Ferrero compra le barrette Nestlé: cosa cambia nel mercato del cioccolato

Grazie all'operazione da 2,8 miliardi di dollari, il gruppo di Alba diventa il terzo maggiore produttore di dolciumi negli Usa e tra i più grandi al mondo

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Lo stabilimento Ferrero ad Alba (Cuneo), 15 febbraio 2015. – Credits: ANSA/FABRIZIO PEPINO

Massimo Morici

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(Post pubblicato il 22 dicembre 2017 e aggiornato il 17 gennaio 2018) - Il gruppo di Alba il 16 gennaio ha annunciato l’acquisizione dei dolci Nestlé negli Usa per 2,8 miliardi di dollari (circa 2,3 miliardi di euro), confermando le indiscrezioni circolate negli ultimi mesi.

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Da anni la Nestlé cerca di mettere le mani sulla Nutella, ma per un caso almeno curioso sarà la Ferrero a impossessarsi delle barrette americane del colosso svizzero, tra cui Kit Kat, Crunch e Butterfinger.

Stando alla classifica più recente pubblicata da Candy Industry, una nota rivista internazionale di settore e specializzata nel business del cioccolato, il produttore di Alba oggi si posiziona al terzo posto al mondo, con vendite per 10 miliardi di dollari, dietro a due colossi americani degli snack: Mondelez International (12,9 miliardi) e Mars (18 miliardi).

Tra i più grandi al mondo

Il business messo in vendita da Nestlé è valutato attorno a 3 miliardi di dollari e nel 2016 ha generato poco meno di 1 miliardo di fatturato: una cifra che permette al gruppo italo/lussemburghese (la holding della famiglia Ferrero che controlla Ferrero Spa è basata nel Granducato) di ambire al secondo posto a livello globale.

Le tappe del deal

  • Nestlé deve aggiustare i conti e migliorare l'efficienza dei suoi stabilimenti un po' ovunque (anche in Italia, dove sono previsti tagli alla Perugina): il 15 giugno annuncia l'intenzione di valutare diverse opzioni strategiche per il gruppo negli USA, compresa la possibile dismissione della divisione americana di dolci confezionati.

  • Ferrero a luglio incarica una banca di investimento di studiare il dossier USA del colosso svizzero.

  • Poco prima di Natale il New York Post riporta che il gruppo di Alba è a un passo dalla vittoria, forte di un offerta di 2 miliardi di dollari, dopo il ritiro di Hershey's, il grande concorrente, che si era già impegnato nelle scorse settimane in un'altra acquisizione da 1,6 miliardi di dollari per aggiudicarsi i popcorn SkynnyPop. L'altro sfidante in gara è un gruppo di private equity, dato però per sfavorito.

  • Il 16 gennaio Ferrero annuncia l'acquisizione del business USA di Nestlé per 2,8 miliardi di dollari.

I vantaggi per il gruppo italiano

La conquista delle barrette Nestlé americane permette di ampliare l'offerta di Ferrero con altri brand conosciuti sul mercato, dopo l'acquisto sempre nel 2017 delle caramelle Ferrara (Trolli, Brach’s, Black Forest Organic) e di Fannie May Confections Brands, un marchio che vende solo a distanza (online, tv, telefono) e tramite una catena di 80 negozi. Del resto il gruppo di Alba è già conosciuto negli USA con Nutella, Ferrero Roche e i confetti Tic Tac, con cui era sbarcato nel 1969.

L'effetto sul fatturato

Grazie al deal, Ferrero diventa il terzo produttore di cioccolato negli USA dietro Hershey's e Mars (fino a oggi era quinto). Grazie all'espansione sul mercato USA, riuscirebbe anche a bilanciare le vendite del gruppo che oggi sono esposte per due terzi verso l'Europa (Italia, Francia e Germania in testa), rafforzando la presenza non solo Oltreoceano, ma anche in Asia, dove ha aperto un centro di innovazione a Singapore negli scorsi mesi.

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