Draghi bce.
(Getty Images)
Draghi bce.
Economia

L'effetto Draghi c'è ma occhio ad investire con i Btp

Un'analisi di Morgan Stanley prevede un ulteriore calo dello spread e consiglia di investire nei nostri titoli di Stato. Anche se...

L'effetto Draghi si fa sentire sui mercati obbligazionari: dal giorno del conferimento dell'incarico per la formazione del nuovo governo all'ex presidente della Bce lo spread tra Btp e Bund decennali tedeschi ha imboccato una parabola discendente, tanto che per gli analisti di Morgan Stanley potrebbe arrivare addirittura a 55 punti nel secondo trimestre.

"L'autorità, la stabilità e la competenza del governo guidato da Draghi sono importanti fattori positivi, che rafforzano la convinzione di un utilizzo efficace del Recovery Fund da parte dell'Italia. Il potenziale di rialzo si basa sulla possibilità di una maggiore crescita tendenziale italiana e sulla riforma fiscale". Per questi motivi Morgan Stanley invita gli investitori ad "acquistare azioni italiane, in particolare banche, e obbligazioni".

Gli strategist obbligazionari della banca d'investimento si confermano ottimisti sui Btp: il target sullo spread, originariamente fissato a 85 punti base a dicembre, è stato anticipato a giugno, e nello scenario più roseo il differenziale potrebbe raggiungere appunto i 55 punti nel corso del secondo semestre. "Crediamo ci sia spazio per un'ulteriore compressione dello spread", spiegano gli analisti di Morgan Stanley, secondo cui "la nomina di Draghi potrebbe favorire l'espansione della base degli investitori in debito italiano nel medio termine": in particolare, "l'elevato livello di fiducia del mercato nell'impatto positivo del governo Draghi sull'economia italiana può mettere un freno a ulteriori nuovi incrementi del rendimento dei Btp".

Di recente sui Btp ci sono stati notevoli acquisti dall'estero, in particolare dal Giappone che a dicembre ha comprato 505 miliardi di yen di titoli di Stato italiani, il livello più alto di investimenti per Paese effettuati da Tokyo nel mese. Storicamente, gli acquisti degli investitori stranieri sono sempre stati importanti nel determinare la performance dei Btp italiani in confronto ai buoni del Tesoro degli altri Paesi europei: questi investitori sono infatti "sensibili all'incertezza politica", come hanno provato i notevoli deflussi verificatisi in occasione della crisi del debito sovrano. A seguito della pandemia, la quota di Btp detenuta da stranieri è calata al 32%, vicino ai minimi storici, e non c'è ancora stata una ripresa completa. Nel medio termine, osservano gli analisti di Morgan Stanley, "si avvierà un dibattito su quanto questi livelli di spread siano sostenibili" con la presumibile ripresa economica nell'area euro e la progressiva riduzione degli acquisti della Bce. "Per i bond italiani una potenziale soluzione può essere attrarre ancora più investitori stranieri, e in questo senso la reputazione di Mario Draghi potrà rappresentare una rassicurazione per i mercati".

"L'arrivo di Draghi come presidente del Consiglio è stato accolto molto positivamente sul mercato. Su questo ci sono pochi dubbi vista la performance recente del Btp, in termini di spread verso il Bund, che ha spinto al rialzo anche il mercato azionario", osserva Vittorio Fontanesi, portfolio manager mercati obbligazionari di AcomeA SGR."L'immagine di Draghi sembrerebbe, almeno nel breve periodo, aver entusiasmato il mercato come se, in altre parole, il Btp si sia tolto un po' di quel rischio politico che da anni si porta dietro. Detto questo, non bisogna perdere di vista il contesto attuale dei mercati, specialmente se si guarda a quello che succede ai tassi". Nell'ultimo periodo, spiega l'esperto, "i rendimenti tedeschi hanno infatti visto un andamento al rialzo, guidati da una positività sulle aspettative di crescita e dal comportamento dei tassi del Treasury Usa. Inoltre, questo movimento ha interessato la parte più lunga della curva che si è "irripidita" in particolare a partire dai 10 anni di scadenza: in parole povere è aumentata la differenza nel rendimento di un titolo con scadenza 1 anno e uno con scadenza 10, 15, 30 anni. In questo contesto anche la parte lunga della curva Btp ha iniziato una correzione in termini assoluti da tenere sotto stretta osservazione: potrebbe infatti aprire la porta a rendimenti molto interessanti in un contesto di ridotto rischio Paese".

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