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Daniele Zovi, "Alberi sapienti, antiche foreste"

Un'ex guardia forestale racconta con gentilezza e passione i segreti delle nostre foreste

Alberi sapienti antiche foreste, di Daniele Zovi

Matilde Quarti

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“Le piante costruiscono il paesaggio nel quale viviamo o che attraversiamo, ci forniscono l’ossigeno che respiriamo, ci permettono di vivere in questo pianeta; eppure con loro non siamo connessi, ci mancano gli strumenti per creare una relazione”, scrive Daniele Zovi, ex guardia forestale, nell’introduzione del suo Alberi sapienti, antiche foreste (Utet, 2018). E in effetti non possiamo non concordare con lui: viviamo freneticamente, scorrendo la home di Facebook sui mezzi pubblici, rispondendo alle mail in coda alla cassa del supermercato, guardando nei ritagli di tempo i video dei panda degli zoo cinesi, ma della natura che tutti i giorni ci dà la vita e ci permette di portare avanti le nostre convulse attività relazionali, ce ne dimentichiamo spesso.

Boschi e foreste diventano lo sfondo delle vacanze, la pineta marittima in cui fare un giro in bicicletta, il confine della pista di sci di fondo, i percorsi avventura che addomesticano i tronchi di vecchi alberi. Eppure gli alberi hanno una vita segreta che continua, lenta e costante, impercettibile ai nostri occhi e ai nostri sensi accelerati: fermarsi a osservarli ci rimette in contatto con i ritmi della natura, ci richiede di rallentare, di ascoltare, di affinare lo sguardo. Il saggio di Daniele Zovi riesce a riportare su carta un miracolo millenario, a trascinare il lettore – con parole semplici, uno stile avvolgente e discreto e grandi fotografie a tutta pagina – fuori dal suo salotto, e raccontargli nel dettaglio una storia che, in parte, già conosce.

Il legame dell’uomo con gli alberi è stato – fin dalla notte dei tempi come testimoniano la Bibbia e l’Epopea di Gilgameš – un legame sacro, fatto di reverenza per una forma di vita che racchiude in sé l’essenza della natura stessa. Forse oggi questa reverenza è andata perduta, sicuramente è così in vaste regioni del mondo, ma basta poco per riscoprire la storia di questi antichi e bistrattati amici. Zovi comincia raccontando gli alberi a partire dalla loro anatomia: tronco, corteccia, chioma, radici, sono spiegati attraverso aneddoti personali e commenti scientifici sempre semplici e fruibili. Una trattazione a tutto tondo, che segue i movimenti degli alberi, i loro viaggi (ebbene sì), la loro riproduzione; larga parte viene poi lasciata nella seconda parte del saggio a una catalogazione delle più antiche foreste, italiane ed europee.

Alberi sapienti, antiche foreste, è un testo lieve, adatto a vari approcci di lettura, perfetto per chi desidera un saggio che, oltre a fornire nuove nozioni, aiuti anche a distaccarsi dalla frenesia della quotidianità urbana.

Per approfondire:

Mytting, Norwegian Wood

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