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Autostrade: ecco quali sono le gallerie a rischio crollo

Secondo il dossier del Mit anche la galleria Berté era tra quelle segnalate perché insicure e non a norma

Sono 200 le gallerie italiane segnalate dal dossier del Mit come insicure, non a norma o a rischio crolli.

Dopo la caduta di parte della volta della galleria Berté (200 tonnellate di calcinacci) alla vigilia di Capodanno quando solo per miracolo non ci sono state vittime, è stato aperto un dossier urgente sullo status delle gallerie autostradali italiani.

Il documento è stato elaborato dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, organo tecnico del Ministero delle Infrastrutture, e inviato alla direzione del Mit, ad Aspi, ai Vigili del Fuoco e a tutti i Provveditorati dell’Opere Pubbliche.

Quali sono le gallerie a rischio crollo

Oggi si scopre che la galleria Berté sulla A26 già due mesi prima del crollo era stata segnalata dal Consiglio Superiore dei Lavori pubblici al Mit, ad Autostrade, al dipartimento dei vigili del fuoco e ai provveditorati alle Opere pubbliche perché non a norma e a rischio crolli. E dopo il disastro del 30 dicembre l'inchiesta si è allargata a macchia d'olio arrivando al drammatico elenco di 200 gallerie non a norma. Centocinque sono di competenza di Autostrade, mentre 90 di altre società.

Sempre sulla A26 tra quelle che compaiono nel dossier ci sono la Turchino, vicino Genova, e più a nord la Mottarone. E ancora sulla A10 la Coronata nei pressi del tristemente noto viadotto Polcevera e ancora in Liguria sono segnalate un'altra decina di tunnel sulla A12 Genova-Rosignano (tra cui sono a rischio la Veilino, la Monte Sperone e la Maddalena) e sulla A7 Genova-Milano la galleria Serravalle.

Tra le tratte di competenza Aspi, sono segnalate una decina di tunnel sulle dorsali appenniniche fra Piemonte, Liguria ed Emilia Romagna

Nel nord est, sulla A23 tra Udine e Tarvisio ci sono la Monreale e la Monte Galletto. Sull'Adriatica la Pedasio e la Castello Grottammare, già chiusa nell'agosto 2018 per un incidente e riaperta dopo sei mesi.

Non solo crolli

Il rischio non è solo quello dei crolli come nel caso della galleria Berté, ma le gallerie non sono sicure perché non dotate di sistemi antincendio adeguati, non hanno corsie di fuga o corsie d'emergenza, sono soggette a infiltrazioni d'acqua e, in generale, non rispondono agli standard di sicurezza richiesti dall'Europa per i tunnel di lunghezza superiore ai 500 mt che dovrebbero essere tutti impermeabilizzati, dotati di corsie d'emergenza e via di fuga, di videosorveglianza, di luci guida in caso di evacuazione e di stanze a tenuta stagna. Si tratta di norme che dovrebbero essere l'adeguamento alla direttiva europea 54 del 2004.

Bisogna capire, quindi, perché la direttiva europea recepita nel 2006 che doveva essere applicata entro aprile 2019 non è stata rispettata e definire le responsabilità di chi è stato connivente con questa pericolosa mancanza strutturale della rete autostrale italiana che, in primo luogo mette a rischio la vita di chi viaggia ogni giorno, e poi fa sì che l'Italia possa incorrere nell'ennesima procedura d'infrazione europea che comporta multe e sanzioni (che poi ricadono sulle tasche dei cittadini).

Aspi rende noto che il 90% delle gallerie citate nel dossier è in fase di adeguamento.

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