Phase Duo: quando la classica incontra l'elettronica
Maurizio Anderlini
Phase Duo: quando la classica incontra l'elettronica
Musica

Phase Duo: quando la classica incontra l'elettronica

Il progetto di Stefano Greco ed Eloisa Manera ha realizzato da poco il video di Bosco, una suggestiva riflessione sul rapporto tra l' uomo/bambino e le leggi della natura

Che cos'è il tempo? Quali sono le leggi immutabili della natura? Partendo da queste due profonde domande, i Phase Duo, il progetto tra musica classica, jazz ed elettronica di Stefano Greco ed Eloisa Manera, hanno sviluppato il brano Bosco, contenuto nel loro ultimo album Generative Glimpse, pubblicato dall'etichetta Chant Records di New York. In Bosco, con il quale spesso i Phase Duo aprono i loro live (le prossime date del loro concerto-spettacolo Paradiso saranno il 30 luglio al LAC Lugano Arte e Cultura, il 31 luglio al Santuario del Santo Crocifisso di Meda e il 10 agosto al Tremezzina Festival), i due musicisti si confrontano sulla concezione sospesa del tempo, esplorando il rapporto tra l' uomo/bambino e le leggi della natura.

Nel suggestivo video di Bosco, girato tra i tassi millenari di "Sos Nobberos" nel centro della Sardegna, l'approccio onirico e visionario del regista Luca Campus è in perfetta sintonia con la visione musicale del duo strumentale. «Il video di Bosco ha un messaggio ecologista, ma è in secondo piano rispetto al messaggio di un bambino che ha un rapporto immediato con la natura, grazie al quale si accorge di alcune leggi che noi, diventando adulti, tendiamo a non vedere e a non rispettare più», sottolinea Stefano Greco, che è musicista elettronico e sound designer, mentre Eloisa Manera proviene dal mondo della classica e del jazz.

«Il progetto Phase Duo nasce nel 2015» -racconta Eloisa Manera- «grazie a un'iniziativa di Musicamorfosi, un'associazione culturale della Brianza che voleva realizzare un programma dedicato agli autori minimalisti americani. Così un giorno andai in studio da Stefano a Milano per iniziare le prove: ci siamo trovati benissimo, sia dal punto di vista musicale che umano, e così è nato il progetto Phase Duo in modo organico. Da là abbiamo cominciato a sperimentare e a registrare brani inediti». «Eloisa è una musicista classica che aveva contaminazioni in tutti i generi, anche il jazz», spiega Stefano Greco. «Per me, che nasco come dj e sound designer, è stato molto stimolante trovare una musicista così aperta di mente: mi ha condotto in un mondo inesplorato». Abbiamo chiesto ai due artisti quali siano, secondo loro, le connessioni tra classica ed elettronica, due generi apparentemente agli antipodi. «Li accomuna l'assenza di testo, la comunicazione non verbale, a parte, naturalmente, l'elettronica più vicina al pop, dove c'è quasi sempre un vocalist», sottolinea Greco. «Nella nostra musica non c'è distinzione tra generi, anche se ci sono background più compatibili tra loro». «Il quadro della contemporaneità li abbraccia entrambi», aggiunge Eloisa Manera. «Nel 2022 la musica classica non può far finta di nulla e ignorare un mondo ipertecnologico come il nostro, altrimenti rischia di rimanere confinata in un museo. Lo strumento acustico offre un ancoraggio alla carne, all' organicità e alla biologia: il legno è un materiale vivo, che appartiene alla natura».

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