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Le 5 bufale più grosse dei politici italiani

Alessandro Dibattista, deputato grillino, conquista il primo posto della classifica redatta dal New York Times. Ma in Italia non è il solo a spararle grosse

È tutto italiano il primato della classifica delle bufale più incredibili sparate dai politici e dai media del mondo stilata dall'autorevole New York Times. In testa c'è infatti il deputato grillino, con la faccia da fotoromanzo, Alessandro Di Battista, il prediletto di Beppe Grillo nonché candidato premier in pectore del M5S preferito addirittura al ben più compassato, e prudente, Luigi Di Maio. A regalare fama internazionale al presidente pentastellato della commissione Esteri della Camera, la sua analisi geopolitica della situazione in Nigeria proposta in occasione della manifestazione del 13 ottobre al Circo Massimo di Roma. Ma se a livello planetario nessuno è riuscito a superare il nostro Di Battista (neppure Matteo Salvini che tuttavia compare nella lista del quotidiano americano), in Italia non sono pochi quelli che, a forza di spararle una più grossa dell'altra, avrebbero potuto benissimo contendergli il primo posto. (CLICCA AVANTI PER SCORRERE LA CLASSIFICA)

Alessandro di Battista e la Nigeria

Aveva detto che la Nigeria è nelle mani dei terroristi e il virus Ebola dilaga nel Paese: per questa ragione il deputato M5s Alessandro Di Battista si è meritato una citazione in una classifica fatta dal New York Times sulle "bufale" che si diffondono in giro per il mondo. Roma, 16 febbraio 2015. ANSA/SITO NEW YORK TIMES

“Nigeria, vai su Wikipedia: 60% del territorio è in mano ai fondamentalisti islamici di Boko Haram, la restante parte ebola” (13 ottobre 2014).

Si tratta di un dato privo di qualsiasi fondamento. La Nigeria si estende infatti per 920mila chilometri quadri e se fosse vero quanto sostenuto da Di Battista, il gruppo jihadista controllerebbe un territorio grande quanto due volte l'Italia.

Matteo Salvini e i tostapane

Il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini ANSA/CLAUDIO PERI

"Dall'anno prossimo, nel nome del risparmio energetico, è possibile che l'Europa metta fuorilegge i tostapane doppi. Sì, avete letto bene. Scaldare due fette di pane insieme non sarà più possibile" (24 novembre 2014).

L'Unione europea non ha mai detto di voler impedire ai cittadini di scaldare due fette di pane alla volta.Ha solo stabilito che, nei prossimi anni, verranno rivisti gli standard di efficienza energetica senza che ciò comporti una messa al bando dell'elettrodomestico tanto caro al leader della Lega Nord.

Maurizio Gasparri e le volontarie italiane

Il senatore di FI Maurizio Gasparri. ANSA/ANGELO CARCONI

“Valeria e Greta, sesso consenziente con i guerriglieri? E noi paghiamo” (18 gennaio 2015)

C'è chi le bufale le dice e chi le commenta. L'ex ministro per le comunicazioni e vice presidente del Senato Maurizio Gasparri non si è reso conto, per esempio, che quella circolata sul web nei giorni successivi alla liberazione delle due cooperanti italiane rapite in Siria, era chiaramente una panzana.

Giorgia Meloni e la bandiera islamica

La presidente di Fratelli d'Italia-An, Giorgia Meloni. ANSA/CLAUDIO PERI

“Roma: magica atmosfera natalizia a via del Corso...” (12 dicembre 2014).

La presidente di Fratelli d'Italia pubblica sulla propria pagina Facebook e Twitter una foto di una bandiera verde luminosa con l'iscrizione in arabo e la sciabola della tradizione islamica esprimendo grande disappunto. Scambiandola per l' insegna di qualche centro islamico, non si accorge che si tratta in realtà della bandiera dell'Arabia Saudita, istallata lungo via del Corso come le altre 143 dei paesi che hanno aderito a Expo 2015.

Pier Luigi Bersani e il Patto del Nazareno in Borsa

L'ex segretario del Pd Pier Luigi Bersani. ANSA / MATTEO BAZZI

“Quando si è rinnovato il patto del Nazareno la borsa ha perso il 2,9%, Mediaset ha guadagnato il 6%” (15 novembre 2014).

Se sono veri i dati citati dall'ex segretario Pd, totalmente infondato appare il nesso di casualità tra perdita della Borsa, guadagno di Mediaset e Patto del Nazareno. I mercati, infatti, non avrebbero potuto conoscere né i contenuti né l'esito dell'incontro che si svolse di pomeriggio dopo la chiusura di Piazza Affari.

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