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Le conclusioni della Commissione d’inchiesta sulle banche

Sfumata l’approvazione di un documento unitario, nella relazione di maggioranza si chiedono più poteri per Bankitalia e l’istituzione di una Bad Bank

Banche_Casini

Giuseppe Cordasco

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Alla fine il presidente della Commissione d’inchiesta sulle banche, Pier Ferdinando Casini, si è dovuto arrendere al rifiuto da parte dei partiti di opposizione di emanare una relazione unitaria sul lavoro d’indagine svolto. Si è così giunti al via libera di un documento di maggioranza, con voto favorevole di 19 commissari e contrario di 15, con sei assenti.

In esso è presente innanzitutto un atto d’accusa verso il sistema di controllo, che avrebbe dimostrato tutte le proprie falle. “L'esercizio dell'attività di vigilanza non si è dimostrato del tutto efficace” scrive infatti la Commissione. La quale ritiene che in tutti i 7 casi di crisi bancarie oggetto di indagine "le attività di vigilanza sia sul sistema bancario (Banca d'Italia) che sui mercati finanziari (Consob) si siano rivelate inefficaci ai fini della tutela del risparmio".

Poteri di Bankitalia e super procura

In questo scenario di palese inefficienze dunque, la Commissione lancia alcune proposte per evitare che in futuro possano di nuovo verificarsi casi di questo tipo. Spazio allora alla richiesta di creare un archivio unico delle ispezioni e all’allargamento dei poteri di Bankitalia alla possibilità di usare la polizia giudiziaria per perquisizioni e ispezioni.

Fondamentale poi sarebbe garantire “costanti ed efficaci scambi di informazioni tra le Autorità di vigilanza nazionali”, visto che la collaborazione tra Bankitalia e Consob "è stata carente e pertanto è necessario rafforzarla". In questo senso va poi anche la richiesta di creare una sorta di super procura finanziaria di livello nazionale.

Bad Bank e “porte girevoli”

Nella direzione invece di una più efficace tutela degli interessi dei risparmiatori, va la proposta di creare una sorta di Bad Bank pubblica che possa nei casi più drammatici accollarsi il peso di attività finanziarie deteriorate. Ovviamente stiamo parlando di un provvedimento che dovrebbe essere adottato di concerto con l’Unione europea.

Inoltre, per garantire al meglio la trasparenza di chi opera nel settore bancario, dalla Commissione si chiede un profondo giro di vite sul cosiddetto fenomeno delle “porte girevoli”: in sostanza l’auspicio è che vengano introdotti maggiori limiti alla possibilità di essere assunti o avere incarichi presso gli enti vigilati.

Le altre posizioni

Come accennato, la mancanza di accordo su un documento unitario, ha fatto sì che ogni partito presentasse una propria relazione di chiusura ai lavori.

Tra le richieste specifiche emerse, c’è quella del Movimento 5 Stelle che, tra le altre cose, chiede l’eliminazione della prescrizione per i reati bancari, così come avviene per i crimini di guerra. Da LeU invece la richiesta di reintrodurre i cosiddetti scenari probabilistici nei prospetti degli strumenti in vendita al pubblico.

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