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Amministrative 2016: dove, come e per chi si vota

Tutte le informazioni utili per arrivare preparati al voto del 5 giugno, unico giorno di urne aperte

Il 5 giugno i cittadini di 1.363 comuni italiani saranno chiamati a scegliere i nuovi sindaci e a rinnovare i consigli comunali. Nonostante si tratti di elezioni amministrative, quindi locali, il peso politico dei risultati avrà un carattere tutto nazionale. Si vota infatti nelle principali città d'Italia: Roma, Milano, Napoli, Torino e Bologna. E soprattutto si vota a pochi mesi dal referendum costituzionale di ottobre. Un vero e proprio test di midterm per il governo e per Matteo Renzi che su queste amministrative ha scommesso molto lanciando alcuni candidati a lui molto vicini. Un test, però, anche per il destino del centrodestra che, per esempio nella Capitale, ha deciso di presentarsi diviso proprio per misurare il peso specifico delle diverse forze che lo hanno composto fino a questo momento. Scorri in AVANTI per sapere quando si vota, dove, come e per conoscere i nomi dei candidati principali nelle maggiori città.

Quando si vota

Proprio ieri il Governo ha confermato l'election day per il 5 giugno. Urne aperte dalle 7 alle 23. L'ipotesi in campo era di prolungare alla giornata di lunedì 6 per venire incontro alla richiesta delle opposizioni e di alcuni sindaci che segnalavano il rischio di fuga dalle urne incentivata anche dalla concomitanza con il ponte del 2 giugno. Ma “appena il Viminale lo ha proposto, sono scoppiate le polemiche”. Così si è deciso di non farne nulla. Anche Renzi ha preferito non diventare bersaglio di critiche per il raddoppio dei costi che ne sarebbe derivato dal momento che uno degli argomenti della campagna elettorale a favore del referendum è proprio quello della riduzione delle spese per la politica. Il turno di ballottaggio è stato fissato per il 19 giugno. Hanno già votato per il primo turno l'8 maggio scorso i cittadini dei comuni del Trentino Alto Adige e il 15 quelli di Ayas, l'unico comune al voto della Valle d'Aosta. Il 22 maggio ci sarà il ballottaggio a Bolzano tra il candidato Pd Renzo Caramaschi e quello del centrodestra Mario Tagnin.

Come si vota

La legge che regola le elezioni amministrative per la scelta del sindaco e, correlativamente, la nomina dei componenti della giunta da parte dello stesso, è la n. 81 del 25 marzo del 1993, anno in cui i sindaci vennero eletti per la prima volta direttamente dai cittadini. L'elezione diretta del sindaco si avvicina, infatti, al modello presidenziale applicato in altri Paesi come la Francia o gli Stati Uniti d'America.

Nei comuni con più di 15mila abitanti si può votare in tre modi: tracciando un segno solo sul nome del candidato sindaco; tracciando un segno solo sul simbolo di una lista, assegnando in tal modo la propria preferenza alla lista contrassegnata e al candidato sindaco da quest'ultima appoggiato; tracciando un segno sul simbolo di una lista e indicando anche fino a due nomi candidati in quella lista basta che siano di sesso diverso (doppia preferenza di genere). Nel caso vengano espressi due nomi dello stesso stesso, la seconda preferenza si annulla. È ammesso il voto disgiunto: si può votare un candidato sindaco e uno o due consiglieri di una lista non collegata.

Dove si vota

Il 5 giugno andranno al voto in tutto 1.363 comuni su 7.999, di cui 1.175 appartenenti a regioni a statuto ordinario e 188 a regioni a statuto speciale. Si voterà anche in 26 nuovi comuni istituiti nel 2016 mediante fusioni amministrative di territorio. Sono state invece rinviate le elezioni per i comuni di Anela (SS), Austis (NU) e San Luca (RC) per la mancata presentazione di liste di candidati. Tra le città al voto anche molti capoluogi di regione e provincia: Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna, Trieste, Cagliari, Ravenna, Rimini, Salerno, Latina, Novara, Grosseto, Varese, Caserta, Cosenza, Savona, Crotone, Benevento, Olbia, Pordenone e Carbonia.

