Viva Rai2: tutto sul morning show di Fiorello (e le polemiche col Tg1)
ANSA/ETTORE FERRARI
Viva Rai2: tutto sul morning show di Fiorello (e le polemiche col Tg1)
Televisione

Viva Rai2: tutto sul morning show di Fiorello (e le polemiche col Tg1)

Lo showman presenta il nuovo programma del mattino di Rai2, al via dal 5 dicembre, e chiude l'incidente con il tg di Rai1: "L'unica cosa che si poteva evitare era quel comunicato poco elegante". E stoppa tutti sul ritorno a Sanremo: "Questa volta non vado"

La grande festa di Fiorello sta per cominciare. Dopo quattro settimane di rodaggio su RaiPlay, lunedì 5 dicembre debutterà su Rai2 alle 7.15 Viva Rai2, il nuovo programma con cui lo showman darà il buongiorno agli italiani. Alla sua maniera, dunque con un commento irriverente e surreale dei fatti e delle notizie del giorno, grande ritmo e tanta improvvisazione, una spruzzata di varietà (con musica live e persino un mini-corpo di ballo che si esibirà appena fuori dal glass, lo studio trasparente allestito in via Asiago, storica sede delle radio Rai) e l’immancabile compagnia variegata di personaggi (un po’ spalle, un po’ pancia del paese). Insomma, gli ingredienti perché il morning show sia un successo ci sono tutti, del resto Rosario Fiorello è un impareggiabile numero uno, e l’antipasto è stata la conferenza stampa andata in scena questa mattina – a sette giorni esatti dal debutto –, diventata in una manciata di minuti in un vero e proprio spettacolo. Durante il quale il mattatore non ha rinunciato a levarsi qualche sassolino dalle scarpe.

Fiorello chiude lo scontro con il Tg1

La presentazione di Viva Rai2 è stata anche il pretesto per chiedere conto a Fiorello delle polemiche che hanno preceduto la realizzazione del programma, pensato inizialmente per Rai1 e poi “dirottato” sul Rai2 dopo il comunicato del Cdr del Tg1 che aveva protestato contro il progetto dell'approdo del nuovo programma dello showman su Rai1, nello spazio occupato da Tg1 Mattina. «Capisco i giornalisti, capisco che volessero difendere un proprio spazio. L’unica cosa poco elegante è stato il comunicato: bastava fare una chiamata. Leggere dalla sera alla mattina quella cosa critta… quella parola brutta, sfregio, è stato poco elegante. Ma Tg1 è il Tg1», ha spiegato Fiorello chiudendo l’incidente. «Rai2? È arrivato subito, è stato un passaggio indolore e semplice. Per me si poteva andare anche su Rai5», ha precisato ironizzando poi sul fatto che andrà in onda per sei mesi consecutivi. «115 puntate io credo di non averle fatte in tutta la mia carriera», ha detto.

Viva Rai2 e la questione ascolti

Ma quanto è alto il rischio che Viva Rai2 rischi di “cannibalizzare” proprio gli ascolti di Tg1 Mattina (uno spazio in sofferenza già da mesi)? Tra i giornalisti e gli addetti ai lavori in molti pensano che sia un’ipotesi più che concreta, ma Fiorello frena: «Il Tg1 ha l'11% di share, Rai2 a quell' ora fa il 2%. Quindi il problema non si pone. Il nostro programma ha bisogno di tempo e la concorrenza a quell'ora è molto forte: non solo il Tg1 ma pure il Tg5 e La7. Quindi chi ci guarderà farà una scelta precisa. E molti ci guarderanno su RaiPlay». Analisi corretta, senza dubbio, mescolata però ad una buona dose di superstizione. Poi aggiunge che non c’è stato alcun “dirottamento” su Rai2 e che se avesse voluto fare un programma da ascolti boom non avrebbe scelto una fascia come quella. «Scordatevi che io faccia il 10%, è tecnicamente impossibile», dice. E scherza: «Fare il 2% di share non dovrebbe essere un problema, se riuscissi a fare 4% divento ad della Rai e ciao Fuortes». E proprio l’ad Rai Carlo Fuortes gongola per essere riuscito – assieme a Stefano Coletta, capo del Prime Time Rai – a riportare in video Fiorello. «È un regalo che facciamo agli italiani, lui è il numero uno. E poi abbiamo fatto una complementare: c’è l’informazione seria col Tg1 e quella meno seria di Fiorello, è una scelta aziendale azzeccata. Rai2 ha bisogno di darsi una nuova fisionomia».

La prima puntata con Amadeus e il "no grazie" a Sanremo

Come ampiamente previsto, l’ospite della prima puntata di Viva Rai2 sarà il sodale Amadeus. «Nemmeno ho dovuto chiederglielo. Il 4 dicembre darà i nomi del cast di Sanremo ma io non so nulla: mi mandano i pezzi dicendomi “gli li fai sentire” ma noi due abbiamo fatto un patto e non gli dico nulla», rivela Fiore. Che chiude fin da ora ad ogni ipotesi di incursione al Festival nel 2023. «No, sono in diretta e le puntate vanno preparate. Ci sarò con Gabriele Vagnato, star di TikTok, che sarà il mio inviato a Sanremo e tramite lui faremo delle cose. Non andrò perché fare tre Sanremo di fila da ospite non si fa: l’ho fatto solo per l’amicizia che mi lega ad Amadeus»

La polemica sui Mondiali in Qatar

«Emozionato? No, sono terrorizzato. Ho il terrore del giudizio, anche se sono migliorato con gli anni. Ma l’ansia da prestazione ce l’ho da quando facevo i villaggi», confessa Fiorello. Che promette di ironizzare su tutto e tutti, politici compresi. «Si può dire tutto, ma senza astio e senza cattiveria. Dico ciò che penso, devo stare attento ma non voglio stare attento. Non sono un pericolo pubblico numero uno, io ficco poco, i comici ficcanti sono altri», dice ammettendo di sentire la responsabilità del Servizio Pubblico. E ben sapendo che tutto ciò che dice rischia di diventare un caso. Come la battuta di pochi giorni fa sui Mondiali in Qatar (ha detto durante una puntata di Aspettando Viva Rai2: «Si dovrebbero ritirare tutti da questo Mondiale. Un Paese dove calpestano ogni giorno i diritti umani. Avete sentito cosa hanno detto degli omosessuali? Tutti i tifosi e gli addetti ai lavori saranno chiusi in una Fan Zone, in uno spazio ristretto, e se poi escono da lì saranno arrestati. E noi chiudiamo il campionato per tutto questo? E la Rai ha speso 200 milioni per prendere i diritti di questi Mondiali?»), che secondo qualcuno avrebbe irritato l’ad Fuortes, il quale però ha smentito le ricostruzioni: «Fiorello giocava e giocava bene, non ci siamo proprio sentiti quel giorno». «Le polemiche ci piacciono se sono sane e costruttive», ha concluso lo showman. Saranno sei mesi intesi, non c’è dubbio.

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