lazio torino giudice sportivo ripetizione partita recupero
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Calcio

Ecco perché Lazio-Torino non sarà il remake di Juve-Napoli

La sentenza del Collegio di Garanzia del Coni non c'entra: tra le due partite saltate ci sono differenze profonde che aiuteranno la giustizia sportiva a non perdere tempo

Il precedente di Juventus-Napoli potrebbe non c'entrare, anche se la ripetizione ordinata del match saltato a inizio ottobre causa mancata presentazione dei partenopei allo Stadium è un precedente destinato a fare giurisprudenza. Questa volta la vicenda processuale di Lazio-Torino, che la Lega Serie A non ha rinviato malgrado la prescrizione dell'ASL torinese che ha messo in quarantena con isolamento i granata, vietando il viaggio a Roma, si potrà esaurire rapidamente senza trascinarsi. Non perché il Collegio di Garanzia del Coni ha sancito la superiorità delle autorità locali sul protocollo della Figc, ma perché tra le due vicende ci sono differenze formali e sostanziali importanti.

Per comprenderlo basta seguire il filo delle parole e di quanto accaduto. "C'è un'oggettiva impossibilità a disputare la gara - ha detto il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina -. Non c'entra la sentenza su Juventus-Napoli, sono situazioni differenti. Questa della ASL non è una decisione dell'ultima ora, è ormai qualche giorno e se non fosse rispettata si rischierebbero anche delle sanzioni penali". Ecco, il fattore tempo è la chiave per mettere tutto nella corretta luce.

Quando il giudice sportivo Gerardo Mastrandrea sanzionò la mancata presentazione del Napoli a Torino lo scorso 4 ottobre (0-3 a tavolino e punto di penalizzazione), lo fece perché - dal suo punto di vista - solo l'ultima delle comunicazione dell'ASL campana al club partenopeo (il giorno stesso a poche ore dal fischio d'inizio) "assumeva valenza incidente e connotati prescrittivi chiari" mentre le prime "apparivano obiettivamente non ostative all'applicazione del Protocollo e, dunque, all'effettuazione della trasferta". Che, però, "era nel frattempo oggettivamente divenuta impossibile avendovi la Società rinunciato". Tradotto: la causa di forza maggiore si era concretizzata troppo tardi e quando, secondo il giudice sportivo, il Napoli aveva già deciso al di fuori del protocollo di non partire per Torino. Quindi, partita persa e penalizzazione.

Ora, invece, il punto di partenza è diverso sia per forma che per sostanza. L'ASL di Torino ha prescritto in maniera perentoria l'isolamento dei giocatori granata già una settimana prima della trasferta a Roma, tanto che (nel silenzio di tutti) già la sfida Torino-Sassuolo è stata rinviata dalla Lega Serie A pur non essendocene i presupposti secondo le norme del pallone non essendosi riscontrate le 10 positività di calciatori necessarie per utilizzare l'unico bonus rinvio. Nessuno ha detto nulla e il caso è scoppiato per l'incrocio con la Lazio di Lotito.

Per il giudice Mastrandrea non dovrebbe essere complicato prendere atto delle differenze. Questa volta il Torino potrà dimostrare agevolmente, senza dover ricorrere al precedente di ottobre, di non essere partito per una causa di forza maggiore certificata da giorni e addirittura ribadita in una mail protocollata inviata dalla ASL torinese alla stessa Lega Serie A. Che tiene duro sul punto, rifiutando il rinvio della partita per non creare l'ennesimo precedente, ma che potrà rapidamente posizionare la data del recupero. Senza lungaggini burocratiche.

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