Liste riammesse

Escluse dagli uffici elettorali per vizi di forma (la mancata indicazione in alcuni dei documenti della data di autenticazioni delle firme necessarie a presentare le liste) ieri i giudici del Consiglio di Stato hanno ribaltato la sentenza del Tar e hanno riammesso la lista di Fratelli d'Italia che a Milano sostiene la corsa di Stefano Parisi, quella del candidato di Sel-Si a Roma Stefano Fassina e quella di Ncd a Cosenza. La motivazione è che nessuna disposizione di legge prevede, per la materia elettorale, la nullità delle firme quando esse siano presentate senza il riferimento alla data purché risulti certo che la raccolta sia avvenuta entro i termini di legge. Ma mentre nel capoluogo lombardo questa decisione inciderà poco sull'esito della competizione, nella Capitale si erano già cominciati a fare i conti su dove sarebbero finiti i voti di Fassina. Il più avvantaggiato risultava essere Giachetti il quale adesso, con Fassina di nuovo in corsa, non potrà contare sul recupero di almeno un 2% di elettorato di sinistra.

I candidati nelle principali città: Roma

Nonostante in corsa per la poltrona di primo cittadino della Capitale d'Italia ci siano ben 12 candidati, a Roma sono quattro i concorrenti principali: per il Movimento 5 Stelle è in campo l'avvocato Virginia Raggi, per il centrosinistra il vicepresidente della Camera Roberto Giachetti, la candidata sostenuta dalla Lega di Matteo Salvini è la presidente di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni, l'ingegnere Alfio Marchini è sostenuto da Forza Italia e Nuovo Centrodestra mentre l'ex dem Stefano Fassina si presenta con Sel e Sinistra italiana.

I candidati nelle principali città: Milano

A Milano la sfida è soprattutto tra l'ex commissario di Expo Giuseppe Sala, sostenuto dal Pd, e Stefano Parisi, ex amministraotre delegato di Fastweb e Chili Tv, appoggiato da tutte le forze del centrodestra. L'estrema sinistra punta su Basilio Rizzo mentre Gianluca Corrado ha preso il posto di Patrizia Bedori, la vincitrice delle comunarie grilline ritiratasi in seguito alle polemiche e alle critiche ricevute dagli esponenti del suo stesso Movimento. Infine Marco Cappato è il candidato dei Radicali.

- LEGGI ANCHE: Perchè Sala non è candidabile

I candidati delle principali città: Napoli

A Napoli si ripresenta Luigi De Magistris con il sostegno di Sel-Sì. A sfidarlo l'imprenditore campano Gianni Lettieri, capo dell'opposizione in consiglio comunale, intorno al quale si è consolidata un'alleanza che raccoglie tutte le forze del centrodestra e la deputata Pd Valeria Valente vincitrice delle primarie del centrosinistra contro l'ex sindaco ed ex presidente della Regione Campania Antonio Bassolino. Per il M5S c'è Matteo Brambilla, ingegnere monzese.

I candidati delle principali città: Torino

Piero Fassino, sindaco uscente, è il candidato sindaco del centrosinistra a Torino. I suoi principali sfidanti sono la grillina Chiara Appendino, l'ex parlamentare azzurro Osvaldo Napoli sostenuto da Forza Italia, il notaio Alberto Morano portato da Lega e Fdi e l'ex sindacalista della Fiom Giorgio Airaudo appoggiato dalla sinistra anti-Pd.

I candidati delle principali città: Bologna

A Bologna il Partito democratico punta sul suo sindaco uscente Virginio Merola. Dovrà vedersela con il grillino Massimo Bugani, fedelissimo di Grillo e del co-fondatore del Movimento 5 Stelle recentemente scomparso Gianroberto Casaleggio e con Lucia Borgonzoni, la capogruppo leghista da subito indicata da Matteo Salvini e sostenuta da tutto il centrodestra.

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