Il corpo umano non resta fermo nemmeno durante una terapia. Un organo si riempie, un altro si sposta, il tumore stesso può cambiare dimensioni nel corso delle settimane. A Brescia, al Centro di Radioterapia e Radiochirurgia Guido Berlucchi di Fondazione Poliambulanza, è arrivata la radioterapia adattiva: un trattamento che può essere aggiornato anche subito prima della seduta. La struttura è la prima in Italia a mettere in funzione un acceleratore di questo tipo. Nei casi indicati, la macchina consente di adattare la cura grazie alla CBCT, la tomografia computerizzata a fascio conico. Per capire la novità bisogna partire da come lavora di norma la radioterapia oncologica: il piano viene costruito su una TC di centratura eseguita prima dell’inizio del ciclo, una fotografia dell’anatomia in quel momento. Ma l’anatomia dei pazienti cambia tra la pianificazione e l’erogazione della dose e poi nel corso della terapia. La radioterapia adattiva nasce per colpire con accuratezza anche in presenza di questi cambiamenti, usando le immagini come circuito di controllo per correggere il piano. A Brescia gli specialisti osservano l’anatomia del paziente un attimo prima di irradiare, grazie a immagini tridimensionali. Così individuano eventuali variazioni nella posizione del tumore e degli organi vicini rispetto al piano iniziale. Quando serve modificarlo, il fisico medico ricalcola e verifica la distribuzione della dose insieme all’équipe, prima dell’erogazione. L’obiettivo è colpire il bersaglio con maggiore precisione e proteggere gli organi sani.
Intelligenza artificiale in radioterapia: aiuta, ma decidono i medici
L’intelligenza artificiale è già integrata in alcune fasi del percorso. Supporta la definizione preliminare degli organi sulle immagini della TC di centratura e contribuisce a migliorare la qualità delle immagini CBCT. Il punto, però, è chi controlla. I risultati vengono verificati dal medico e dal fisico medico. Le decisioni cliniche e la validazione del piano restano affidate ai professionisti. L’ acceleratore con imaging ad alta definizione è potenziato dall’intelligenza artificiale, capace di erogare radioterapia adattiva offline e online. Il software dedicato automatizza l’intero flusso di lavoro, dalla contornazione degli organi all’adattamento del piano fino ai controlli di qualità. Va detto che il campo è in piena evoluzione. Uno studio tedesco del 2025 ha analizzato, con un sistema di un altro produttore, 155 sedute di otto pazienti con tumore della prostata, in modo retrospettivo. I ricercatori hanno osservato che l’anatomia può cambiare anche durante la fase di adattamento, ma che la dose realmente erogata restava più vantaggiosa per il bersaglio rispetto a quella del piano non adattato. Il campione è piccolo, e proprio per questo la ricerca continua.
PIù di dieci milioni per innovare: acceleratori, gamma knife e filantropia
Il progetto del Centro vale complessivamente 10,8 milioni di euro. Comprende due nuovi acceleratori lineari Elekta, un nuovo bunker e la riqualificazione degli spazi assistenziali. È stata rinnovata anche l’area della radiochirurgia gamma knife, usata per trattare specifiche lesioni intracraniche senza intervento chirurgico tradizionale. Sono stati previsti un day hospital dedicato, personale infermieristico di riferimento e ambienti più confortevoli. «Il rinnovamento del Centro unisce nuove apparecchiature, competenze professionali e una revisione dei percorsi. La tecnologia offre possibilità in più, ma il suo valore dipende dal modo in cui viene integrata nel lavoro dell’équipe e nella presa in carico della persona» ha detto Marcellino Valerio, direttore generale di Fondazione Poliambulanza.
Il rinnovamento rafforza la collaborazione con la Fondazione Guido Berlucchi, impegnata da oltre 25 anni nella ricerca oncologica. Il rapporto è iniziato con la nascita del Centro e l’acquisto dei primi acceleratori lineari, è proseguito nel 2022 con i sistemi ottici di posizionamento e oggi con il sostegno all’ammodernamento.
«L’innovazione nella lotta contro il cancro corre veloce, proprio per questo la vera sfida è fare in modo che i suoi progressi diventino opportunità concrete di cura per i pazienti. Portare a Brescia la radioterapia adattiva supportata dall’intelligenza artificiale significa compiere un passo importante in questa direzione. È qui che la filantropia può fare la differenza: sostenere investimenti capaci di avvicinare le scoperte scientifiche alla pratica clinica e rendere disponibili strumenti sempre più avanzati. Questa è la visione che Guido Berlucchi ci ha lasciato e che continua a guidare le scelte della nostra Fondazione» ha spiegato Giambattista Bruni Conter, presidente della Fondazione Guido Berlucchi.
Chiude Mario Taccolini, presidente di Fondazione Poliambulanza: «Il Centro porta il nome di Guido Berlucchi e la sua storia è legata alla Fondazione che ne custodisce la memoria. Il sostegno della Fondazione ne ha accompagnato la nascita e lo sviluppo, fino al rinnovamento di oggi, con ricadute concrete per i pazienti e per il territorio. Come ricorda Papa Leone XIV nella Magnifica Humanitas, “la tecnica non va considerata, in se stessa, come forza antagonista rispetto alla persona” anche in medicina, il progresso ha valore quando è orientato alla persona e al suo bene».
