Quando la musica diventa una sinfonia cerebrale
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Quando la musica diventa una sinfonia cerebrale
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Quando la musica diventa una sinfonia cerebrale

Un brano musicale di 33 minuti, accompagnato da interruzioni brevi come il salto della puntina di un giradischi: che cosa è il neurofeedback e come interagisce con il nostro cervello

Un'interruzione breve come il salto della puntina sul giradischi, a cui ne segue un'altra e poi un'altra e un'altra ancora. Decine, centinaia di interruzioni che accompagnano l'ascolto di una suite composta dal Grammy Award Winner, Jeff Bova (produttore e arrangiatore, ha collaborato con Celine Dion, Michael Jackson e curato l'orchestrazione dell'album The Book of Souls degli Iron Maiden), e che rappresentano un segnale, una notifica, un feedback importante per il nostro cervello.

Quello che stiamo per raccontarvi non ha nulla a che fare con la musicoterapia, ma riguarda il concetto di musica come strumento al servizio di un metodo non invasivo e indolore, che permette di allenare il cervello per promuovere miglioramenti a livello cognitivo ed emotivo.

È questa la funzione del Neurofeedback Dinamico non Lineare Neuroptimal®.

«Una sessione consiste nell'ascolto di un brano musicale lungo 33 minuti in una situazione di relax, con appositi sensori applicati sulla teca cranica. Questi ultimi hanno unicamente la funzione di inviare il segnale elettroencefalografico al computer che attraverso un software sviluppato dal neuroscienziato e neuropsicologo dottor Valdeane Brown Phd lo mette in relazione alla musica» spiega a Panorama.it il Dottor Francesco Lanza, pioniere del sistema in Italia.

«Quando si ascolta una musica melodica, il cervello si abbandona al suo scorrere e tende ad anticiparne l'andamento. Durante la sessione l'ascolto viene interrotto brevemente ogni qualvolta il cervello entra in un'area di variabilità emergente. In questo modo, ogni volta che il cervello attua schemi disfunzionali, la musica viene sospesa per una frazione di secondo, per un istante, in tutto simile a quando salta la puntina su un 33 giri. L'interruzione disattende quindi le attese di coerenza del cervello riguardo alla musica melodica che sta ascoltando, nell'esatto momento in cui il cervello stesso entra in una zona di incoerenza, di turbolenza, di instabilità, di cambiamento. La risposta del cervello si chiama "risposta di orientamento". È come se il nostro cervello si chiedesse: "che cosa sta succedendo?"», spiega.

Come si svolge una seduta? «La persona è comodamente distesa su una poltrona reclinabile e l'unica consegna da seguire è quella di rilassarsi il più possibile, accompagnati dalla musica in un ambiente a luce soffusa. Cinque sensori applicati sulla scatola cranica registrano l'attività cerebrale e inviano i dati al computer. Il sistema è in grado di analizzare i dati elettroencefalografici 256 volte al secondo e di determinare grazie alla matematica e alle neuroscienze un margine di variabilità ottimale per ogni cervello in ogni momento. Questo margine di variabilità cambia continuamente. Danzando matematicamente con quel cervello Neuroptimal® è in grado di cucirgli addosso un vestito su misura, che farà sì che la sessione sarà molto rispettosa delle caratteristiche individuali di ognuno e, senza forzare il cervello in nessuna direzione specifica, senza essere per nulla invasiva o direttiva, permetterà al cervello di innescare un processo di autoregolazione e di autoguarigione. Il sistema segue passo a passo il cervello in questi stati di transizione e quando esso entra in un'instabilità funzionale oltrepassando il suo specifico margine di variabilità, lo avverte nel millisecondo successivo tramite una semplice interruzione, di brevissima durata, nel flusso continuo della musica" spiega Lanza.

«L'obiettivo» prosegue Lanza «è creare una situazione di rilassamento lontana dallo stress che alimenta il malessere, inducendo il cervello a stare nel momento presente, aiutandolo a non ricadere nella ripetizione disfunzionale di schemi certamente utili nel passato, ma inutili quando non addirittura dannosi nel presente. Si riattiva la capacità di adattamento del cervello, la sua neuroplasticità. In questo modo, tutti gli elementi concorrono a ritrovare il proprio benessere psico-fisico, attraverso una tecnica di autoguarigione basata sul brain training. NeurOptimal® non interferisce con il cervello, non invia input o comandi specifici, ma segnala semplicemente al cervello stesso ciò che sta facendo» sottolinea.

«Esattamente come un ballerino che danza davanti agli specchi per migliorare i suoi movimenti e la sua performance complessiva, così il cervello si confronta con il suo stesso comportamento per migliorarsi, per ottimizzare le sue capacità, attivando ogni sua risorsa positiva. In altre parole, un sistema di brain training che mette in moto un processo di trasformazione, capace di modificare in positivo l'interpretazione della realtà in cui viviamo. Ovvero di relativizzare il sintomo, qualunque esso sia. Il cervello infatti, focalizzandosi sul sintomo ne alimenta la portata oltre la soglia del reale. Come già sottolineato, la premessa molto importante da fare è che questo sistema non è un trattamento medico o una terapia specifica per nessun sintomo o malattia e che non sostituisce un trattamento specifico quando questo si renda necessario. Ciò detto, il principale campo di applicazione è quello di attivare tutte le risorse positive, aiutando a gestire meglio il sonno e lo stress e di migliorare in conseguenza la qualità della vita delle persone affette da disturbi quali ansia, attacchi di panico, insonnia, emicranie, fibromialgia, tachicardia e sindrome da fatica cronica. Si rivela efficace anche per aiutare persone affette da stati depressivi. Ottimi risultati si ottengono anche con persone affette da acufeni o tinnito. Sappiamo quanto questo problema sia ampiamente diffuso in tutta la popolazione (ne soffre il 15% e nel 3-4% dei casi questo problema è seriamente invalidante), ma ancor più i musicisti" sottolinea Lanza.

