Il design sbarca in Campidoglio
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Il design sbarca in Campidoglio
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Il design sbarca in Campidoglio

Il 23 ottobre la prestigiosa Sala della Protomoteca ospiterà la mostra personale dell'artista milanese Debora Di Lucca, famosa per i suoi oggetti di arredo realizzati in ceramica porcellanizzata.

Due mondi diversi, quelli di arte e design, per un giorno saranno molto meno lontani di quanto sembri. Nella Sala della Protomoteca, presso i Musei capitolini in Campidoglio a Roma, il prossimo 23 ottobre sarà in mostra la personale dell'artista milanese Debora Di Lucca, famosa per i suoi oggetti di arredo realizzati in ceramica porcellanizzata.

Pezzi creati con un procedimento unico inventato dall'artista che riesce a trasformare materiali naturali in vere e proprie opere arte di grande impatto visivo. Oltre alla ceramica porcellanizzata, Di Lucca usa scarti di legno pregiato quali rovere e noce. Proprio uno di questi «Rasalhague», come li chiama l'artista, verrà esposto a Roma. Si tratta di un centrotavola realizzato con del profumato legno noce nel quale sono incastonati 661 cristalli Swarovski.

All'evento sono attesi numerosi volti dello spettacolo e della politica. L'artista racconta a Panorama come è cominciata la sua passione: «Io vengo dal mondo pubblicitario sono un direttore artistico. Ho iniziato con le mie amiche creando bomboniere con l'amido di mais in una casa molto piccola con mia figlia e mio marito. Nel 2011 ho iniziato ad usare questa ceramica porcellanizzata utilizzando delle particolari proporzioni e sono riuscita a realizzare un materiale adatto ed unico ai miei componenti di arredo luxury. Dall'anno scorso realizzo anche dei gioielli molto particolari che non riesco mai a tenere per me perché sono molto richiesti. Per la mostra ne indosseró uno della Linea Natural - IndustrialBlack».

«La mia prima uscita ufficiale da artista è stata nel 2019 accompagnata dal critico Giorgio Grasso» prosegue Di Lucca. «Quando creo provo sensazioni molto forti. Il momento che preferisco per lavorare è la notte. In quei momenti accendo la musica, sono sola con me stessa e inizio a creare. Non è facile incidere, il legno è un materiale che non muore mai e bisogna fare attenzione, cercando di non sbagliare mentre lo si lavora, è un procedimento delicato. Quando cedo ad altri i miei pezzi, da una parte sono felice di aver dato a qualcuno la mia arte, dall'altra sento come di aver rinunciato ad una parte di me è un'ambivalenza di sentimenti difficile da spiegare, ma credo sia un sentimento comune negli artisti».

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