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(Ansa)
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Economia

Le nuove sanzioni dell'Europa non toccano gas e petrolio

Presentato il nuovo pacchetto di restrizioni, il quinto, che però rinviano la discussione su gas e petrolio alla prossima occasione. Ma si tocca il carbone, e non solo

Il quinto pacchetto di sanzioni che l’Unione Europea ha varato contro la Russia è un ulteriore giro di vite che però sembra girare intorno al vero nocciolo della questione, senza affrontarlo. Stiamo parlando del petrolio e del gas il cui embargo avrebbe si creato problemi a Mosca ma allo stesso tempo avrebbe messo ancor di più in difficoltà le economie di alcuni paesi energicamente dipendenti dalla Russia (come l’Italia) che stanno affrontando una grossa crisi economica ed un pesante aumento dei prezzi. Niente infatti sul tema più delicato è stato deciso e, come ha spiegato Ursula Von der Leyen «Con il quinto pacchetto non abbiamo finito. Stiamo lavorando a sanzioni aggiuntive che includano il petrolio e stiamo riflettendo su alcune proposte presentate dai Paesi membri come «il tassare l’import di energia dalla Russia». Insomma, Bruxelles prende tempo dato che la spaccatura tra i paesi è troppo evidente per trovare una mediazione che accontenti tutti. I paesi baltici e scandinavi sono per l’embargo, al punto che alcuni hanno già deciso in maniera indipendente per questa misura, mentre altri come Germania ed Austria hanno apertamente detto di no. E anche l’Italia, per senza schierarsi apertamente, sa benissimo di non essere in grado di affrontare il prossimo inverno senza i combustibili russi da cui dipendiamo per oltre il 40%.

Messa quindi elegantemente all’angolo la questione del petrolio fino a data da destinarsi l’Unione Europea cerca di mettere in ginocchio l’economia russa attaccando su altri fronti, a partire dal carbone.

I pilastri del quinto pacchetto: dal carbone alle banche

Il nuovo pacchetto si fonda su sei pilastri il primo dei quali prevede la proposta di bloccare le importazioni di carbone dalla Russia (che rappresenta il 45% del totale importato dall’UE) per un valore di 4 miliardi di euro all’anno.

Come spiegato dalla stessa Von der Leyen si prevede inoltre il divieto totale di transazione sulle quattro banche chiave russe, inclusa la seconda più grande del paese, VTB.

“ Queste quattro banche, che ora abbiamo completamente tagliato fuori dai mercati – ha detto - rappresentano il 23% del mercato bancario russo. Ciò indebolirà ulteriormente il sistema finanziario russo”.

Divieto di transito alle navi russe

“Terzo: divieto alle navi russe e alle navi operate dalla Russia di accedere ai porti dell'Unione europea. Alcune esenzioni riguarderanno gli elementi essenziali, come i prodotti agricoli e alimentari, gli aiuti umanitari e l'energia. Inoltre, proporremo un bando per gli operatori di trasporto su strada russi e bielorussi. Questo divieto limiterà drasticamente le opzioni per l'industria russa di ottenere prodotti chiave”

L’UE quindi vieterà alle navi russe e alle navi operate dalla Russia l’accesso ai porti dell’UE, anche se ci sarebbero esenzioni per i prodotti agricoli e alimentari, gli aiuti umanitari e l’energia.

Bloccati flussi import export

Vieterà inoltre gli operatori di trasporto su strada russi e bielorussi e vieterà la vendita alla Russia di computer quantistici, semiconduttori avanzati, macchinari sensibili e attrezzature di trasporto per un valore di 10 miliardi di euro all’anno.

Von der Leyen ha affermato che il blocco di 27 nazioni fermerà anche le importazioni di legno e cemento russi, nonché di frutti di mare e liquori per un valore totale di circa 5,5 miliardi di euro all’anno. Escluderà le società russe dalle gare di appalti pubblici nei paesi dell’UE e aggiungerà altri oligarchi a un elenco di persone i cui beni nell’UE saranno congelati.

Il nodo del petrolio

La conclusione ha toccato il discorso del petrolio e la Presidente ha chiarito: “Stiamo lavorando a sanzioni aggiuntive, anche sulle importazioni di petrolio, e stiamo riflettendo su alcune delle idee presentate dagli Stati membri, come le tasse o canali di pagamento specifici, ad esempio l'utilizzo di conti vincolati (significherebbe versare il dovuto, ad esempio, per l'import di petrolio, ma bloccarlo su un conto dedicato che si libera solo nel momento in cui la Russia rispetta alcuni impegni).

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