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ANSA/GIORGIO BENVENUTI
Economia

Aumenti dell'Iva, ecco quanto potrebbero costare alle famiglie

Con le nuove aliquote, secondo le stime della Cgia, il conto sarebbe di 242 euro in più all’anno, mentre per Codacons si arriverebbe a mille.

Potrebbe costare davvero caro alle famiglie italiane l’eventuale aumento delle aliquote Iva. Non a caso proprio la sterilizzazione di questi annunciati incrementi, rappresenta uno degli impegni più urgenti a cui sarà chiamato il prossimo governo che entrerà in carica, sia esso politico o tecnico.

E per capire l’entità degli aggravi Iva che in maniera più massiccia si abbatteranno sui conti della spesa delle famiglie italiane, è utile dare un’occhiata alle stime che stanno circolando in questi giorni.

Tra le più significative ci sono quella della Cgia di Mestre, che annuncia aumenti complessivi in un anno per 242 euro a famiglia, e quella di Codacons, che arriva addirittura a paventare un salasso da mille euro. Ma vediamo nel dettaglio come si è arrivati a queste cifre.

Lo studio della Cgia

Secondo la Cgia di Mestre, se il prossimo esecutivo non riuscisse a sterilizzare l’aumento dell’Iva, nel corso del 2019 ogni famiglia italiana subirà, come accennato, un incremento medio di imposta pari a 242 euro. Nel dettaglio, tale rincaro sarà pari a 284 euro per famiglia al Nord, a 234 euro nel Centro e a 199 euro nel Mezzogiorno.

A questo risultato è giunto l’Ufficio studi della Cgia che, attraverso una simulazione di carattere teorico, ha calcolato gli effetti economici che graveranno sulle famiglie appunto dal prossimo 1° gennaio 2019.

Infatti, se non verranno recuperati entro la fine di quest’anno 12,4 miliardi di euro, l’aliquota ordinaria passerà dal 22 al 24,2 per cento, mentre quella ridotta dal 10 salirà all’11,5 per cento.

Un triste primato

Tra l’altro, sempre secondo quelle che sono le rilevazioni della Cgia, se non verrà disinnescato l’aumento, dal 2019 l’Italia sarà il Paese con l’aliquota Iva ordinaria più elevata dell’area dell’Euro. Attualmente infatti, il nostro Paese occupa, in questa poco lusinghiera classifica, la quinta posizione, con appunto un’aliquota al 22%.

Peggio di noi solo Grecia e Finlandia al 24% e Irlanda e Portogallo al 23%. Ma se, come ricordato, dovesse scattare l’aumento che porterà la nostra aliquota massima al 24,2%, l’Italia in un balzo supererebbe tutti gli altri Paesi issandosi purtroppo proprio in testa a questa temibile graduatoria.

Tra l’altro, già attualmente l’Italia risulta la realtà europea che ha registrato il maggior incremento nel tempo dell’aliquota massima dell’Iva. Dal 1973 a oggi infatti, nel nostro Paese, la percentuale è passata dal 12 al 22% con un +10%. Dietro di noi troviamo Germania e Olanda, con rispettivamente un +8 e +5%, sempre nello stesso lasso di tempo.

Codacons: previsioni nere

Se già le stime della Cgia incutono timore, ancora più catastrofiche appaiono quelle di Codacons. Secondo l’associazione dei consumatori guidata dal presidente Carlo Rienzi infatti, se scatteranno le clausole di salvaguardia e le aliquote Iva saranno ritoccate al rialzo i prezzi di una moltitudine di beni di largo consumo subiranno un aumento con conseguente stangata.

A questo proposito, solo per i costi diretti in più, Codacons stima un aumento di 791 euro annui a famiglia. Aggravio che però raggiungerà più di 1000 euro annui a nucleo se si considerano anche i costi indiretti.

Inoltre, a rendere se possibile ancora più infausto il panorama, Codacons prevede che l'incremento delle aliquote determinerà una ulteriore contrazione dei consumi da parte degli italiani per complessivi 25 miliardi di euro. Insomma, il prossimo governo è avvisato.

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Giuseppe Cordasco

Sono nato e cresciuto ad Aarau nel cuore della Svizzera tedesca, ma sono di fiere origini irpine. Amo quindi il Rösti e il Taurasi, ma anche l’Apfelwähe e il Fiano. Da anni vivo e lavoro a Roma, dove, prima di scrivere per Panorama.it, da giornalista economico ho collaborato con Economy, Affari e Finanza di Repubblica e Il Riformista.

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