Matteo Politanò

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Tutto era nato come un gioco ma adesso c'è poco da scherzare. Bello Figo Gu, il rapper finito nel ciclone dopo le sue parodie rap su temi scottanti come immigrazione e integrazione, ha visto annullare quattro dei suoi concerti a causa di minacce e intimidazioni da parte di gruppi di estrema destra.

Paul Yaboah, questo il suo vero nome, era arrivato in Italia dal Ghana nel 2004 ed è passato in pochi anni dall'anonimato alla popolarità, strumentalizzato a fini politici e ora vittima di un'esposizione mediatica mal gestita. 

La storia di Bello Figo Gu, dalle parodie rap al caso politico: 

"Ho iniziato a pubblicare canzoni ma ad un certo punto se cercavi Gucci su Google compariva la mia faccia così mi hanno fatto causa ed ho cambiato nome". Così Bello Figo ha raccontato gli inizi della sua carriera da youtuber in Italia. I suoi primi brani erano parodie di pezzi rap poi diventati virali: su tutti "Pasta al tonno" ma anche le canzoni dedicate a Matteo Renzi, Alessandra Mussolini e Barbara D'Urso. Gag a metà strada tra parodia e comicità, capaci di strappare sorrisi a chi aveva capito il tono delle sue composizioni spesso fuori tempo e liricamente opinabili. 

Il caso di Bello Figo Gu è esploso con la pubblicazione a ottobre 2016 del brano "Non pago l'affitto" dove il rapper ha preso in giro tutti i luoghi comuni degli immigrati in un brano che per alcuni è invece un inno alla criminalità e un insulto agli italiani. 

Dopo la pubblicazione del brano Bello Figo è stato invitato come ospite alla trasmissione "Dalla vostra parte" di Maurizio Belpietro venendo criticato pesantemente da alcuni politici tra cui Alessandra Mussolini e Matteo Salvini che gli consiglia di "andare a raccogliere il cotone e le banane".

La situazione sfugge di mano e Bello Figo Gu inizia a ricevere minacce e intimidazioni nel privato, bersaglio quotidiano dell'estrema destra e di chi non ha digerito le sue provocazioni. La sua pagina di Wikipedia è stata presa di mira dai contestatori costringendo la popolare enciclopedia a cambiare lo status in "pagina protetta" rendendola così non accessibile.

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Dopo il quarto concerto sospeso Paul Yeboah vuole però continuare per la sua strada giustificando le sue scelte e tirandosi fuori dalla questione come dichiarato nei giorni scorsi: "Piaccio alle persone che sanno divertirsi e tutto questo non vuole essere offensivo, io canto col sorriso. Ma tanto chi vuol prendersela se la prende e basta..."

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