"La sua efficacia è stata avvalorata da una recente ricerca pubblicata sulla rivista Audiologia e Foniatria svolta dal dottor Aldo Messina (responsabile del Dipartimento di Biopatologia e Biotecnologie mediche, Unità Operativa di Audiologia, A.O. Policlinico Paolo Giaccone di Palermo), dal dottor Giorgio Raponi (otorinolaringoiatra e otoneurologo ASST-Milano Nord), dalla psicologa dottoressa Marianna Franco e dalla consulente statistica dottoressa Michela Maria di Nardo" ricorda.

"Lo studio ha coinvolto pazienti volontari, con diagnosi di acufene, sottoposti a una serie di sessioni, a misurazioni audiometriche e questionari di autovalutazione riguardanti l'handicap provocato dall'acufene, il livello di preoccupazione patologica, la depressione, l'ansia, lo stress e la qualità del sonno con risultati significativi. Questa ricerca sta continuando e dando ulteriori e sorprendenti risultati con la misurazione delle otoemissioni acustiche. In campo neurocognitivo, studi ne attestano l'efficacia per aiutare persone affette da deficit di attenzione, iperattività, i principali disturbi specifici dell'apprendimento - DSA (dislessia, disprassia e discalculia). Le malattie neurodegenerative quali l'Alzheimer, il Parkinson e la demenza senile traggono giovamento nella stabilizzazione dell'umore dei pazienti con un conseguente miglioramento su vari fronti. Il Neurofeedback Dinamico non Lineare, essendo in primis un ottimizzatore delle funzioni neuronali ed un training cerebrale, è infine utilizzato nella ricerca delle peak performaces (prestazioni di alto livello) da sportivi di alto livello, artisti, creativi, musicisti, intellettuali, ed in ambito aziendale per la gestione dello stress e il miglioramento delle prestazioni lavorative» sottolinea Lanza.

Questo strumento non è un presidio medico chirurgico riservato ad un utilizzo in ambito medico, ma è stato classificato dalla Food and Drug Administration, FDA, come strumento di benessere generale e può essere utilizzato da chiunque senza nessun pericolo e nessun effetto collaterale indesiderato, sia in ambito professionale che per uso privato. Medici e soprattutto psicoterapeuti ne apprezzano la versatilità e l'efficacia in numerosi ambiti, ma sempre più persone comuni, che ne hanno sperimentato i benefici, si affacciano a questa nuova professione. Il dottor Francesco Lanza è il pioniere e il formatore di questa tecnologia in Italia e ha certificato centinaia di neurotrainer.

«Come psicologa e psicoterapeuta, da circa 30 anni impegnata nell'attivitá clinica, trovo in questo sistema uno strumento decisamente efficace, sorprendentemente semplice. La concezione della Mente sottesa è quella di un sistema dinamico non lineare, il cui funzionamento tendenzialmente fluido viene "attratto" inesorabilmente e di continuo verso le questioni traumatiche e i meccanismi protettivi messi a punto dalla mente per "cavarsela" e sopravvivere nelle situazioni difficili. Questo andare continuo della mente verso le questioni in sospeso o mal risolte, che sono alla base delle diverse forme di disagio, psicologico e fisico, viene interrotto attraverso l'interruzione della percezione uditiva» spiega la Dott.sa Daniela Pozzi.

«La "consueta e ripetitiva" deriva verso i soliti modi di funzionare, di sentire, di pensare, di agire, viene interrotta, la mente trova altre vie, più funzionali, rispettose e fluide, per avere a che fare con l'ambiente, qualunque esso sia e qualunque sia la sfida, o le sfide continuamente poste dalla sorpresa che è vivere. Questo sistema è uno strumento per me imprescindibile, nei percorsi terapeutici che attuo con le persone in cerca di un maggiore e più' stabile ben-essere. Come disse un paziente, di professione accordatore: "Questo programma e io facciamo lo stesso mestiere, aiutiamo le persone ad accordarsi meglio con sé stesse, per accordarsi meglio col resto del mondo» ribadisce Daniela Pozzi.

«Ribadisco quanto il sistema non abbia effetti collaterali e sia indicato a tutte le età» sottolinea Lanza. «Si tratta di uno strumento di General Wellness e non un Medical Device. La sua funzione, infatti, non è quella di "curare" dei sintomi specifici, ma di allenare il cervello innescando un processo di autoregolazione e di autoguarigione molto efficace che gli permette di far fronte in maniera ottimale a qualsiasi situazione negativa o sintomo esso debba affrontare» conclude Lanza, citando l'inventore di questo sistema, Valdeane Brown Phd: «Be the best you, it's time!»

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