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Economia

Gli stipendi non crescono perché i lavoratori abbandonano i sindacati

Una ricerca americana conferma l’effetto allargato delle organizzazioni dei lavoratori

Finora mancava la prova, ma adesso dl'Università dell’Illinois ha scoperto che i sindacati hanno creato benefici per tutti i lavoratori e che il loro declino è direttamente responsabile della mancanza di liquidità nei conti bancari dei cittadini americani. La ricerca, a cui Fast Company dedica un articoloporta la firma di Tom VanHeuvelen, professore di sociologia.

Lo studio ha evidenziato fino a che punto i benefici ottenuti dalla contrattazione sindacale a livello macroeconomico influenzano gli stipendi e i risultati nel corso di una carriera individuale. Inoltre, ha confermato che l’assenza di  tutela sindacale crea barriere al successo personale.

Una reazione a catena

Quando la diffusione dei sindacati ha raggiunto il picco prima degli anni Sessanta, i sindacalisti contribuivano  a restringere il divario tra i salari dei lavoratori e dei dirigenti, facevano pressione per ottenere salari minimi più elevati e un migliore accesso all'assistenza sanitaria. Secondo alcuni ricercatori, la presenza dei sindacati ha creato effetti di ricaduta positivi anche nei luoghi di lavoro non sindacalizzati, perché i dirigenti potrebbero aver introdotto salari più alti e maggiori benefici nello tentativo di impedire l’associazione dei loro dipendenti ai sindacati.

Lo studio di lungo periodo

Per arrivare a questa conclusione, VanHeuvelen ha analizzato i dati di “Panel Study of Income Dynamics”, il più lungo sondaggio panel familiare che ha monitorato oltre 18mila persone e cinquemila famiglie a partire dal 1968. Lavorando con dati di persone nel tempo, VanHeuvelen è stato in grado di tenere conto di fattori demografici come il rendimento scolastico, la razza, il genere, la posizione geografica e il cambio di settore, che alcuni economisti sostengono abbiano più peso della presenza dei sindacati.

Gli economisti non hanno ragione

La lettura dei dati condotta dal professor VanHeuvelen ha sconfessato il sentire comune degli economisti che ritengono che benefici come i stipendi più alti non siano il risultato del lavoro dei sindacati, ma siano dovuti alle abilità o i dati demografici dei lavoratori. VanHeuvelen, invece, ha dimostrato che i sindacati si associano con salari più alti per i lavoratori in tutto lo spettro demografico. Per quanto il contributo dei sindacati è risultato compreso fra 3% e il 12,5% (dunque, percentualmente più basso rispetto a una stima corrente del 20%), i vantaggi, pur essendo più limitati, riguardano tutti i lavoratori e non soltanto gli iscritti a un sindacato. 

Il risultato a livello allargato

Secondo il professore, questo contribuisce a spiegare perché le famiglie lavoratrici lamentano sempre di più insicurezza economica, difficoltà di pianificare il futuro e di non avere abbastanza soldi per far fronte agli imprevisti. Con il declino dei sindacati e la mancanza di protezioni istituzionali per i lavoratori, cresce l’attenzione agli indicatori di instabilità economica e con loro l’ansia.

Per saperne di più

- Contratti di lavoro, cosa cambia con l’accordo tra Confindustria e sindacati

- Perché c’è bisogno che gli stipendi aumentino


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