Cinema

Luigi Comencini: 100 anni fa nasceva il regista di Pane, amore e fantasia - Foto

Tra i padri della commedia all'italiana, ha fatto ridere gli italiani dei loro vizi. Ma pure commosso con "Incompreso" e "Marcellino pane e vino"

L'8 giugno 1916 a Salò nasceva Luigi Comencini, regista e sceneggiatore che ci ha lasciato un'eredità di grandi film, satire divertenti, storie commoventi. 

Pane, amore e fantasia del 1953, con Vittorio De Sica e Gina Lollobrigida, è forse il suo capolavoro: osteggiato dalla critica nostrana del tempo che lo accusava di annacquare i germi più seri e autentici del Neorealismo, lancia invece un altro filone doc, la commedia all'italiana, e tratteggia con leggerezza a tinte rosa le speranze di un'Italia uscita della guerra. Il pubblicò lo premiò, tanto da trascinare Comencini a un immediato seguito, Pane, amore e gelosia (1954), e da far produrre altri due sequel firmati Dino Risi e Javier Setó.

Ma non solo sorrisi. Con Tutti a casa (1960), La ragazza di Bube (1963) e Incompreso (1966) Comencini ha mostrato anche le sue abilità drammatiche: chi non ha pianto, e pianto ancora, vedendo e rivedendo il piccolo "incompreso" Andrea Duncombe (Stefano Colagrande) subissato dai rimproveri del padre e quindi cadere tragicamente dall'albero?

I bambini sono stati raccontati spesso con sentimento e avvincente capacità melodrammatica da Luigi Comencini, già ai suoi esordi nel cortometraggio documentario Bambini in città (1946) o nello sceneggiato televisivo Cuore (1984), tratto dal libro di De Amicis, o nel suo ultimo film Marcellino pane e vino (1991). È l'essenza del bambino, anzi, del monello, anche il vorticoso protagonista de Le avventure di Pinocchio (1972), indimenticabile e sempreverde mini serie tv con Nino Manfredi affannato e premuroso Geppetto. 

Comencini ha saputo anche afferrare i vizi degli italiani e far ridere gli italiani dei loro stessi difetti in satire pungenti, da Il gatto (1977) al grottesco Lo scopone scientifico (1972) con Alberto Sordi, Silvana Mangano e Bette Davis. 
E il giallo? Perché no?! Con La donna della domenica (1975) - con Marcello Mastroianni, Jacqueline Bisset e Jean-Louis Trintignant -Comencini seduce con il mistero e fa di nuovo centro.

Morto il 6 aprile 2007, tra le sue eredità anche tre figlie che hanno fatto dell'arte paterna mestiere: Cristina e Francesca registe e Paola scenografa.
Nel centenario della sua nascita, i grandi festival italiani quest'anno non possono che celebrare il maestro. Noi omaggiamo il versatile e scintillante talento di Luigi Comencini con questa galleria fotografica. 

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