Chi vuole adottare spesso deve affrontare lungaggini burocratiche che rendono impervio il percorso. Per superare l’impasse, è stata presentata ieri alla Farnesina la guida per le adozioni internazionali sviluppata dal ministero degli Esteri in collaborazione con la Commissione adozioni internazionali (Cai) della Presidenza del Consiglio. A partecipare alla presentazione del documento sono stati il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, il ministro della Famiglia, della natalità e delle pari opportunità, Eugenia Maria Roccella e il vicepresidente della Cai, Vincenzo Starita.
Una guida «pratica e operativa»
Il documento è pensato per fornire supporto alle famiglie che hanno già iniziato o intendono avviare le procedure per un’adozione internazionale, tramite indicazioni semplici ed efficaci. Ma non solo. Si rivolge anche alle altre entità fondamentali coinvolte nel percorso, come gli operatori delle ambasciate e dei consolati, al fine di gestire in modo più celere le procedure amministrative. Nella guida, composta da diverse sezioni, si spiegano innanzitutto chi sono le parti coinvolte: i genitori, i minori stranieri, gli enti italiani autorizzati, le ambasciate e i consolati, i tribunali, la commissione per le adozioni. E vengono illustrati anche gli strumenti da utilizzare, in primis le convenzioni internazionali.
«Un approccio umanitario più che burocratico»
Nell’introdurre la guida, Tajani ha sottolineato che l’obiettivo è adottare «un approccio umanitario più che burocratico». «Vogliamo dare un segnale di riduzione dei percorsi burocratici, almeno quelli interni» ha detto il ministro, riconoscendo che «adottare un bambino è un gesto di grande generosità, ma non è facile». Il nostro Paese è quindi «in prima linea» per «abbattere gli ostacoli che impediscono di effettuare adozioni in tempi rapidi. La burocrazia non può ostacolare un tentativo di fare il bene». Il vicepresidente della Cai, Vincenzo Starita, ha sottolineato l’importanza di «un’analisi congiunta e di un’azione sinergica» tra la Cai e il ministero degli Esteri. Ha aggiunto quanto sia fondamentale svolgere un’attività di formazione per operatori specifici nelle sedi diplomatiche, in modo tale che «nelle ambasciate ci siano referenti a cui le famiglie si possano rivolgere» per l’adozione.
Il calo nelle richieste di adozioni a livello globale
Roccella ha fatto presente che «la richiesta di adozioni nel mondo sta calando, e sta calando anche la disponibilità dei Paesi ad aprire le proprie frontiere, e a consentire ai bambini di essere adottati». E ricordando infatti che «il problema della denatalità riguarda tutti, non solo noi italiani», ha puntualizzato: «Un paese che registra un calo demografico troppo accentuato comincia a vedere i bambini come un bene che va trattenuto nei confini nazionali. A questo si aggiunge un calo delle domande, in Italia meno che altrove».
La situazione in Italia
In effetti, stando a quanto riportato dalla Farnesina, in Italia, nel primo semestre del 2025, le adozioni internazionali hanno registrato un leggero incremento rispetto al 2024. Guardando ai primi sei mesi del 2025, le adozioni terminate in Italia sono state 242, mentre nell’anno precedente sono arrivate a 234. Gli aumenti nelle adozioni hanno riguardato soprattutto il Brasile, il Burundi e la Polonia, mentre si è notato un calo nelle adozioni da Paesi come Vietnam, Colombia, Filippine, Sierra Leone.
Il sostegno del governo
Il ministro Roccella ha evidenziato che il governo «ha messo in campo 52 milioni di euro» per le adozioni, di cui 40 milioni «per le famiglie» che adottano e 12 milioni per le attività di cooperazione in quei Paesi con cui l’Italia intrattiene relazioni diplomatiche. Ciò si aggiunge a un decreto di 13 milioni che include un sostegno di 2.800 euro per le famiglie che hanno avviato le procedure nel periodo 2022-2024, 1.000 euro «per il percorso formativo preparatorio» e 3.500 euro per le famiglie che adottano i bambini con bisogni speciali. E per il biennio 2026-2027, l’esecutivo mira a stanziare 18 milioni di euro con l’obiettivo di aumentare a 20.000 euro il tetto del rimborso per chi ha adottato minori special needs.
