Sanremo è un’occasione per parlare di musica, certo, ma anche di stile. E mentre l’attesa per la nuova edizione del Festival di Sanremo è al massimo, Tananai torna al centro della scena in una veste diversa, quella di protagonista della nuova campagna di Zalando.
Il claim è diretto e gioca con una domanda che chiunque, almeno una volta, si è posto davanti all’armadio: «Cosa mi metto per rubare la scena?». Un interrogativo che, a ridosso della settimana più mediatica della musica italiana, assume un significato ancora più forte. Perché se l’Ariston è il tempio dell’outfit studiato nei minimi dettagli, la campagna di Zalando ribalta il punto di vista e porta il palcoscenico nella vita quotidiana.
Lo spot da 30 secondi ruota attorno a un piccolo cortocircuito tra fama e normalità. In un panificio affollato, una fan si avvicina a Tananai per una foto. Tutto sembra seguire il copione della celebrità riconosciuta per strada, finché l’ingresso della panettiera, con un look impeccabile scelto su Zalando, non sposta l’attenzione di clienti e smartphone. Le telecamere si girano, l’artista passa in secondo piano, la vera protagonista diventa lei. È un twist ironico sulla fama, ma anche una dichiarazione precisa: lo stile non è riservato al palco.
Nei frame precedenti la vediamo mentre scorre l’app di Zalando tra una focaccia e l’altra, a dimostrazione che l’ispirazione può nascere nei momenti più ordinari. Nel finale, lo stesso Tananai si lascia sorprendere dall’idea e inizia a esplorare l’e-commerce alla ricerca di outfit capaci di riflettere la sua identità. Un gioco meta-narrativo che funziona proprio perché si innesta su un artista che ha fatto dell’ironia e dell’autenticità la propria cifra.
Dopo brani come Tango e Baby Goddamn, Tananai si è imposto come una delle voci più riconoscibili della nuova generazione pop italiana. Il suo percorso a Sanremo, tra debutti e ritorni, lo ha trasformato in un volto familiare al grande pubblico. Non solo per la musica, ma per quell’attitudine spontanea che rende credibile anche un racconto in cui una panettiera gli “ruba” la scena.




