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ANSA/ FABIO CAMPANA
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Economia

Bonus bebè, perché è difficile che venga raddoppiato

La proposta del ministro Lorenzin prevede l’aumento dell’attuale sussidio, ma per le risorse bisognerà tenere conto dei vincoli di bilancio

È sulla famiglia che molto probabilmente si giocherà una delle partite politiche ed economiche più importanti nei prossimi mesi. A testimoniarlo c’è la proposta del ministro della Salute Beatrice Lorenzin, di area Ncd, che intende raddoppiare l’importo attuale del bonus bebè. Ma c’è anche l’attivismo, se possibile ancora più autorevole, dello stesso presidente del Consiglio Matteo Renzi, che da tempo annuncia di voler ridare potere d’acquisto proprio ai nuclei familiari intervenendo invece dal lato dell’Irpef. Dunque punti di vista diversi, tra i quali il governo dovrà per forza di cose trovare al suo interno una sintesi, tenendo conto di vincoli di bilancio pubblico sui quali resta sempre molto alta l’attenzione dell’Unione europea. Vediamo allora quali sono gli scenari possibili.

Raddoppio del sussidio

Il partito del ministro Lorenzin, ovvero l’Ncd guidato da Angelino Alfano, che tra l’altro nel governo ha un altro rappresentante nel ministro Enrico Costa, sembra aver scoperto le sue carte. L’idea è quella di supportare le famiglie puntando in maniera decisa su politiche di sostegno alla natalità. Da qui la proposta secca della numero uno del dicastero della Salute di raddoppiare gli attuali importi del bonus bebè: quello per i primi figli dovrebbe passare da 80 a 160 euro al mese, mentre quello per i secondogeniti potrebbe lievitare da 160 a 320 euro, sempre mensili.

Condizioni da chiarire

Resta da capire se le condizioni per accedere a tale beneficio resteranno le stesse attualmente in vigore oppure se cambieranno. Ricordiamo che tra le più significative c’è quella legata alla dichiarazione Isee che non può superare i 25mila euro. Inoltre, la durata del benefico è fissata in tre anni, un altro parametro che potrebbe essere rivisto.

Una questione di bilancio

Sulla proposta del ministro Lorenzin, come d’altronde su tutte quelle che impegnano risorse pubbliche, di questi tempi grava la spada di Damocle rappresentata dai conti dello Stato. Il bonus bebè infatti attualmente impegna finanziamenti per circa 500 milioni di euro, che in prospettiva, secondo l’ipotesi di variazione avanzata dal ministro della Salute, dovrebbero come minimo raddoppiare, passando almeno a un miliardo. Si tratterà di capire se si tratta di un peso sostenibile per le nostre finanze traballanti, e quale potrà essere in materia il giudizio dell’Unione europea che continua a tenere d’occhio molto attentamente le evoluzioni del nostro debito pubblico.

Proposte alternative

Come detto, in tema di potere d’acquisto delle famiglie, una voce in capitolo, e non da poco, è quella del presidente del Consiglio. Su questo fronte infatti Matteo Renzi ha già da tempo annunciato di voler intervenire con un taglio dell’Irpef già programmato per il 2018 e che ora potrebbe anche essere anticipato. Ovvio che alleggerire l’Irpef e raddoppiare il bonus bebè sono misure che dovrebbero considerarsi alternative, viste le ingenti risorse che dovrebbero impegnare. Si tratterà dunque di capire nelle prossime settimane che tipo di compromesso verrà trovato su questo delicatissimo punto.   

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