Paolo Galletta
Cinema

Odio l'estate: Aldo, Giovanni e Giacomo resuscitano

Dopo il fiasco del 2016, il trio milanese torna con una commedia che porta il sole d'inverno. E sprizza di comicità intelligente

Aldo, Giovanni e Giacomo ritornano con Odio l'estate, dal 30 gennaio al cinema con Medusa. Anzi, resuscitano. Il loro precedente film Fuga da Reuma Park (2016), che già seguiva titoli spompati, più che celebrare i 25 anni di carriera del trio milanese sembrava infatti averne decretato il de profundis: Aldo Baglio, Giovanni Storti e Giacomo Poretti, travestiti da vecchi abbandonati in una casa di riposo sui generis, avevano esalato una comicità stantia e fiacca, che faceva sospettare la loro morte artistica. Fu un fiasco di critica e al botteghino. E invece Aldo, Giovanni e Giacomo sanno ancora far ridere, eccome! E con l'intelligenza a cui ci avevano ben abituati. Tanto che Odio l'estate ha raccolto l'applauso liberatorio e sincero della stampa milanese, che a quei tre lì, comunque, è affezionata.

Paolo Galletta

Una scena di "Odio l'estate"


Il ritorno al sodalizio con Massimo Venier

Non è sicuramente un caso che alla regia e alla co-scrittura di Odio l'estate ci sia Massimo Venier, regista e co-sceneggiatore dei primi film – e successi - del trio, da Tre uomini e una gamba (1997) a Tu la conosci Claudia? (2004). Il rinnovato sodalizio è vincente. Aldo, Giovanni e Giacomo interpretano tre padri e mariti, rappresentanti di tre famiglie milanesi tra loro completamente diverse. Una cosa, però, l'hanno in comune: la partenza per le vacanze estive, in alta stagione, destinazione mare e Sud (le location sono pugliesi). Direttamente da Rozzano, Aldo Baglio, nullafacente, ha al seguito una famiglia chiassosa e numerosa, popolana, legata ai bei piaceri primari della vita, tipicamente meridionale trapiantata al Nord. Giovanni Storti è un negoziante meneghino, con la sua bella bottega tramandata da generazioni: finge savoir faire e una solidità economica che non ha, schiacciato dalla crisi. Giacomo Poretti è un dentista oberato di lavoro, professionista che non ha problemi di soldi, tra spocchia e Suv. Per un errore dell'agenzia turistica, si ritroveranno tutti e tre, con rispettive mogli e prole, nella stessa villetta al mare. Lo scontro-incontro promette subito bene, tra la verve godereccia di Aldo, le amnesie lessicali di Giovanni e la pedanteria noiosetta di Giacomo.



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Le mogli: le attrici giuste

È azzeccata la scelta delle attrici che interpretano le tre mogli, presenze che danno equilibrio, ritmo e nuovi spunti comici. Maria Di Biase, comica televisiva del duo Nuzzo e Di Biase, è la moglie di Aldo, ridanciana, lettrice di tarocchi, factotum di casa. Carlotta Natoli, con i suoi sguardi lunghi che dicono più di mille parole, sopporta Giovanni stancamente, ma non senza amorevolezza. Lucia Mascino, invece, è l'eterna insoddisfatta, ricca e infelice, snob e sempre arrabbiata. L'attrice marchigiana sa essere cangiante: è stata tragicomica e casinista in Amori che non sanno stare al mondo, caleidoscopica da facciata borghese in Favola, ed è ora glaciale ed altera in Odio l'estate.

Michele Placido, uno spasso

C'è anche lui, Michele Placido. E tutte le volte in cui fa la sua apparizione, nella sua divisa da carabiniere che sa risolvere ogni cosa a modo suo, è uno spasso. È un maresciallo che sommessamente detesta i milanesi che d'estate prendono d'assalto la sua isola. Con la sua flemma risolutiva e una retorica spiccia, sa mettere tutto al suo posto.

Il finale un po' scombinato

Nella seconda parte del film, il figlio di Giacomo, Ludovico (interpretato dal piccolo e bravo Edoardo Vaino), a un certo punto scompare. Per il trio inizia un mini viaggio on the road, prima verso Follonica, in Toscana, quindi sul litorale romano a Santa Marinella. Questo imprevisto sul finale interrompe il flusso piacevole di situazioni ed energie maschili e femminili ben amalgamato, scombussolando un po' la geografia e l'armonia comica, ma non rovina il buon giudizio complessivo sul film. La colonna sonoraIl titolo Odio l'estate riprende il verso celebre del brano musicale Estate di Bruno Martino, che ha avuto innumerevoli cover. La colonna sonora è affidata a Brunori Sas, cantautore calabrese recentemente molto apprezzato, e include La canzone che hai scritto tu tratta dal suo ultimo album Cip!. Nel film c'è anche un simpatico cameo di Massimo Ranieri che interpreta se stesso.

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