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Le migliori app per noleggiare (o condividere) un auto

Da Uber al car sharing: ecco quali sono i servizi di mobilità più interessanti basati su applicazione mobile

Aggiornato il 12/09/2017

La business disruption non risparmia nessuno. Tutte le professioni - presto o tardi - dovranno fare i conti con le trasformazioni “distruttive” apportate dai servizi digitali.

Fra i primi a confrontarsi con le nuove dinamiche della sharing economy ci sono i servizi di trasporto pubblico. Uber, MyTaxi, BlaBlaCar e tutte le altre applicazioni accessibili da telefono cellulare hanno aperto un fronte tutto nuovo per ciò che riguarda la mobilità cittadina, affiancando - e in molti casi sostituendo - i taxi tradizionali.

In questo approfondimento analizzeremo quali sono in concreto i migliori servizi di mobilità via Web, un piccolo spaccato sulle applicazioni per il noleggio o la condivisione di un auto ad oggi disponibili in Italia [Scorri Avanti per continuare].

Uber

Uber L'app di Uber iStock - NicolasMcComber

È il più celebre fra i servizi di noleggio con conducente (NCC). Il funzionamento è abbastanza semplice: si scarica l’omonima applicazione da telefono cellulare o tablet, si inserisce il luogo di partenza e quello di arrivo e si attende che il sistema proponga l'offerta di trasporto (a un prezzo predefinito). Prima dell'arrivo della vettura, è possibile controllare il nome dell'autista, la foto, il modello dell'auto e il numero di targa. In Italia il servizio è attivo nelle città di Milano, Roma e FIrenze, in tre varianti: UberBlack (servizio base), UberLux (ammiraglie di lusso con autisti in giacca e cravatta) e UberVan. Non ammessa, per il momento, l’opzione UberPop, che in molti paesi viene considerata l’alternativa più economica al taxi.

Blablacar

BlaBlaCar

Il principio è leggermente diverso da quello del NCC. Servizi come BlaBlaCar non si basano infatti su un noleggio ma sull’uso condiviso di un veicolo privato fra due o più persone che devono percorrere uno stesso itinerario, o parte di esso. Il tutto, senza finalità di lucro. Chi offre un passaggio chiede ai suoi ospiti il pagamento di un corrispettivo (in genere forfaittario) come rimborso delle spese di viaggio. In questo modo - spiegano i creatori del servizio - ci guadagnano tutti: chi offre il passaggio (che può ridurre i costi di viaggio), i passeggeri e, ovviamente, il fornitore del servizio, che trattiene un 10% da quanto versato dai viaggiatori (conducente escluso).

MyTaxi

MyTaxi MyTaxi

L'obiettivo è chiaro fin dal nome: portare i taxi tradizionali - già 1.950 tassisti con licenza affiliati in Italia - all'interno di un servizio Web già ottimizzato per l'utilizzo da telefono cellulare e dispositivo mobile. Tutto passa dalla consueta applicazione scaricabile da App Store o Google Play Store: una volta effettuata la registrazione, è sufficiente cliccare sul tasto di prenotazione e inserire la destinazione per avere i tempi stimati di attesa e il costo (è possibile pagare anche via app). Le città italiane europee servite sono per il momento una settantina di cui tre (Milano, Roma e Torino) italiane.

Zego

Zego Zego

Come BlaBlaCar, anche questo servizio si basa sul concetto di car-pooling, ovvero sulla possibilità di condividere un passaggio. La differenza sta soprattutto nella tipologia di itinerari e nel pagamento: Zego, che nasce da un'iniziativa tutta italiana, è più focalizzato su brevi tratte cittadine a un costo che non viene definito in anticipo. Alla fine del viaggio, in pratica, il passeggero può riconoscere un rimborso al conducente, con totale discrezione sulla cifra da versare.

Da Car2Go a DriveNow: il car-sharing

DriveNow DriveNow

Il car-sharing è un servizio che consente di noleggiare automobili per breve tempo senza bisogno di assistenza da parte di personale. Tutto passa dall'immancabile applicazione mobile: da qui l'utente può visualizzare l'auto più vicina e prenotarla. Il costo, di norma, si basa su una tariffa al minuto, senza extra legati a benzina o parcheggi; una volta prelevata, infatti, la vettura può essere lasciata in qualsiasi parcheggio. I sistemi di car-sharing sono particolarmente apprezzati nelle grandi città, e in particolare a Milano. Solo nel capoluogo meneghino, fa notare l'ultimo New Mobility World, ci sono più di 350 mila utenti registrati a servizi di mobilità condivisa. I più importanti? Enjoy, Car2Go, DriveNow, Guidami (GirACI), E-vai.

La macchina inquina troppo? Ecco il bike-sharing

bike sharing tupungato @iStock

È l’alternativa più pulita (e anche la più economica) al taxi. L'idea ricalca quella del car-sharing, con l'unica (non trascurabile) differenza rappresentata dal mezzo in condivisione: una bici, al posto dell'auto. Di solito, i servizi di bike-sharing vengono utilizzati in ambito urbano o all'interno di particolare aree di interesse (parchi naturali, campus universitari, zone turistiche). Il corrispettivo da pagare è costituito da una quota fissa per l’abbonamento più una tariffa a tempo che viene addebitata all’utente dopo un periodo di utilizzo gratuito. Secondo l’ultimo rapporto nazionale sulla Sharing Mobility, in Italia ci sono circa 13.770 bici condivise in oltre 200 città, la maggior parte (il 64%) al Nord. 

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