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Riccardo Carraro
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Lifestyle

TheShow: «Dopo i video ora ci diamo ai podcast»

La coppia di youtuber più famosa e seguita (fanno 20,5 milioni di visualizzazioni in media ogni mese), lancia su Spotify Complottisti domestici, una serie solo audio in cui si ironizza sulle teorie più assurde. Dagli alieni al 5G

Nei primi minuti c'è la chiamata a una farmacista via via più incredula, a cui vengono chiesti ragguagli su presunti strani chip all'interno di una mascherina. Poco più avanti tocca a un signore che passa dallo scocciato allo sconcertato: finirà per subire gli insulti di un assistente vocale insolente mentre prova, invano, a disattivare una tariffa bizzarra intitolata a Bill Gates. Così, tra scherzi telefonici in successione e chiacchiere assortite a volontà, scorre via veloce l'episodio di debutto di «Complottisti domestici», il nuovo podcast originale di Spotify disponibile sulla piattaforma dal 18 marzo e ascoltato da Panorama in anteprima.

Come il titolo suggerisce, si concentra sulle ipotesi dominanti di cospirazioni presunte, supposti segreti nascosti, fake news inaffondabili, trame sotterranee di qualche oscuro, ignoto potere forte. Dal 5G, il protagonista della prima puntata, alla presenza degli alieni nel mondo, dalle scie chimiche fino alla Terra che sarebbe piatta, non tonda: «Le teorie del complotto sono incredibili risposte semplici a domande troppo complicate» sintetizzano Alessio Stigliano e Alessandro Tenace, per tutti solo «theShow». Superstar di YouTube con oltre 3,5 milioni di iscritti e, in media, più di 20 milioni di visualizzazioni mensili sul loro canale, dopo sette anni e mezzo di video hanno deciso di spegnere per un po' la telecamera e cimentarsi solo con il microfono.

«È una novità e anche un ritorno alle origini, a una vecchia trasmissione radiofonica. Una dinamica in grado di unire più generazioni» spiega Alessio, 30 anni, milanese come il suo gemello comico. I dati, in effetti, gli danno ragione: il podcast è esploso tra i ragazzi, rispetto al 2017 il suo consumo è aumentato del 48 per cento nella fascia d'età tra i 12 e i 24 anni. I loro genitori, al contrario, sono cresciuti con tutto il calcio minuto per minuto, gli aggiornamenti su meteo e traffico da un deejay anziché da una app, le hit da classifica in alta rotazione invece che in pillole di streaming. «Il nostro canale YouTube ha un target eterogeno, include picchi tra gli over 40 e 50. Pensiamo di poter avvicinare al podcast un pubblico adulto». Cuffie e risate, ecco, sembrano un ottimo collante tra teenager, post-adolescenti, Millennial, i tanto bistrattati Boomer.

«Lo stesso discorso vale per gli scherzi telefonici. Prima si facevano con la linea fissa, poi con il cellulare, adesso con lo smartphone» continua Alessandro. «Nostalgia a parte, abbiamo deciso di metterli al centro per il loro linguaggio trasversale e onesto. Non sono scritti, ma autentici. Fotografano l'umore del Paese». Di riflesso, confermano la bontà dell'operazione, del tema prescelto come filo conduttore: la farmacista non fa una piega quando sente teorie astruse legate al 5G, perché i pregiudizi sono radicati quanto i nemici delle mascherine o gli oppositori dei vaccini. «La grande polarizzazione che oggi agita la società giova alla comicità, che può prendere in giro questi estremi». Ed è terapeutica, in un presente con il muso lungo: «La gente ha molto bisogno di divertirsi» sottolinea il duo.

Il podcast, prodotto in collaborazione con Show Reel Agency (parte di Show Reel Media Group), dura 30 puntate perché il materiale non manca, anzi abbonda: «Su qualsiasi idiozia esiste un complotto» dicono sintetici i «theShow». Hanno spaziato dai rettiliani al significato dei cerchi nel grano, fino a rispolverare la leggenda che Lego e Ikea sarebbero la stessa cosa: «Che il loro obiettivo sia renderci dipendenti dai mattoncini sin da piccoli, così da grandi sentiamo il bisogno di costruire un mobile, un pezzo per volta». Sublimi vette della fantasia.

Alessandro e Alessio, affiancati in ogni puntata da un ospite speciale che cerca di convincerli della pienezza di senso di una qualche strampalata panzana, ammettono di essersi divertiti parecchio durante la registrazione degli episodi. «È successo di tutto» raccontano «abbiamo persino trovato un agente immobiliare che, pur di vendere una casa, era disposto ad accettare una valuta interstellare o a suggerire che, con il consenso del condominio, sul tetto del palazzo sarebbe stato possibile far atterrare un'astronave». Il podcast si muove lungo questo registro, sulla linea sottile tra il farci e l'esserci, l'incredulità di fronte alla troppa credulità, il beneficio del dubbio e la tentazione dell'assurdo. Fa ridere perché ironizza su cosa siamo diventati: complottisti domestici barricati in casa, ossessionati dal trovare un senso a un mondo che pare averlo perso.

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