Prince
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La cassaforte segreta di Prince

Nella sua casa bunker a Minneapolis si dice ci siano 8 mila brani incisi dalla popstar prima di morire. Così tanto materiale che potrebbe uscire un suo disco inedito ogni anno fino al 2100. Intanto, a fine luglio ecco il primo: Welcome 2 America.

C'è ancora uno dei suoi bizzarri cappelli bianchi sul pianoforte al centro della sala d'incisione di Paisley Park, il compound alla periferia di Minneapolis dove Prince dava forma alla sua inesauribile vena creativa. Una casa-studio di registrazione, più simile a un bunker che alla villa di una superstar. Una prigione dorata dove Prince, ucciso nell'aprile 2016 da un'overdose di potentissimi antidolorifici oppiacei, che pare assumesse in grande quantità per un problema cronico all'anca, è morto da solo, davanti alla porta-ascensore della stanza dove erano appese al muro le decine di dischi d'oro e di platino conquistati con singoli e album.

Dischi e canzoni che rappresentano una piccola frazione di quello che Prince ha in realtà registrato negli ultimi 25 anni della sua vita. Un patrimonio inestimabile segreto, composto da alcune migliaia di brani (si dice 8 mila). Prince componeva e registrava senza soluzione di continuità, da solo suonando tutti gli strumenti, oppure circondato dai migliori musicisti del mondo, perennemente ossessionato dall'urgenza di lasciare traccia di un flusso creativo inarrestabile. Impossibile dire se avesse percezione della fine imminente, anche se la sorella Tyka in più occasioni ha raccontato di una sospetta conversazione telefonica con il fratello: «Mi disse che aveva la sensazione di aver fatto tutto quello che doveva fare in questa vita...».

Welcome 2 America, il disco di inediti in uscita a fine luglio e inciso nel 2010, è un assaggio del tesoro nascosto: 12 tracce nel segno del groove e del funk, un altro step della collaborazione tra la Sony e il Prince estate. L'autore di Purple rain non ha mai fatto cenno alle canzoni di questo disco, ma nei giorni in cui lo stava incidendo rilasciò una dichiarazione che oggi sembra molto pertinente visti i contenuti dei testi dei brani di Welcome 2 America: «Il mondo è pieno di disinformazione. La visione del futuro di George Orwell è qui. Dobbiamo rimanere saldi nella fede in questi tempi difficili che ci attendono». Del nuovo album verrà pubblicata anche un'edizione deluxe che include la testimonianza video di un intero concerto registrato al Forum di Inglewood, in California.

«Paisley Park era una music factory aperta 24 ore al giorno per 365 giorni l'anno» ha raccontato di recente al canale tv Cbs Shelby J, cantante, autrice e stretta collaboratrice del folletto di Minneapolis. «Non si fermava mai, la sua vita era produrre musica. Mi telefonava alle due e mezzo di notte come se fosse pomeriggio: "Non so che cosa tu stia facendo, ma mi piacerebbe averti qui per incidere un paio di cose. Ti va? Sono molto ispirato ora. Tra quanto potresti essere qui?"» racconta la vocalist.

Prince trascorse buona parte della vita davanti al mastodontico mixer che troneggiava nel leggendario Studio B della sua mansion. Aveva accentrato su di sé tutto ciò che riguardava la sua arte e la comunicazione con il resto del mondo. Disegnava i costumi di scena, le scarpe, deteneva tutti i diritti della musica e sceglieva senza consultare nessuno cosa pubblicare e cosa invece custodire gelosamente nel suo immenso archivio personale.

Una conferma autorevole di questo approccio viene dalla testimonianza di Morris Hayes, tastierista e arrangiatore, che con Prince ha condiviso migliaia di ore in studio. «Abbiamo inciso cose pazzesche, giorni e notti di musica stupenda che però non ha mai visto la luce».

Prince Rogers Nelson (il vero nome) al momento della morte non era sposato, non aveva figli e non aveva mai redatto un testamento. Sua sorella, Tyka, e i cinque fratellastri sono stati nominati eredi, ma da cinque anni sono coinvolti in una disputa legale complessa per quantificare e identificare esattamente gli asset del patrimonio.

Attualmente a prendersi cura delle migliaia di ore di musica mai pubblicata è Troy Carter, ex manager di Lady Gaga, che ha trasferito tutto il materiale in luogo iperprotetto denominato Iron mountain, in California, e assoldato un team di archivisti nel tentativo di catalogare la musica incisa in centinaia di bobine che - oltre a contenere canzoni fatte e finite - sono una miniera inesauribile di spunti, strofe e ritornelli appena accennati.

Praticamente una conferma dei rumor che girano negli uffici del music business americano in cui si dice, scherzando ma non troppo, che da qui al 2100 potrebbe uscire un album inedito all'anno firmato Prince. L'ultimo regalo dell'ultimo grande genio della musica contemporanea.

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