I compiti di Alessandro Criscuolo, nuovo presidente della Consulta
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I compiti di Alessandro Criscuolo, nuovo presidente della Consulta
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I compiti di Alessandro Criscuolo, nuovo presidente della Consulta

Nominato oggi presidente della Corte costituzionale, il primo scoglio sarà valutare la legge Severino

Alessandro Criscuolo è stato eletto oggi presidente della Corte costituzionale. Napoletano, 77 anni e magistrato di Cassazione, è giudice costituzionale dal 28 ottobre 2008. A votare per lui sono stati 8 dei 14 giudici costituzionali: il 15° giudice, decaduto, non è stato ancora eletto dal Parlamento in seduta congiunta. Il nuovo presidente succede a Giuseppe Tesauro e resterà in carica per tre anni.

Criscuolo ha una lunga esperienza sia nel penale sia nel civile: è stato membo del Consiglio superiore della magistratura dal 1990 al 1994 e anche presidente dell’Associazione nazionale magistrati come leader della corrente di centro delle toghe: Unicost.

Presto, da presidente della Consulta, dovrà gestire un passaggio molto delicato per i suoi risvolti politici. Al massimo entro sei mesi la Corte costituzionale dovrà infatti valutare la questione di legittimità costituzionale della legge Severino sulla decadenza e sull'incandidabilità di parlamentari e amministratori pubblici.

Si tratta della legge, varata nel dicembre 2011, che esattamente un anno fa ha obbligato Silvio Berlusconi alla decadenza dal suo incarico di senatore perché condannato in via definitiva per frode fiscale. A chiedere un pronunciamento della Consulta (negato a Berlusconi) è stato di recente il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, sospeso dalla carica perché condannato in primo grado (1 anno e tre mesi) per abuso di ufficio.

Cntestando la retroattività della legge Severino, i legali di Berlusconi un mese fa hanno ottenuto che la Corte europea dei diritti dell’uomo si esprima sulla questione. E proprio sulla legittimità costituzionale della retroattività il Tar della Campania, su richiesta di De Magistris, ha chiesto un responso alla Corte costituzionale.

Criscuolo, dopo la sua nomina, ha già espresso una posizione sul tema: "Sarebbe meglio" ha detto oggi "se sulla legge Severino intervenisse prima il Parlamento. Un provvedimento del legislatore evita che insorga una questione di legittimità che in ogni caso segna un difetto della norma”. Poi Criscuolo ha voluto aggiungere che “sul tema della retroattività esiste una ricca giurisprudenza della Corte”.

Criscuolo è il secondo presidente che si esprime in questi termini sulla legge Severino. Nemmeno una settimana fa era stato il suo predecessore, Tesauro, a sollecitare l’intervento del Parlamento. Due presidenti diversi, insomma, sono arrivati alla stessa conclusione. È forse troppo poco per dire che la legge Severino sarà dichiarata incostituzionale. Ma certamente, almeno a prima vista, i due pareri sembrano andare in quella direzione.

Un altro punto su cui Criscuolo si è espresso subito dopo la sua nomina è la legge elettorale. “È necessario che si faccia, e in fretta” ha detto. Aggiungendo che “questo Parlamento (seppure eletto con il Porcellum, che la stessa Corte mesi fa ha giudicato incostituzionale, ndr) è legittimato a farla”. Contrariamente a quanto ritengono i grillini, insomma, Camera e Senato sono nella pienezza dei loro poteri. E lo dice il nuovo presidente della Corte costituzionale.

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