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9 libri classici per scrivere una sceneggiatura

I testi fondamentali per imparare la scrittura "per immagini". A partire dall'irrinunciabile testo di Robert McKee

Robert McKee, Story, Omero

Michael Blann

Il testo di Mckee è la bibbia della sceneggiatura contemporanea secondo lo stile americano. Il suo autore tiene da decenni seminari in giro per il mondo, e a qualcosa devono pur servire se i suoi allievi hanno vinto 32 Oscar e 158 Emmy Award.  

Linda Seger, Come scrivere una grande sceneggiatura, Dino Audino Editore

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Altro grande classico della manualistica cinematografica, il libro della Seger è uno dei più usati dagli sceneggiatori di Hollywood per scrivere e mettere a punto una buona sceneggiatura. Perché scrivere è solo il primo passo, dopo bisogna riscrivere, e riscrivere, e riscrivere ancora e i consigli di un buon maestro sono assolutamente indispensabili.

Syd Field, Come risolvere i problemi di sceneggiatura, Dino Audino Editore

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In merito agli errori di sceneggiatura il testo di Field è ancora più specifico di quello della Seger o di McKee. Se volete approcciare il mondo della sceneggiatura, questi sono i tre libri di cui proprio non potrete fare a meno.

Joseph Campbell, L’eroe dai mille volti, Lindau

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Storico delle religioni, studioso del folklore e antropologo, Joseph Campbell è uno dei padri dimenticati del nostro immaginario contemporaneo. L’eroe dai mille volti è la sua opera più famosa, un saggio pubblicato per la prima volta nel 1949 che ha ormai raggiunto la statura del classico in cui attraverso storie, leggende e tradizioni lo studioso traccia una storia dell’eroe dalle origini ai giorni nostri. Una serissima disamina antropologica che è diventata una vera e propria pietra miliare del cinema “eroico” (e super-eroico) americano, tanto che viene consigliato ancora oggi in tutti i corsi di sceneggiatura più approfonditi.

Chris Vogler, Il viaggio dell’eroe, Dino Audino Editore

Basato sullo studio di Campbell, Il viaggio dell’eroe applica le teorie dello studioso delle religioni specificamente alla scrittura cinematografica. Non altrettanto approfondito, ovviamente, ma più funzionale e maneggevole.

Aristotele, Poetica, Bompiani

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Tutto comincia da qui, dalla famigerata struttura in tre atti formalizzata dal filosofo greco nel 300 a. C. Sembra assurdo che pensare a una storia in termini di “inizio”, “sviluppo” e “finale” sia solo una convenzione, tanto ci appare naturale, eppure è così. Lo facciamo da più di due millenni e ha sempre funzionato, perciò partiamo dalle basi e dategli un’occhiata.

Age, Scriviamo un film, il Saggiatore

Non solo America! Anche l’Italia ha una lunga tradizione di maestri di scrittura cinematografica. Come Age per esempio, alias Agenore Incrocci, sceneggiatore per Totò, De Filippo, Monicelli, Pietrangeli, Risi, Sordi, Scola, Germi e Comencini. 

Vincenzo Cerami, Consigli a un giovane scrittore, Mondadori

Franco Origlia - Stringer

O Vincenzo Cerami, talento versatile del mondo della letteratura, del teatro e del cinema che in questo testo elargisce i suoi preziosi consigli agli aspiranti scrittori. Fra le sue collaborazioni più importanti ricordiamo quelle con Pasolini, Benigni, Bellocchio, Monicelli, Bertolucci, Amelio e Scola.  

Julian Fellowes, Downton Abbey. Sceneggiatura completa della prima stagione, Neri Pozza

Ansa

Facciamo ora un salto nel mondo della grande serialità. Molto ci sarebbe da scrivere sull’innovazione che le serie tv hanno portato nel mondo dello spettacolo negli ultimi anni. Dagli amplissimi archi narrativi allo spostamento dalla trama alle interiorità dei personaggi, dalla valorizzazione dei personaggi secondari all’evoluzione delle narrazioni morali. Downton Abbey ne è un esempio eccellente e tutto da studiare. 

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