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(Getty Images)
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Industria

I segreti del successo del noleggio che sta cambiando il mercato auto

Con le vendite in calo pesantissimo Arval ha chiuso il 2020 con un inspiegabile segno positivo. Frutto di scelte aziendali e di una nuova mentalità dei clienti

-26%. I dati europei di gennaio sul mercato dell'auto confermano il drammatico momento per l'intero settore colpito in maniera pesante dalla pandemia. L'Italia fa segnare un -14% che lascia aperta qualche speranza per il 2021 ma la situazione è tutt'altro che serena.

Ma se il mondo dei trasporti sembra essere un mare in burrasca c'è chi è riuscito a chiudere il 2020 addirittura con un segno positivo. Arval, azienda leader nel settore del noleggio auto a lungo termine e nei servizi di mobilità sostenibile, ha infatti ottenuto un eloquente +6,4% con quasi 1 milione e 400 mila veicoli noleggiati nei 12 mesi. Un risultato sorprendente che però ha le sue spiegazioni sia aziendali che di mercato.

«Il successo di Arval - spiega Grégoire Chové, Magaging Director, Europe Arval - è legato ad un mix di scelte aziendali unito all'ottimo lavoro di tutti i nostri collaboratori. A livello societario abbiamo deciso di non concentrarci sull'immatricolato. Abbiamo voluto far crescere la flotta per dimostrare la nostra volontà di forte presenza sul mercato e al tempo stesso non ci siamo dimenticati dei nostri partner e fornitori; abbiamo voluto affrontare ed uscire con loro da questa pandemia. Per quanto riguarda poi i clienti è stato fondamentale l'approccio di tutti i collaboratori. Che si trattasse di aziende o di privati abbiamo messo in campo iniziative commerciali specifiche per questo periodo ed abbiamo fatto sentire costante la nostra presenza e vicinanza; si è trattato di un mix di sostegno economico e psicologico fatto davvero con enorme passione, molto apprezzato dai nostri clienti che non solo non ci hanno abbandonato ma, addirittura, sono cresciuti»

In generale avete però sfruttato al meglio quel vento di novità del noleggio auto che sta prendendo sempre più piede anche nel nostro paese…

«La formula del noleggio auto ormai è una realtà anche in Italia, è evidente. Ma non basta dire noleggio per avere successo. Servono strategie e soprattutto esperienza. Qui Arval ha fatto la differenza tanto che nel 2020 siamo diventati i numeri uno a livello europeo».


Grégoire ChovéMagaging Director, Europe Arval


A proposito di cambiamenti strategici nel mondo auto: è di ieri la notizia dell'ingresso nel cda di Renault di Frederic Mazzella, fondatore di BlaBlaCar segno che le case automobilistiche per cercare di uscire dalla crisi stiano cercando di entrare in maniera decisa nel mondo dei servizi. Cosa pensa di questa iniziativa?

«Conosciamo molto bene le case automobilistiche per le quali spesso siamo anche i primi clienti. Non mi permetto di giudicare le loro scelte, ci mancherebbe. Dico solo che questi gruppi hanno un dna che ritengo diverso dal nostro. Le case automobilistiche hanno un'anima industriale, essendo nate come aziende che costruiscono prodotti. Questo crea un modo di pensare molto specifico. Il nostro lavoro è invece molto diverso. Noi abbiamo un dna differente, commerciale. Se guardo al successo dei costruttori nel mondo dei servizi i leader del mercato non sono loro ma gli indipendenti. Credo la soluzione migliore sia appoggiarsi a chi è nato con una mentalità commerciale e di gestione dei rischi, così possiamo essere dirompenti per offrire qualcosa di concreto al cliente».

La voglia però di cambiamento, anzi, di inserimento nel mercato dell'auto resta molto alta. Basti pensare a tutte le realtà, anche di settori profondamente diversi, che stanno provando a lanciare proprie vetture…

«Il mondo della mobilità è uno dei settori che attrae più investimenti, miliardi di dollari. Ad oggi non si sa chi saranno i big player della mobilità di domani: società petrolifere, auto, banche, grandi gruppi digitali. Tutti stanno provando a prendere uno spazio. In un mercato grande ci sarà spazio per diversi player ma quello che conta è il dna di origine».

Parliamo di auto elettriche e sostenibilità. Qual è oggi l'attenzione degli italiani?

«Molto alta. C'è in atto un grande cambiamento di mentalità. La domanda più qualificata oggi è: ho davvero bisogno di tutte queste auto? La risposta è che oggi si sceglie non più l'auto che corrisponde al massimo dei miei bisogni. Meglio una che arrivi all'80-90% per motorizzazione, uso, budget, una scelta molto più responsabile. Se poi dovessi avere un bisogno extra mi prendo per un giorno, una settimana quello che serve per quella necessità. Per quanto riguarda poi le auto elettriche sarà una scelta obbligata. Oggi la si vede ancora come la terza auto di casa, quella per gli spostamenti in città. Ma sono le aziende, anche per i veicoli industriali, che stanno spingendo con maggior forza per questa tipologia di auto, molto più green».

Cosa si aspetta dal 2021?

«Mi aspetto un anno di convalescenza e riassestamento delle logiche di mercato su basi più ecologiche, durevoli e sostenibili. Un cambiamento che sta già avvenendo. I dati di febbraio ci confortano nel fatto che anche nel settore dei privati stiamo registrando un piccolo ma significativo miglioramento. Soprattutto speriamo che si possa ritornare alla vita di prima, fuori dalla pandemia»
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