Francia, la donna che ha (molto) combattuto per il matrimonio gay
Francia, la donna che ha (molto) combattuto per il matrimonio gay

Francia, la donna che ha (molto) combattuto per il matrimonio gay

Non si può dire che non le piacciano le battaglie epocali. Christiane Taubira, ministro della giustizia francese è la mamma-mastino della legge che ha appena introdotto in Francia la possibilità di sposarsi e adottare bambini anche alle coppie omossessuali.…Leggi tutto

Non si può dire che non le piacciano le battaglie epocali. Christiane Taubira, ministro della giustizia francese è la mamma-mastino della legge che ha appena introdotto in Francia la possibilità di sposarsi e adottare bambini anche alle coppie omossessuali.

«Sono travolta dall’emozione» ha dichiarato il 23 aprile tra gli applausi (e i fischi) dell’Assemblea nazionale che aveva appena detto sì al “mariage pour tous” il matrimonio per tutti. Legge molto contestata ma che segna come lei stessa ha sottolineato “una bellissima pagina per la democrazia” francese.

C’era lei anche dietro un’altra pagina molto forte per la storia d’oltralpe, la legge che riconosce come crimine contro l’umanità la tratta degli schiavi. Testo approvato nel 2001 che porta il suo nome e che ha introdotto una giornata della memoria per riflettere sull’abominio della schiavitù. Fu derisa allora, questa piccola, energica deputata della Guyana, abituata a imbrigliare i capelli in fitte treccine e indossare colori sgargianti. Lei ricorda: “Sentivo vibrare i miei istinti omidici, ancestrali, innati, acquisiti. Mi vedevo sradicare quelle lingue infami; defenestrare, scuoiare vivi e sospendere per i piedi questi falsi ingenui”. Proiettili, che nella sua arte oratoria si intrecciano con momenti di poesia. “È romantica, lirica, può farvi piangere. Quando prende la parola nell’emiciclo tutti tacciono ammirati” dice di lei un deputato del partito radicale di sinistra, nel quale Taubira ha sempre militato e per il quale ha corso alle presidenziali del 2002. Per difendere la legge sui matrimoni gay ha scomodato il poeta René Char e il filosofo Emmanuel Lévinas. Martedì 23 aprile nel discorso a conclusione del tormentato iter della legge ha difeso accoratamente “l’unicità di ciascun individuo” e il suo posto nella società. Ai giovani omosessuali ha detto di non ascoltare gli omofobi: “andate a testa alta, non avete nulla da rimproverarvi” e ha concluso scomodando Nietzsche: “Tacere è peggio. Tutte le verità taciute diventano velenose”.

 

Christiane Taubira fa fatica a tacere. Quando l’opposizione se la prende con il suo lassismo, affermando che il voto agli estremisti del Front National è frutto della sua idea di abolire i tribunali speciali per i minori recidivi istituiti da Sarkozy, Taubira invia un sms all’amico Gabriel Cohn-Bendit: “Se solo potessi parlare polverizzerei questi sproloquiatori”. Piglio deciso, tavolta troppo. Passa per essere autoritaria, secca, capace di memorabili scatti s’ira e poco incline a delegare. Ma nessuno ha mai messo in dubbio che sia una combattente. Nata a Cayenne nel 1952 si è laureata in economia e scienze agrarie, specializzata in sociologia ed etnografia. Nella sua biografia riassume “una donna nera e povera. Che meraviglioso capitale. Tutte sfide da vincere. Una vita di fatiche e di promesse”. Una molta importante l’ha mantenuta marted’ 23 aprile “i primi matrimoni saranno bellissimi e felici” E per tutti.

 

Ti potrebbe piacere anche

I più letti