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Italia, rosicata Mondiale: la Bosnia avanza (e ce l’avremmo fatta anche noi)

Italia, rosicata Mondiale: la Bosnia avanza (e ce l’avremmo fatta anche noi)
La Bosnia Erzegovina si è qualificata ai sedicesimi di finale del Mondiale (Getty Images)

La nazionale che ci ha messo fuori dalla Coppa del Mondo si qualifica alla seconda fase. Con il minimo sforzo e alimentando i rimpianti azzurri…

Alzi la mano chi non ha provato un po’ di sana invidia nel vedere i ragazzotti della Bosnia Erzegovina saltellare felici in mezzo al campo a Dallas dopo aver spezzato le reni al modesto Qatar. Gioiosi per aver raggiunto un traguardo storico, ma anche abbastanza semplice da cogliere in un Mondiale extra large che ha ridotto la prima fase (72 partite) a una sorta di preliminare infinito con pochissimi effetti sul corso del torneo.

I bosniaci che a Zenica ci hanno sbarrato in faccia la porta dell’accesso alla Coppa del Mondo sono qualificati ai sedicesimi di finale. Hanno chiuso al terzo posto il girone con Svizzera, Canada e il già citato Qatar ma i 4 punti racimolati nei primi 270 minuti di partite sono ampiamente sufficienti per staccare il pass tra le migliori terze che, va detta la verità, sono quasi tutte visto che a casa non va quasi nessuna delle 48 nazionali volate in Nord America.

Bisogna essere onesti e sinceri fino in fondo: la nostra è una rosicata di potenza elevatissima. Mentre dalle nostre parti siamo impegnati nei primi incontri istituzionali dopo che Malagò è faticosamente riuscito a farsi eleggere presidente della Figc (la parte più complicata è stata proprio arrivare al voto schivando le trappole disseminate sul suo percorso da chi voleva il commissariamento), alla Bosnia è stato sufficiente fare il minimo indispensabile per ottenere un risultato straordinario e che sarebbe stato tale anche per il malaticcio calcio italiano.

Quattro miseri punticini di cui tre “chiamati” contro un Qatar non a livello della competizione. Poteva farcela anche la nazionale di Gattuso e avrebbe regalato a tutti l’ebbrezza di una sfida dentro o fuori in un Mondiale che manca addirittura dal 9 luglio 2006, il giorno della storica finale di Berlino con la Francia e del quarto titolo conquistato. Vent’anni. Non è uno scherzo. Sarebbe bastato arrivarci a questo maledetto Mondiale e battere il Qatar rimediando un pareggio tra Canada e Svizzera per tornare a respirare quell’aria lì.

Colpa nostra, sia chiaro, se non al posto di Alajbegovic e compagni non sono scesi in campo gli azzurri. I bosniaci ora finiranno in pasto a una tra Germania e Stati Uniti, come passare dalla padella degli States che viaggiano sulle ali dell’entusiasmo alla brace dei tedeschi, solidi e fantasiosi come raramente negli ultimi tempi. Può essere anche che tornino a casa a breve, ma intanto sul prato dello stadio di Dallas facevano festa loro e alzi la mano chi non ha pensato che con il minimo sforzo sarebbe serenamente potuto toccare a noi.

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