraio). Ben il 53% delle persone è preoccupato che la propria azienda/attività subisca conseguenze economiche negative a causa della diffusione del Coronavirus.

Coerentemente con questo, un sondaggio condotto in 10 Paesi tra il 28 e il 29 febbraio dà uno spaccato sul mondo e fotografa una crescente preoccupazione per le inevitabili ricadute economico-finanziarie.

In Italia il 41% delle persone ritiene inevitabile l'impatto (+ 22% rispetto alle rilevazioni del 14-15 febbraio). Aumenti a due cifre anche in Canada (+20), Russia (+19), Giappone (+18), Stati Uniti (+16), Regno Unito (+16) e Francia (+14).

Sul piano di gestione delle informazioni, gli italiani ritengono fonti attendibili di informazione le istituzioni sanitarie nazionali (79%) a discapito dei media (34% radio, 30% TV e 27% giornali).

Gli italiani ritengono maggiormente affidabili le istituzioni quali protezione civile (la più affidabile per il 78%) e il ministero della salute (il più affidabile per il 76%), molto meno i media in generale (reti tv nazionali solo per il 56% e i quotidiani per il 47% degli italiani) e i social network ritenuti affidabili solo dal 16% della popolazione, collocandosi così all'ultimo posto nella graduatoria delle fonti più attendibili.

Note – Dati elaborati da:

SWG, note 1, 3 e 6

Ipsos, note 2, 4 e 5

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