L’ultimo saggio di Natale
L’ultimo saggio di Natale

L’ultimo saggio di Natale

Finalmente è arrivato il momento: quest’anno ho partecipato all’ultima festa di Natale della scuola elementare, un evento che normalmente ogni genitore eviterebbe volentieri ma che in realtà è il più atteso in quanto l’ultimo. L’impressione è che lo eviterebbero un …Leggi tutto

Finalmente è arrivato il momento: quest’anno ho partecipato all’ultima festa di Natale della scuola elementare, un evento che normalmente ogni genitore eviterebbe volentieri ma che in realtà è il più atteso in quanto l’ultimo. L’impressione è che lo eviterebbero un buon ottanta per cento degli alunni e un cinquanta per cento del corpo insegnante, se non fosse che questo permette di non svolgere lezione.

Oggi quindi Emma ha chiuso il suo ciclo di saggi natalizi. Ricordo che alla scuola materna non rivelava il contenuto dello spettacolo nemmeno sotto tortura o ricatto, tanto meno dietro compenso, perché sulla festa di Natale il riserbo doveva essere totale. Oggi invece scimmiotta Cristina d’Avena imitandola perfettamente nella versione Five Records in italiano di Santa Claus Is Coming to Town (‘’Il Natale arriva in città’’ il titolo della perla, per chi volesse correre ad ascoltarla..) e canta quasi perfettamente la beatlesiana ‘’From me to you’’, mentre si guarda bene dal recitare le poesie commissionate per l’evento, pena lo scherno di entrambi i genitori.

Il saggino di Natale ha dentro tutto: sacro e profano, i Beatles e Cristina d’Avena, la poesia e lo sconosciuto Ballo Sasha (danzato in modalità ‘’soldatino di Lego svogliato’’) riprodotto con uno stereo portato da casa in una versione probabilmente risalente al 1923 e cantato in una lingua che potrebbe essere tedesco, russo o esperanto, tanto non si capirebbe niente lo stesso. Una sorta di Festival di Sanremo fine anni ’70, di quelli che non trasmettevano nemmeno in diretta in televisione.

Emma ormai è grandina, e se ne accorge, e infatti oggi aveva l’aria di chi si chiedeva cosa stesse facendo lì. Le maestre come sempre si dannavano l’anima dimenandosi come dei pastori battisti durante uno spiritual.In platea i genitori under cinquanta sghignazzavano in attesa della fine del calvario, i nonni invece si godevano l’ultimo appuntamento ufficiale del proprio nipote in versione bambino, visto che dal prossimo anno ormoni, brufoli e paturnie pre adolescenziali spazzeranno via i bei tempi del nipotino perfetto.

Io come sempre me ne sono stato tutto il tempo a commentare sarcasticamente con gli altri genitori e mia moglie, e sfottendo con gli sguardi mia figlia, tanto da prendermi il rimprovero della motivatissima maestra.

Andava tutto liscio finché come ogni anno a tradimento, tra una gomitata complice con il vicino di panca e l’ennesima foto con lo smartphone, durante ‘’From me to you’’ Emma mi ha incrociato con uno guardo complice che in un men che non si dica ha prodotto il classico magonequasilacrima che coglie sempre qualsiasi genitore nelle situazioni più inaspettate, anche al saggio trash di Natale.

E infatti anche quest’ anno è successo.

Just call on me and i’ll send it along…

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