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Ansa
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Calcio

Milan e Inter, scudetto fino alla fine

Derby tricolore, si decide tutto negli ultimo 90 minuti della stagione. Pioli favorito, Inzaghi e i rimpianti per i punti buttati via in inverno: guida per leggere la volata finale

Fuori i secondi, adesso ne resta davvero solo una. Una partita tra il Milan e lo scudetto numero 19 della sua storia e una partita per l'Inter che coltiva il sogno di riprendersi il primo posto in classifica. Sarà domenica 22 maggio alle ore 15: Pioli a Reggio Emilia sul campo del Sassuolo, Inzaghi a San Siro contro la Sampdoria. Avversarie che non hanno nulla da chiedere alla fatica finale della stagione, non hanno obiettivi e nemmeno motivazioni speciali eppure non sono meno pericolose, perché arrivati a un metro dallo striscione del traguardo il pallone diventa pesante per tutti, come la testa e allo stesso modo delle gambe.

E' dall'anno del Triplete interista che uno scudetto non si assegna nel turno conclusivo del campionato; basta questa semplice constatazione per far comprendere che si trova al cospetto di un piccolo, grande, tesoro per il calcio italiano. Che a contendersi il titolo siano Milan e Inter, espressioni della stessa città non fa altro che aumentare il pepe sulla coda di un torneo che ha espresso buoni valori, anche se il livello qualitativo del nostro football è distante rispetto al meglio d'Europa. Se Milan e Inter avranno fatto il loro dovere, sarà uno scudetto assegnato a quota 86 punti, lontana dai record ma via di mezzo tra il vecchio calcio (quello in cui 82 bastavano e avanzavano) e il nuovo dei primati realizzati in sequenza.

Il Milan arriva meglio all'ultimo miglio della volata. Ha la possibilità di pareggiare perché ha il vantaggio del confronto diretto con l'Inter, strappato nel derby di ritorno che ha rappresentato il vero punto di svolta di tutto. Pioli ha una squadra che sta bene fisicamente, che ha trovato in Leao un giocatore devastante negli strappi e in Tonali un leader assoluto. Le vittorie contro Verona e Atalanta hanno spazzato via anche il dubbio che ai rossoneri possa venire il braccino, quel senso di soffocamento al cospetto del grande traguardo che si era intravisto all'Olimpico con la Lazio e in casa con la Fiorentina.

Sembra tutto apparecchiato, insomma, ma attenzione alle trappole. L'Inter ha carattere da vende e lo ha dimostrando passando senza pietà su un Cagliari che si giocava la vita, a nemmeno quattro giorni dalla fatica di Coppa Italia. Inzaghi ha ritrovato il miglior Lautaro Martinez (13 gol nelle ultime 13 giocate) e questo può spiegare anche perché i nerazzurri non abbiano ammazzato il campionato nel momento in cui ne erano padroni. Prima di queste 13, infatti, l'argentino aveva realizzato una sola rete nelle 13 precedenti e senza attacco le partite non si vincono: al massimo si pareggiano.

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