Eclettico, innovativo e lungimirante. Questi sono i tre aggettivi che descrivono al meglio Federico Fellini, riconosciuto nel mondo come il più grande regista italiano di tutti i tempi.
Tutti conoscono Federico Fellini come regista, i suoi film e i 4 premi Oscar vinti. Eppure, nonostante la grande fama di questo genio del cinema italiano, ci sono una serie di aneddoti particolari non molto conosciuti.
Molti non sanno che Fellini, prima di intraprendere la carriera di regista, grazie anche alla sua passione per i fumetti, si dimostrò da subito un abile disegnatore di vignette e caricature aventi come protagoniste tutte le persone delle quali amava circondarsi. Questa sua passione si trasformò in atto pratico quando, nel 1939, pubblicò delle sue vignette su Marc’Aurelio, un periodico satirico molto in voga durante quegli anni.
Un aspetto particolare di Fellini, molto conosciuto da chi ha avuto la fortuna di frequentarlo, era rappresentato dal suo essere scherzosamente bugiardo, capace di miscelare fatti veri con fatti del tutto inventati, creando in questo modo una felliniana realtà parallela. Nel 2002 fu anche prodotto un film-documentario su questo suo aspetto, dal titolo “Fellini – Sono un gran bugiardo”, la cui trama si basa sulle ultime confessioni da lui fatte.
Altra curiosità sul regista riminese è quella riguardante la sua profonda passione per l’occulto. Certo, vedendo i suoi film, tutto si potrebbe pensare tranne che Fellini fosse attratto da esoterismo, cartomanzia e da tutto ciò che riguardasse l’ignoto e il misterioso. Eppure è così. Si narra che durante le riprese del film “Casanova”, durate ben 3 anni a causa di una serie di difficoltà sorte, si riuscì a terminare il lavoro solo dopo alcune sedute spiritiche alle quali avrebbe partecipato Fellini e durante le quali fu evocato Giacomo Casanova, il quale avrebbe rivelato al regista la via per terminare il film.
Inoltre non tutti sanno che Fellini, successivamente all’uscita de “La dolce vita”, fu aspramente criticato. Il Vaticano disapprovò il film e più in generale ricevette numerose critiche da gran parte del mondo cattolico, il quale ritenne il film eccesivo nel racconto della Roma di quel tempo, particolarmente libertina. Ma nonostante ciò il film fu redento grazie all’intercessione di padre Angelo Arpa e del cardinale Giuseppe Siri il quale, avendo gradito l’opera di Fellini, decise di inviargli una lettera di apprezzamento.
Un altra particolarità legata a Fellini riguarda alcuni dei suoi cameo in vari film, nei quali il regista compare nei panni di se stesso. Ciò accade in “C’eravamo tanto amati” in cui il regista compare nella scena nella quale si riproducono le riprese de La dolce vita, oppure nel film “Il tassinaro” nel quale Fellini è uno dei clienti del Taxi guidato da Alberto Sordi.
Certo, tutti questi aspetti hanno contribuito a creare il mito di Federico Fellini, protagonista assoluto del cinema italiano del novecento.