Musica

Chi è Liberato? La teoria sulla sua identità

Lo youtuber Diego Laurenti ha pubblicato un video dove ipotizza le origini del fenomeno musicale del momento

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Matteo Politanò

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Il suo concerto sul lungomare di Napoli ha raccolto oltre 15 mila persone e nei giorni scorsi è stata annunciata una nuova data, a Milano il prossimo 9 giugno. Il fenomeno Liberato, l'artista dall'identità nascosta che canta in napoletano, sta crescendo senza sosta. Nessuno lo ha mai visto in faccia, nei suoi video appare solo di spalle e nei pochi concerti tenuti ha sempre avuto un cappuccio a celare il viso. Ma chi si nasconde dietro l'artista che sta raccogliendo milioni di views su Youtube? Ad ipotizzare la risposta è arrivato lo youtuber Diego Laurenti, autore di un video che nelle ultime ore ha scosso il mondo della musica.

L'isola di Nisida

Nisida è una piccola isola che sorge di fronte alla collina di Posillipo e ospita il carcere minorile maschile. In occasione dell'ultimo concerto sul lungomare di Napoli gli autori del video hanno notato come Liberato sia arrivato a bordo di un gommone, accompagnato da altre tre persone, proprio dalla direzione dove sorge il carcere minorile. Inoltre diverse telecamere hanno ripreso una vedetta della polizia scortare l'imbarcazione dell'artista fino a pochi metri dalla riva. Indizi per sviluppare l'ipotesi: e se Liberato fosse un ragazzo che fa parte del progetto di recupero del centro di Nisida?

 

Le attività del carcere minorile

Il carcere minorile maschile sviluppa da tempo progetti per il recupero dei minori organizzando diverse attività con associazioni esterne. Laboratori artigianali, corsi per diventare pizzaioli e cuochi, scuola alberghiera e teatro, come dimostrato dal video "Le vite di Nisida" , approfondimento che secondo alcuni svelerebbe anche il progetto musicale di Liberato.

I collegamenti nelle canzoni

L'ipotesi è rafforzata anche dai numerosi riferimenti nelle canzoni di Liberato, testi che spesso citano Nisida e luoghi che si vedono proprio dall'isola dove sorge il carcere minorile. Nei brani si fa spesso riferimento alla libertà e alla detenzione e uno degli ultimi brani, Intostreet, potrebbe essere proprio riferimento alla vita nello stretto di una cella. Nel mirino anche il brano "Gaiola portafortuna", Gaiola infatti vuole dire gabbia in napoletano. Tutte le teorie sono state raccolte da Diego Laurenti nelle stories del suo profilo Instagram dove ora dopo ora si moltiplicano i contributi di chi sostiene la sua teoria.

La sirena

All'inizio e alla fine di ogni concerto Liberato suona una sirena a manovella che emette lo stesso suono azionato nelle carceri durante le evasioni. Secondo Laurenti anche il nome Liberato sarebbe un riferimento al fatto che il ragazzo, in regime di detenzione, viene appunto "liberato" grazie ai permessi per portare avanti il progetto musicale sviluppato come attività di recupero.

La rosa

A rafforzare la teoria anche il simbolo che rappresenta l'artista, una rosa che sarebbe riferimento proprio alla morfologia dell'Isola di Nisida.

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L'obiettivo

"A noi non interessa sapere qual è la faccia di Liberato, quello che ci interessa è il progetto. Perché se fosse così sarebbe tutto romantico e magico" ha spiegato Diego Laurenti. La sua teoria sta facendo il giro del web, aumentando ulteriormente l'hype intorno al personaggio in vista del concerto milanese del prossimo 9 giugno, un evento che sta già raccogliendo migliaia di partecipanti da tutta Italia.


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