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Tasse sulla casa, ecco chi ha risparmiato nel 2016

Il gettito delle imposte sugli immobili l’anno scorso è calato di 4,4 miliardi e a beneficiarne sono stati soprattutto i proprietari di prime case

Nel 2016 il gettito complessivo delle tasse sugli immobili ha subìto una significativa contrazione valutabile in circa 4,4 miliardi. È questo uno dei dati più significativi, in tema di imposte sulla casa, resi noti dal direttore dell'Agenzia delle entrate Rossella Orlandi nel corso della presentazione di  un rapporto sul patrimonio immobiliare stilato assieme al ministero dell’Economia. Una circostanza questa che tra l’altro fa il paio con la constatazione di una parallela crescita degli scambi immobiliari che, secondo gli esperti, dimostrerebbe come il mercato abbia reagito bene alle misure adottate dal governo negli ultimi anni sul fronte della fiscalità sulla casa. Ma vediamo nel dettaglio chi ha beneficiato di più di questa nuova situazione.

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Prima casa, agevolazioni miliardarie
Dei 4,4 miliardi di euro in meno generati dalle imposte immobiliari, ben 3,6 miliardi, ha spiegato la Orlandi, sono riferibili all'abolizione della Tasi sulle abitazioni principali non di lusso. Ne hanno beneficiato in particolare circa 19,5 milioni di contribuenti (per il 75% lavoratori dipendenti e pensionati) per un risparmio medio pro capite di 175 euro annui. L'Imu versata nel 2016 è stata pari invece a 18,8 miliardi e la Tasi sui servizi indivisibili a 1,1 miliardi, per un totale di 19,9 miliardi di euro di gettito complessivo.

Imu, la regina delle tasse sugli immobili
Entrando nel merito della ripartizione del gettito complessivo derivante dalle imposte sugli immobili, la Orlandi ha evidenziato come nel 2016, del totale del prelievo, circa il 48% delle entrate sia stato dovuto all'Imu e solo il 3% alla Tasi, per effetto della già citata esenzione dal pagamento dell'imposta sulle prime case. Se andiamo invece a considerare il gettito fiscale derivante da attività legate alle abitazioni, e quindi locazioni in prima battuta, si scopre che questa quota è pari al 21% del totale ed è in gran parte attribuibile all'Irpef (14% del totale) e alla cedolare secca sulle locazioni abitative (5%), il cui gettito tra l’altro cresce di anno in anno. L'Iva sulle compravendite di immobili infine rappresenta invece il 13% delle entrate complessive, mentre le imposte di registro e bollo costituiscono il 7% del totale.

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