I 5 libri della settimana: Shoah e prima guerra mondiale
I 5 libri della settimana: Shoah e prima guerra mondiale
Cultura

I 5 libri della settimana: Shoah e prima guerra mondiale

Da "Trieste" di Daša Drndić a "Guerra e trementina" di Stefan Hertmans, la nostra selezione di letture

1 - "Trieste" di D. Drndić

Un libro sulla Shoah con il centro geografico a Gorizia, e in parte, come dice il titolo, a Trieste. Daša Drndić è una scrittrice croata e in questo romanzo - uscito in originale nel 2007 - ci offre un grande e dolente affresco della tragedia centrale del XX secolo. Impossibile anche solo elencare tutti i temi che partecipano alla composizione.  Uno di questi riguarda il programma nazista di eugenetica, Lebensborn: la protagonista, Haya Tedeschi, di famiglia ebraica convertita al cattolicesimo, ha partorito un figlio dall'uomo che ama. Questi però è un crudele ufficiale delle SS che prende parte direttamente allo sterminio: lei pero perferisce non vedere, ignorare le responsabilità.

Il libro, che cambia punto di vista verso l'epilogo, assumendo quello del figlio di Haya, si richiama stilisticamente alla tradizione della scrittura di Thomas Bernard e W.G. Sebald. Come ha scritto sul Sole 24 Ore Luigi Reitani, Trieste è forse il primo libro che affronta il passato della occupazione nazista del Friuli Venezia Giulia, "ponendo questioni fondamentali di responsabilità etica".

A metà della 520 pagine, il lungo elenco dei novemila ebrei italiani inghiottiti dalla Shoah.

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A colloquio con la scrittrice Daša Drndić “Chiamo a raccolta tutti i nomi degli ebrei che non tornarono”

Daša Drndić, Trieste, Bompiani 2015

2 - "La memoria rende liberi" di E. Mentana e L. Segre

Liliana ha otto anni quando, nel 1938, le leggi razziali fasciste si abbattono con violenza su di lei e sulla sua famiglia. È cresciuta con suo padre Alberto, sua madre era morta quando lei aveva pochi mesi per un tumore. Discriminata come "alunna di razza ebraica", viene espulsa da scuola e a poco a poco il suo mondo si sgretola: diventa "invisibile" agli occhi delle sue amiche, è costretta a nascondersi e a fuggire fino al drammatico arresto sul confine svizzero che aprirà a lei e al suo papà i cancelli di Auschwitz.

La memoria rende liberi. La vita interrotta di una bambina nella shoah, edito da Rizzoli è scritto da Enrico Mentana e Liliana Segre. È un racconto di una vita coraggiosa, o meglio un appello al ricordo e alla memoria da lasciare soprattutto a chi, tra poco, non avrà più testimoni viventi della vita della shoah. In una fase storica che vede minacciato il ricordo del genocidio ebraico. 

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E. Mentana e L. Segre, La memoria rende liberi. La vita interrotta di una bambina nella shoah (Rizzoli)

3 - "Charlotte. La morte e la fanciulla" di B. Pedretti

Charlotte è una giovane artista ebrea berlinese. Nasce in una famiglia vittima della follia nazista che la uccide a 26 anni, incinta di quattro mesi. Prima di morire però riesce a raccontare la sua vita in pittura. E Bruno Pedretti ne racconta l'esistenza in un romanzo carico di pathos e storia.

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Bruno Pedretti, Charlotte. La morte e la fanciulla, Ed. Schira

4 - "Di padre in figlio, la generazione del 1915" di E. Papadia

Eccola la "generazione 1915", quella delle migliaia di ragazzi pronti a combattere e chiamati alle armi per la "patria" a partire dal 24 maggio 1915 quando, a un mese dal patto di Londra, l'Italia entra ufficialmente nel primo conflitto mondiale.

Elena Papadia, ricercatrice di Storia contemporanea all'Università di Roma La Sapienza, la racconta nel saggio "Di padre in figlio. La generazione del 1915''. Il riferimento (e il rispetto) va a coloro che invocarono la guerra, manifestarono per la guerra e poi realmente combatterono al fronte. Li racconta nella loro veste di tenenti, di soldati ma anche nella loro componente psicologica. Uomini che credevano più disonorevole non partire, non rischiare la vita per la patria che morire. Chi erano questi interventisti, questi giovani figli per lo più della borghesia, educati al senso del dovere, istruiti con i dettami del Risorgimento? E quale il rapporto con i loro padri educati all'interventismo e poi spaventati dall'entusiasmo dei figli all'entrata in guerra? Un viaggio nella vita e nella psiche di una generazione che ha fatto la nostra storia.

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Elena Papadia, Di padre in figlio. La generazione del 1915, Il Mulino

5 - "Guerra e trementina" di S. Hertmans

Urban Martien ha 90 anni. Poco prima di morire consegna al nipote un diario di memorie. Le sue, quelle di un bambino di Ghent (Belgio) che viene strappato alla vita serena dall'inizio della Prima Guerra Mondiale e dalla sua durezza nei territori devastati dall'orrore delle trincee delle Fiandre occidentali. Urban si rifugia nel disegno e nella pittura che lo aiutano a evadere dall'orrore.

"Guerra e trementina" è un romanzo che si muove tra il passato e il presente, entra nella quotidianità della vita devastata dalla guerra e nel ricordo attuale della generazione che l'ha vissuta sulla propria pelle.

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Stefan Hertmans, Guerra e trementina, Marsilio

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