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Cinema

Morto Libero De Rienzo, l'economista di «Smetto quando voglio»

Un infarto ha stroncato l'attore 44enne che ha lasciato alcune interpretazioni indimenticabili

È morto a soli 44 anni l'attore napoletano Libero De Rienzo, stroncato da un infarto. È stato trovato senza vita da un amico, nella sua casa romana.

Se è con Fortapàsc (2009) di Marco Risi che probabilmente ha toccato il suo picco cinematografico, mostrando le sue doti drammatiche e da solista nei panni del giornalista napoletano Giancarlo Siani ucciso dalla camorra, Libero De Rienzo deve la sua popolarità più recente alla saga comica e corale Smetto quando voglio di Sydney Sibilia, in cui ha rivestito il ruolo dell'economista, sempre un po' tagliente, della banda di giovani laureati improvvisatisi spacciatori.

Nato a Napoli il 24 febbraio 1977, cresciuto nel quartiere Chiaia, uno dei più esclusivi della città, ha ereditato la passione per lo spettacolo dal padre Fiore, aiuto regista di Citto Maselli. Prima c'è stato il teatro, con la compagnia catalana anticonformita "La Fura dels Baus", quindi in patria con la compagnia romana "Area Teatro". Dopo alcuni spot pubblicitari, il debutto sul piccolo schermo con il film televisivo Più leggero non basta del 1998 accanto a Stefano Accorsi e Giovanna Mezzogiorno. Ed eccolo l'anno successivo esordire al cinema con la commedia La via degli angeli di Pupi Avati, accanto a Valentina Cervi. Nel dramma erotico francese A mia sorella! (2001) di Catherine Breillat insidia la giovane Roxane Mesquida.

È Santa Maradona, il piccolo cult di Marco Ponti del 2001, a cui De Rienzo regala la sua faccia da schiaffi migliore e soprende a suon di battute che in bocca sua diventano eccellenti: vince il David di Donatello. Ponti l'ha voluto anche nel 2004 per A/R Andata + Ritorno. Nel 2005 l'esordio alla regia con Sangue - La morte non esiste, presentato al Festival di Locarno, crudo affresco giovanilistico, tra rave party e rapporti al limite dell'incesto, affidato al talento di Elio Germano. In Fortapàsc, nel 2009, Libero De Rienzo fa la sua interpretazione d'autore: seguiamo i suoi passi verso una morte annunciata, empatizzando con la sua aria discreta e determinata, come giovane cronista d'inchiesta in un avamposto della camorra degli anni Ottanta.

Dopo aver inanellato la trilogia comica Smetto quando voglio (2014), Smetto quando voglio - Masterclass (2017) e Smetto quando voglio - Ad honorem (2017), recentemente lo abbiamo visto con il suo fare scanzonato nella commedia on the road Easy - Un viaggio facile facile (2017) di Andrea Magnani. Poi nella produzione internazionale con niente di meno che Anthony Hopkins I due papi (2019), diretto da Fernando Meirelles (film che ha avuto tre candidature agli Oscar).

L'ultima apparizione sul grande schermo, in occasione della riapertura dei cinema in epoca Covid, è stata per il controverso Fortuna di Nicolangelo Gelormini, uscito nelle sale il 27 maggio, favola nera che trae spunto dalle macabre vicende di Parco Verde di Caivano, nel napoletano, ribattezzato il rione degli orrori dopo la tragica morte della piccola Fortuna Loffredo nel giugno del 2014. Qui De Rienzo tira fuori la sua faccia più enigmatica…

Sposato con la costumista Marcella Mosca, Libero De Rienzo lascia due figli di 6 e 2 anni.

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