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La Pinacoteca di Brera in «Haltadefinizione»

Chiuse le sale per l'emergenza Coronavirus, la Pinacoteca di Brera ha messo a disposizione della collettività le immagini in altissima definizione delle opere più importanti della collezione

Lo sposalizio della Vergine di Raffaello, Il bacio di Hayez, l'Adorazione dei Magi di Correggio, il Cristo del Mantegna. E poi opere di Caravaggio, Bramante, Veronese, Canaletto, Tintoretto, Modigliani, Boccioni : in pratica, tutti i grandi capolavori presenti nella raccolta milanese disponibili per essere ammirati anche ai tempi del Coronavirus, grazie ad un'iniziativa straordinaria - realizzata in breve tempo grazie al supporto di Haltadefinizione, tech-company specializzata nella digitalizzazione di beni culturali e in attività di promozione e divulgazione - che garantisce l'accesso «virtuale» alle opere e fornisce, allo stesso tempo, strumenti innovativi per le attività di didattica a distanza

Attraverso visori multimediali presenti sul sito della Pinacoteca è infatti possibile «entrare» nei dipinti e vedere anche ciò che a volte, di fronte alle opere originali, l'occhio non riesce ad apprezzare, individuando i più piccoli dettagli, le sottigliezze dei pigmenti, addirittura le tracce del disegno originale.

Come ha dichiarato James Bradburne, direttore della Pinacoteca di Brera e della biblioteca Braidense, «In questo momento in cui nessuno può godere del capolavoro di Raffaello di persona, renderlo accessibile in alta risoluzione, permettere a tutti di esplorarlo, è una espressione perfetta del potere dell'arte e dei valori della Pinacoteca»

"In parole povere le foto in gigapixel che facciamo noi sono come tante piccole foto in 4k messe assieme". Non è facile per chi non è un tecnico spiegare cosa ci sia dietro, anzi, dentro, una immagine di Haltadefinizione. Luca Ponzio, founder di Haltadefinizione, ci prova a modo suo. Aggiungendo che quelle foto sono il frutto di ricerca tutta italiana, che usa strumenti e tecnologia anche straniera, cominciata molti anni fa (2006, parete Gaudenziana) e che oggi, con i musei chiusi e visitati in maniera virtuale, sta diventando quanto mai fondamentale.

"Dietro queste foto in gigapixel - spiega Ponzio - c'è un grande lavoro. Anche solo la costruzione delle macchine che usiamo per scattare le nostre immagini non è affatto semplice, anzi. Abbiamo cominciato una ventina di anni fa in Italia e da lì abbiamo di fatto raccontato con le nostre foto i principali musei d'Italia. Lo scopo? Far vedere l'arte per come sia veramente, al suo meglio, al suo massimo".

Perché solo così si può godere davvero della forza dell'arte e delle sue emozioni


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