lukaku inter milan san siro scudetto
Ansa
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Calcio

Messaggio alla Juve: Inter e Lazio sono da scudetto

Conte ha una squadra di ferro e ora inizia il ciclo decisivo. Inzaghi ha il vantaggio di potersi concentrare solo sul campionato. Sarri e gli avversari sulla strada del tricolore

Inter e Lazio approfittano della sconfitta della Juventus a Verona e regalano un campionato bello ed equilibrato da impazzire. Tre squadre in un solo punto, un sogno in un'epoca di scarso equilibrio e di stagioni spesso decise poco dopo la sosta di Natale. Non sarà così quest'anno, anzi: per lo scudetto la lotta è a tre e tutte hanno qualche carta da giocare con convinzione oltre a debolezze che le rendono vulnerabili.

Prendete l'Inter che ha ribaltato un derby che all'intervallo pareva perso; grande intensità, compattezza e capacità di reazione ma anche un campanello d'allarme per come il Milan di Stefano Pioli, certamente inferiore, è stato capace di dominare tatticamente per tutto un tempo. Il mercato ha regalato, però, ad Antonio Conte quella qualità e profondità mancate nell'ultima fase di dicembre, quando gli infortuni avevano ridotto all'osso la rosa a disposizione. In attesa che Eriksen entri nei meccanismi nerazzurri, va registrato come la panchina per la prima volta offra opzioni di alto livello. Non ancora come la Juventus, che ha problemi di abbondanza, ma comunque in grado di soddisfare le esigenze delle partite più difficili tatticamente.

Inter Milan derby immagini

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La fame dell'Inter è un valore aggiunto, l'inesperienza ad altissimo livello può essere il limite. La Lazio (18 partite senza sconfitte, record per il club) ha dalla sua un attaccante come Ciro Immobile con cui parte quasi sempre da 1-0 e un finale di stagione senza altri impegni che non siano il campionato. Significa 16 date segnate sul calendario, una sola settimana con tre partite ad aprile: Simone Inzaghi deve sperare di non avere infortuni significativi nell'ossatura del gruppo (Acerbi, Lucas Leiva, Luis Alberto, Milinkovic Savic e Immobile), ma se dovesse avere la sorte dalla sua parte nessun risultato è precluso, nemmeno sognare uno scudetto che sarebbe incredibile. Quasi un'impresa da Leicester italiano.

Il messaggio per la Juventus di Maurizio Sarri, infilatasi in una crisetta di inverno preoccupante per i segnali di mancata crescita che fa registrare, è forte e chiaro. Quest'anno non c'è un campionato da dominare per poi concentrarsi sulla Champions League, ma un volata gomito a gomito in cui a contare saranno anche i particolari. E peseranno le motivazioni che paiono venire meno ai bianconeri quando giocano in Italia, come se il successo fosse un atto dovuto. Non è così e prima il tecnico toscano riuscirà a far arrivare il messaggio ai suoi, prima la Juventus potrà ritrovare il ruolo perduto di leader.

Sarà un girone di ritorno bellissimo, che merita di stare lontano da veleni e polemiche. L'appello è per gli arbitri: stanno sbagliando troppo e non è una consolazione che fin qui abbiano punito e aiutato più o meno tutte le protagoniste. Una Serie A così ha bisogno di giudici all'altezza, anche a costo di affidarsi ai più bravi e rimandare il lancio dei giovani e delle seconde linee. C'è in gioco la credibilità di una stagione sbocciata tra le mani di tutti come un fiore che nessuno ricordava più di aver visto.

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